Aglie, fravaglie e scultura ca nun quaglie

CORNO CASERTAEMANUELE TIRELLI | Quando l’architetto cino-americano Ieoh Ming Pei presentò e poi realizzò la piramide del Louvre fu grande polemica. Scandalo. Un grande errore. Anacronistica. E magari anche qualche colorita e accorata maleparola in francese. Tutto grazie al presidente Mitterrand che affidò l’incarico all’architetto Pei. Oggi, a distanza di anni, quella stessa piramide è considerata uno dei simboli, uno dei richiami più evidenti del grande museo parigino.

Qualche giorno fa, in Italia, in Campania, a Caserta, davanti alla Reggia vanvitelliana patrimonio dell’Unesco, è apparso un corno rosso alto tredici metri realizzato dall’artista napoletano Lello Esposito. Un corno di quelli contro il malocchio, per capirci. L’opera è stata voluta dal sindaco della città Pio Del Gaudio, è costata 70 mila euro (10 ad Esposito e 60 per tutto il resto) e ha scatenato un sincero putiferio. La prima cosa che gli hanno rimproverato, al sindaco, è di non aver riasfaltato le strade in condizioni pietose. E lui si è difeso dicendo che quei soldi li poteva usare solo per un rilancio artistico, quindi ha pensato al corno di Lello Esposito. In questo modo, ha aggiunto, avrebbe anche attirato l’attenzione su Caserta che ha molto bisogno di visibilità e turismo.

Allora, diremo tutti, è una mossa di marketing territoriale? Così pare. Però forse forse non è stata gestita e preparata come tale. O almeno questa è l’impressione. Oltretutto l’amministrazione casertana viene dalla recente bocciatura come candidata a capitale della cultura. Candidatura che aveva suscitato, pure lei, polemiche a secchiate perché per la creazione del programma le forze artistiche e creative casertane non erano state chiamate realmente in causa. O comunque non tutte. E sicuramente non molte di quelle che lavorano di più e con maggiore continuità sul territorio.

Senza considerare che, tornando a questo famoso corno, il sindaco è stato convocato immediatamente dalla Soprintendenza che ne ha chiesto l’immediata rimozione.

C’è anche chi ha parlato di simbolo fallico. Di un grosso pene gigante. E vabbè, a Corso Como, nel centro di Milano, hanno addobbato un albero di Natale con simpatici sex toys.

Sì, ma capiamoci, questo corno è bello o è brutto? È una vergogna oppure no? Philippe Daverio, intervistato da Repubblica, ha espresso tutto il suo apprezzamento. Ma c’è ancora chi non è molto d’accordo, un po’ per il costo dell’operazione e un po’ per l’oggetto in sé. La verità vera è che l’opera di Lello Esposito alcuni risultati li ha ottenuti, ma è un po’ tutto il contorno a sembrare imperfetto.

I maggiori network nazionali hanno puntato i riflettori sul fattaccio mandando Caserta, il corno e la Reggia più volte in tv, su internet e sulla carta stampata. Visibilità ottenuta e obiettivo centrato? Non mancano però alcune perplessità. Qualche tempo fa, il sindaco ha dichiarato che la sua città “non accetta di essere subordinata a Napoli nei percorsi gestionali dei beni culturali in fieri”. Quindi non accetta questa subordinazione nei percorsi blàblàblà, ma può commissionare un’opera da 70 mila euro a un napoletano. Senza mettere in discussione la maestria e la fama di Lello Esposito, ma a Caserta non c’era proprio nessuno? E in un’altra città che non fosse la Napoli alla quale non subordinarsi e così via? E questi 70 mila euro a disposizione dovevano essere spesi necessariamente tutti per quest’unica opera? L’impressione è che nonostante gli ottimi risultati ottenuti in termini di visibilità, risultati che sembrano quasi più fortunosi che cercati davvero, si tratti di un evento spot, scollegato dagli altri. Autonomo. E questo non è un bene per la programmazione culturale e turistica. Senza considerare che l’attenzione c’è, un po’ di curiosità, ma non ci sono turisti in fila per ammirare l’oggetto della discordia e magari entrare nella Reggia o fare un giro in città. Ecco perché ci sarebbe voluta una programmazione.

La vicenda non si è ancora conclusa del tutto. Con il passare del tempo il corno diventerà uno dei simboli e dei punti di riferimenti della città di Caserta così come è successo per la piramide del Louvre? Speriamo. Anche se qualcuno ha deciso di manifestare la propria opinione circondandolo con lo striscione “Questo corno è uno scuorno”. Nel frattempo il Ministro Bray ha detto che s’ha da spostare assolutamente, necessariamente, indiscutibilmente. In quale piazza della città? Non si sa. Con quali fondi? Non si sa. Oltre a finire sui giornali e in televisione, cosa ha portato di concreto per il turismo casertano? Non si sa.

Info paneacqua culture

Comments

  1. attirerebbe anche più gente è una novità e cè tanta gente scaramantica

  2. A Pagani (SA) una piazza centrale ha una scultura a forma di tamburello formato famiglia. Si potrebbe creare un itinerario turistico…

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