Due passi sono

due-passi-sonoELENA SCOLARI| La Sala Bianca del Teatro Sociale di Como ha recentemente ospitato lo spettacolo Due passi sono, una produzione Il castello di Sancio Panza di Messina, vincitore del Premio Scenario per Ustica 2011. Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi sono interpreti, autori del testo e registi.

Lo spettacolo nasce da un fatto drammatico accaduto alcuni anni fa: l’attore Giuseppe Carullo è stato per alcuni mesi in difficoltà fisica e la sua compagna Cristiana Minasi lo ha vegliato e assistito in questo difficile periodo. La malattia, superata, è dunque all’origine di questo lavoro che si fa apprezzare per l’assenza di tristezza che ci aspetterebbe da un tema così doloroso. Il testo è felicemente ironico e gioioso, si è trovata una chiave dolce e piena di umorismo che sa comunque mostrare una situazione di difficoltà.

Sulla scena i due personaggi sono seduti uno di fianco all’altra, il piano è un pavimento scacchiera sul quale compiono vere e proprie mosse, gesti precisi, ripetuti e quasi scaramantici, in un unisono di coppia buffo e dal sapore teneramente casalingo. I fidanzati battibeccano su piccole cose in dialoghi dal ritmo perfetto che divertono con lo stile dei duetti comici all’epoca del bianco e  nero. Il rapporto tra i due giocatori della partita è inizialmente segnato da ruoli distinti: la donna ligia alle precauzioni mediche del dopo malattia, attenta ad una serie di divieti e piccole privazioni, l’uomo, il convalescente, è invece poetico e ottimista e saprà stemperare le norme, indurrà lei a lasciarsi andare ai desideri, cui bisogna sempre credere e cedere.

I soli due passi del titolo sono quelli che basta fare per uscire, non solo di casa, ma dalla malattia, dalla clausura della cura, due passi verso il mare e verso la vita.

Il tono ironico della prima metà dello spettacolo è quello che permette di indulgere a quel po’ di sentimentalismo in cui sfocia il lieto finale, una bella scena in cui i due amanti si sposano in una nuvola di borotalco bianco, e dicono sì non solo all’unione ma ad affrontare il mondo, l’aria, i sogni, anche la paura. Due passi sono è una prova teatrale forte, dal significato profondo nonostante l’abito semplice, abbiamo amato la capacità autoironica di raccontare una fase tragica di vita, sapendone trarre una riflessione vitale e aggraziata, intelligente perché animata da un concetto d’amore creativo e non banale.



Categorie:Novità, Recensioni, Satura, Scena

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2 replies

  1. Bella recensione di una pièce che sorridendo persuade a fare i due passi ‘ più in alto e più in là ‘che mutano il punto di vista. ‘ Non di nuove cose abbiamo bisogno, ma di nuovi occhi con cui guardarle ‘.

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  1. Rassegna stampa 18 - 24 marzo

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