La Falk, attrice emblematica

20130505_46662_falk4GINA GUANDALINI | E’ scomparsa il 5 maggio a Roma Rossella Falk, attrice-simbolo della cultura tetrale italiana del secondo dopoguerra. E ad annunciarlo al pubblico del Teatro Eliseo, di cui la Falk è stata direttrice artistica per tutti gli anni ’80 e ’90, è stata la sua amica Franca Valeri, che proprio su quel palcoscenico.stava concludendo le recite della sua ultima commedia.

Nata Rosella Antonia Falzacappa nel ’26, la Falk era una ragazza alta e bellissima che non stentò a farsi largo all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, sua città natale. Bruna dal sorriso radioso ma anche misterioso – i paragoni con la Garbo non mancarono – come Margot Fonteyn e Anna Moffo glamorizzò il viso mediterraneo con un intervento di rinoplastica, nel suo caso molto caratterizzante. Si mise presto in luce nella compagnia Morelli-Stoppa, tra l’altro interpretando Stella nella storica messinscena di Visconti di Un tram chiamato desiderio e facendosi apprezzare da Tennessee Williams in persona. Poi nel 1954 colse a volo l’occasione di svecchiare il teatro italiano entrando a far parte di una nuova compagnia, con Romolo Valli, Giorgio De Lullo, Tino Buazzelli e Anna Maria Guarnieri; ben presto si aggiunsero Elsa Albani e Ferruccio De Ceresa. Fu la critica a chiamarla Compagnia dei Giovani; era infatti un ensemble di età media molto più bassa di quelle che avevano caratterizzato il teatro italiano fino ad allora, che puntava sull’affiatamento del gruppo invece che sulla centralità del singolo mattatore.

Regìe di De Lullo, di Peppino Patroni Griffi, scene di Pierluigi Pizzi; molto Pirandello, non più solo cerebrale e sarcastico ma anche sottilmente angoscioso, molto Cechov; ma anche molti autori nuovi, dato che i Giovani ereditavano l’interesse di Luchino Visconti per un teatro oltre la tradizione e oltre i confini nazionali. Già nel ’55 Diego Fabbri scriveva per la Falk La bugiarda, testo divenuto un classico grazie a molte riprese di successo. A metà degli anni ’60 i Giovani portarono al trionfo Il gioco delle parti a Londra, una capitale teatrale dove Pirandello aveva fino ad allora stentato a trovare la sua giusta valutazione. A Parigi la Falk impose Anima nera di Patroni Griffi, creando intorno a questo autore un piccolo culto nella cultura francese.

Poco cinema nella carriera di Rossella, ma di classe: Otto e mezzo di Fellini, Io la conoscevo bene di Pietrangeli, Made in Italy di Nanni Loy, Modesty Blaise di Losey, The Legend of Lylah Clare di Aldrich, Non ho sonno di Dario Argento (nel 2000). Pure la più bella lode di Rossella Falk viene dal cinema e l’ha formulata Fellini:“Ha statura gestualità e voce di un’eroina tragica ma è anche dotata di spontaneità e immediatezza profonde, e comunica una tale gioia di stare in scena che f ti fa venire la voglia di saltare sul palco e di farle compagnia”. Quanto alla TV, molto del suo teatro fu ripresentato sul piccolo schermo, come era allora splendida abitudine della RAI (chi vuole navigare su You Tube ritroverà la storica, stellare edizione De Lullo-Pizzi di Sei personaggi in cerca d’autore del 1965); si ricorda anche la partecipazione della Falk all’ormai mitico sceneggiato Il segno del comando.

Poliglotta, colta, curiosa, durante le tournée londinesi dei Giovani frequentava la “swinging London” accanto a Peter O’Toole e Dirk Bogard e fece spesso progetti di attività teatrale in altre lingue. Purtroppo La signora delle camelie di Dumas a Parigi in francese e Come tu mi vuoi di Pirandello, a Broadway in inglese (non a caso il film con la Garbo As You Desire Me si ispirava a quella commedia) all’ultimo momento non si concretarono: Rossella preferì assumere la direzione artistica dell’Eliseo insieme a Umberto Orsini. Nell’80 si cimentò in teatro e alla televisione in un musical, Applause, ispirato alla trama del film Eva contro Eva e già interpretato in America da Lauren Bacall, nell’83 trionfò nella Maria Stuarda di Schiller, nella regìa barocca di Zeffirelli, sfidando la protagonista Valentina Cortese con la sua Elisabetta dominatrice; un fine humour inglese rivelò in Amanda Amaranda di Peter Shaeffer (genuine le risate del pubblico).

Amica della Callas, nel ’96 la Falk volle ricordare il suo mito interpretando Master Class di Terence McNally, in cui si identificava con la “Divina”. In quella occasione la intervistai. La ricordo cortese e semplice, molto amareggiata per il declino della cultura teatrale nel nostro paese, desiderosa di trasferirsi a lavorare a Parigi. Poi mi annunciò che avrebbe lasciato le scene con quella raffigurazione callasiana; ma non fu così. E’ rimasta attiva ancora a lungo: nel 2005 ha portato in scena il leggendario ruolo di Mrs. Venable, sacro a Katharine Hepburn, nell’allestimento di Improvvisamente l’estate scorsa che Patroni Griffi fotemente volle ma non poté firmare; nel 2009 Rossella ha rivaleggiato con la Bergman nell’interpretare Sinfonia d’autunno, il testo del film di Bergman, accanto – o più esattamente contro – Maddalena Crippa.
La cultura italiana le deve moltissimo.

Qui la sua celebre interpretazione nello sceneggiato per la tv La signora delle camelie



Categorie:Novità, PACondicio, Satura, Teatro

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2 replies

  1. L’ha ribloggato su movimentoforza9e ha commentato:
    E’ morto Andreotti ma noi preferiamo celebrare Rossella Falk, scomparsa ieri, con un bell’articolo di Gina Guandalini pubblicato su PAC Magazine.

Trackbacks

  1. Rassegna stampa 6 - 12 maggio

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