Reading club: intervista ad Annie Abrahams ed Emmanuel Guez

reading clubSIMONA POLVANI | In questi ultimi anni digitali, dopo il dominio incontrastato della visione passiva indotta dalla televisione, con l’avvento in particolare dei social network, scrivere e leggere sembrano aver ritrovato slancio, pratiche attive, rinvigorite e diffuse, frequentate in modo non elitario e trasversale. Se nella maggior parte dei casi l’esercizio di questa ritrovata attività avviene in modo poco consapevole, per automatismo, Reading Club, nuovo progetto performativo nato in Francia dalla collaborazione di Annie Abrahams e di Emmanuel Guez, inventivi net artists e ricercatori noti per la sperimentazione nell’ambito del linguaggio e della comunicazione in rete, fa della pratica della lettura e della scrittura partecipata e consapevole il proprio motore, raccogliendo così ed esplorando le problematiche sollevate dal web sulla natura e il ruolo dell’autore.

Reading Club è innanzi tutto un sito web, dispositivo per performance interattive di lettura e di scrittura in cui, su invito dei creatori, alcuni lettori leggono in comune un testo dato. In base a una durata predefinita, che può oscillare da qualche minuto a più ore, i lettori interagiscono sul testo, scrivendo all’interno commenti, annotazioni, in uno spazio di scrittura (un editor- interfaccia di testo collaborativo che funziona in tempo reale, di tipo etherpad), con un numero invariabile di caratteri fissato in precedenza. Accanto ai lettori-performer, una chat aperta permette a questi ultimi e a lettori spettatori in rete di commentare, costruendo un altro testo in parallelo, a volte visibile durante la performance in live, altre tenuto nascosto e leggibile solo sul sito, in cui, una volta terminata, è pubblicata ogni performance.

Il progetto, che ha debuttato a giugno ha già all’attivo otto sessioni, tra le quali una al Centre Pompidou (Parigi), al Furtherfield (Londra), su Arpanet dialogues, al Jeu de Paume (Parigi), su Raymond Queneau e a Oudeis (Le Vigan), su Marshall McLuhan.

Delle origini e di alcune dinamiche di funzionamento di Reading Club ho parlato con Annie Abrahams e Emmanuel Guez, che, a sorpresa, hanno deciso di inscrivere le mie domande e le loro risposte all’interno dell’interfaccia Reading Club, dando luogo a una piccola sessione di composizione in diretta delle risposte, che potrete vedere nella versione originale in francese a questo link: http://readingclub.fr/pad/52a854ae06b5a2352c000023?timeline=1

Come è nata l’idea del Reading Club?

Voglia di incontri, discussioni, riflessioni sui testi online, di confronti. Di capire ciò che potrebbero essere una lettura e una scrittura in comune, di creare una situazione in cui l’autore/lettore non controlli più la sua scrittura, sia confrontato con quella di un altro lettore/autore e debba così leggere e comporre assieme, o contro, quell’altro. Ciò pone il comportamento, la relazione con l’altro, ma anche la relazione con il proprio corpo, con le proprie emozioni, al centro di questa interfaccia e porta ogni partecipante a prendere posizione all’interno di un testo e a considerare il proprio modo di agire. È perché la presa di posizione deve avvenire dentro il flusso che una partecipazione al Reading Club libera tanta energia ed emozione. Altrimenti, per ciò che riguarda noi due [Annie e Emanuel], i comuni interessi per la scrittura online. Gli approcci artistici simili in cui diamo precedenza più al processo di ricerca che alla creazione di un oggetto.

Come avviene la scelta dei testi?

Scegliamo i testi in collaborazione con il partner della sessione. A volte troviamo velocemente un testo che interessa tutti, a volte il processo è più lungo e bisogna fare una scelta. Non è sempre semplice, perché molti testi interessanti non sono adatti all’interfaccia o alla durata di una sessione. Sono necessari dei brani concisi che mettano i lettori in movimento. Dopo molte sessioni di corta durata ci piacerebbe sperimentare testi e durate più lunghe.

A partire dalle performance che avete fatto fino ad ora, quali sono le vostre impressioni o riflessioni sul processo che avete messo a punto in rapporto alla scrittura/lettura condivise?

Bella domanda. Innanzitutto siamo più degli operatori che dei performer. Offriamo un dispositivo che fa scrivere, che esplora le relazioni umane legate alla scrittura. Pensiamo che ci voglia più tempo per rispondere alla tua domanda. Siamo solo all’inizio del progetto e in una fase – diciamo – assai spettacolare in cui stiamo testando le sue potenzialità. Nel Reading Club, per il momento ci si confronta più con il comportamento di altri lettori che con un testo. Ciò che è flagrante è che il dispositivo costringe i lettori a leggersi e a scrivere in funzione di ciò che leggono – in altri termini, di ciò che scrivono gli altri. Si creano dei campi di forza, delle tensioni, delle strategie, e, spessissimo, alla fine di una sessione, un miscuglio di frustrazioni e di piacere…

reading club 2Quali sono gli atteggiamenti dei lettori performer e quali impressioni conservano dell’esperienza del Reading Club?

Sia scrivono tanto e velocemente, si divertono, sia guardano gli altri scrivere, leggono senza interruzione e provano a trovare una posizione nella ricostruzione del testo, nella forma che prende. Quindi vediamo un atteggiamento che è più di reazione immediata, quasi viscerale, rispetto al testo e a ciò che scrivono gli altri, e una reazione che è molto più di osservazione distaccata, che prova a riflettere sulla totalità del testo e del processo. Sarebbe interessante poter lavorare con una persona che metta a punto un protocollo scientifico per testare questi diversi comportamenti… 

Com’è andato il confronto con McLuhan nella vostra penultima performance?

L’interfaccia è mcluniana in sé.

http://readingclub.fr

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