Unica certezza: la morte nella sperduta fortezza. Il deserto dei tartari a teatro

deserto dei tartari Giordano PettorrusoMARIA PIA MONTEDURO | Considerato il capolavoro di Dino Buzzati e, forse, uno dei romanzi più importanti del Novecento italiano, “Il deserto dei tartari” rappresenta l’angoscia dell’esistenza, l’attesa per un qualcosa che non arriva mai, sorta di “Aspettando Godot” letterario, incontro con una vita piena che, in definitiva, diventa l’appuntamento con l’unica certezza dell’uomo, la morte. Pubblicato nel 1940, il romanzo si impose subito come esempio di una letteratura realistica e al contempo surreale: l’accusa, per le stesse parole dell’autore, a un vita regolata da un tran tran abituale asfissiante (quelli che nel romanzo sono “i regolamenti”), ad assurdi principi che organizzano il vivere quotidiano senza lasciar posto alla fantasia, dove la speranza di sclerotizza, come sclerotizzata è la Fortezza Bastiani, dove l’ufficiale Giovanni Drogo consuma la sua assurda realtà esistenziale. Il romanzo fu anche trasposto per il cinema nel 1976 da Valerio Zurlini.
Maura Pettorruso ne realizza un intenso adattamento teatrale, con la regia di Carmen Giordano, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO e l’Associazione Internazionale Dino Buzzati: il giovane Woody Neri dà voce, corpo e spessore a Drogo, che si confronta con sė stesso, i propri pensieri, i propri desideri e le proprie paure esistenziali.
Una scena essenziale, spoglia – come essenziale e spoglia è la vita nella Fortezza – punteggiata e resa viva solo da alcune semplici lampade, che lo stesso Drogo accende e spegne, a sottolineare i momenti salienti dell’incedere della vicenda. Drogo cerca di convincere se stesso, e il pubblico, che resterà in quella dannata fortezza solo quattro mesi, certo di poter uscire da quel labirinto dell’anima, di poter tornare nella lontana città dove vive sua madre e, come si apprende poi, una donna che, forse, ha amato, riamato. Invece i mesi, gli anni, i decenni, scorrono pigri e ripetitivi, allertati talvolta da lontani movimenti che si scorgono verso l’orizzonte: miraggi, speranze, reali accadimenti?
Drogo non lo sa con certezza, perché la Fortezza Bastiani assorbe e annulla ogni gesto, ogni cambiamento, ogni illusione. Woody Neri interpreta con forza e coraggio le sconfitte di un uomo, che sono poi quelle dell’umanità, perché per Buzzati speranze e illusioni nascondono all’uomo il vero senso della vita. “Ho camminato girando a vuoto / senza nessuna direzione” ricorda Franco Battiato nel brano “Fortezza Bastiani” ed è proprio quello che fa Drogo/Neri, cercando di capire cosa lo tenga bloccato in quel lontano avamposto inutile, dove i quattro mesi iniziali si trasformano inesorabilmente in trent’anni!
Alla fine, sconfitta crudele, forse stanno veramente arrivando dei nemici, ma ormai Drogo è morente, dimenticato da tutti i suoi stessi commilitoni, e non può partecipare all’attacco: egli assapora così l’amaro gusto della sconfitta di una vita, della resa di fronte a un destino beffardo e spietato. L’adattamento teatrale ha ridotto il testo di Buzzati in un monologo, dove la valenza attorale del giovane Neri riesce a dare profondità alle laceranti variazioni di stato d’animo di Drogo; l’attore esibisce una voce possente e ben impostata che, con una leggera e piacevole inflessione dialettale, voluta, del Nord Italia – Buzzati era di Belluno –, riesce a ben raffigurare ciò che dilania l’animo del povero ufficiale.
Tante volte, anche dalle colonne di questa testata, si è sottolineato come ormai la forte crisi economica obblighi ad allestire spettacoli ”per una voce sola”, a volte svilendo e sminuendo testi che necessiterebbero di ben altri adattamenti teatrali. In questo caso invece il romanzo “Il deserto dei tartari” è, a ben analizzare, il romanzo di un’anima sola, perché solo è l’uomo davanti alla Vita, sia che viva in una frenetica città moderna, sia che sia confinato in una sperduta e irraggiungibile fortezza a difendere (chi? cosa?) da fantomatici tartari. Un’operazione teatrale ben riuscita.

Qui è possibile vedere uno studio dell’intero spettacolo



Categorie:Novità, Recensioni, Satura, Scena

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1 reply

  1. bel servizio da provare, complimenti per il blog 😉 Continuo a seguirvi, aspetto con ansia nuovi aggiornamenti!!

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