Croce e delizia del cambiamento per Teatri Alchemici

ergo15 GIULIA MURONI | Ci sono degli incontri che cambiano la vita. La cambiano non perché portino in sé delle novità effettive, ma perché ingenerano un meccanismo, fanno scattare una molla. Come in Reality, quando al protagonista, Luciano (Aniello Arena) vengono promesse delle chance per il grande fratello. Di qui la sua vicenda tortuosa e paranoide. Non dall’incontro in sé, ma a partire da esso come causa prossima di un cambiamento.

Abbiamo visto al teatro Vittoria di Torino, all’interno della rassegna Concentrica, “Ergo non sei” della compagnia palermitana Teatri Alchemici, compagnia impegnata in questi giorni anche allo Spazio Tertulliano di Milano.
Michele Zingales (Luigi di Gangi) è un quarantenne, ateo e razionalista, assistente alla cattedra di filosofia (storia della filosofia antica?) che vive con la madre anziana, attiva frequentatrice di parrocchia. La vedova (Ugo Giacomazzi), devota esemplare, è onnipresente e iperprotettiva con il figlio al punto di sbirciare nel suo diario privato. Lui, viziato in casa, nel lavoro subisce le ben note soverchierie del mondo accademico da parte del suo docente di riferimento e del suo collega Nicolini. La routine familiare, fatta di pranzi domenicali e peperoni ripieni, viene interrotta dall’apparizione a Michele della Madonna del Ponte. Incontro inevitabilmente imprevisto e destabilizzante, trova l’assurdo nella rivelazione: Zingales è stato scelto come nuovo eletto. È a partire da questo momento che l’evento-incontro con la Madonna perde la sua centralità, per diventare il movente di una molteplicità di reazioni e trasformazioni di Michele nei confronti di se stesso, della madre e della trascendenza.

La scena, spoglia, viene tracciata da un disegno luci articolato ed elegante e dai due attori che vi si muovono senza lena, imitando i gesti e i suoni della quotidianità. Belli anche gli inserti musicali a cura di Gianluca Porcu. Nonostante una recitazione di livello i due autori-interpreti sembrano invischiati in una costruzione del personaggio che scivola a tratti nel bozzetto, nella caricatura.

Dopo “Desideranza” (segnalazione speciale Scenario 2007) Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi ritornano sulle dinamiche familiari, dando vita ad una pièce nel complesso gradevole e che apre numerosi varchi di riflessione e di senso, benché abbia la tendenza a mantenersi su una superficie divertente e rassicurante.



Categorie:Novità, Recensioni, Satura, Scena, Teatro

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