A Roma un altro circo: i burattini acrobati di Girovago e Rondella

grBRUNA MONACO | Ai romani che vogliano godersi le vacanze assecondando il clima natalizio e facendo divertire i propri figli, l’Auditorium offre una bella opportunità: in via Norvegia, proprio di fronte al Parco della Musica, c’è ancora per qualche giorno un grande tendone da circo, pronto ad accogliere famiglie e vecchi amanti delle arti circensi. Quel tendone è una casa per la compagnia itinerante Circo El Grito, che insieme alla Fondazione Musica per Roma ha organizzato la rassegna Eccì El Grito Christmas Circus, e che fino al 6 gennaio ospiterà numerosi artisti e spettacoli.

Spesso andando al circo ci si aspetta di vedere numeri di giocoleria, acrobatica, funamboli e mangiafuoco. Ma che succede se, arrivando, ci si ritrova davanti un palcoscenico grande quanto una scrivania? Nessun problema, se lo spettacolo che si sta per vedere è di Girovago e Rondella ci saranno i giocolieri, i funamboli gli acrobati e anche i mangiafuoco su una scena d’un metro quadrato o poco più. Ci sarà tutto, letteralmente, a portata di mano. Quelli di Mano Viva (spettacolo andato in scena dal 19 al 22 dicembre) sono due veri e propri burattini-mano: indice e anulare per braccia, pollice e mignolo per gambe, sul medio la testa. A chi non è mai capitato di vedere, in strada, a piazza Navona, a Las Ramblas di Barcellona o chissà dove ancora un piccolo spettacolo con burattini-mano? Beh, quell’idea che a tutti è parsa geniale è stata brevettata da Marco Grignani e Federica Lacomba (in arte Girovago e Rondella) tanti anni fa e poi, imitata su larga scala, si è diffusa a macchia d’olio. I due burattini-mano si esibiscono in una lunga serie di noti numeri circensi. Sono ironici e ben più flessibili dei colleghi “attori a tutto corpo”. Girovago e Rondella articolano con precisione ogni falange e hanno uno spiccato senso del ritmo. Non sono le mani le uniche protagoniste della scena, infatti, ma la musica, che sostituisce le parole e crea un’atmosfera magica e intima nel grande tendone, ha un ruolo preponderante. In uno sketch il nostro burattino è addirittura un one man concert. Ma quando non suonano direttamente e “drammaturgicamente” i burattini-mano sono comunque e sempre parte integrante dell’apparato musicale: seguono il ritmo, lo danno o lo sottolineano con movimenti secchi. Accanto a loro, immediatamente sotto il palchetto ci sono i musicisti veri: percussioni e fisarmonica intrecciano tessuto ritmico e melodico in un dialogo denso e fitto fra di loro e con i burattini. Alle percussioni c’è Timoteo Grignani, il figlio di Girovago e Rondella. Tommaso, l’altro figlio si occupa delle luci. E Rugiada, la terza figlia che non si vede in questo spettacolo, fa anche parte della compagnia che non a caso si definisce una family theater.

Se la prima parte di Mano Viva è un susseguirsi di numeri da spettacolo di circo tradizionale in miniatura (per le dimensioni degli interpreti e per la durata di ogni gag), a un certo punto la natura degli sketch cambia: esaurito il repertorio di numeri iniziano le scenette narrative. Si tratta di piccoli racconti morali o di storielle esili, in entrambi i casi la trama è solo un supporto, o forse la fonte d’ispirazione delle figure create dai burattini, e comunque a servizio della componente visiva delle scene.

Uno spettacolo piacevole e leggero insomma, per una bella serata in famiglia.



Categorie:Novità, Recensioni, Satura, Scena, Teatro

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