La politica? Che spettacolo! Quasi una roba da ridere

FIL-20-Ponte-di-Pino-S-800x800NICOLA ARRIGONI Inizio anni Novanta, teatro Carcano di MIlano gremito, in scena un televisore e lui Beppe Grillo, esiliato dal piccolo schermo, con la televisione in scena impegnato nel recital Buone notizie. Ogni sera, telecomando alla mano, scorrendo i telegiornali e le informazioni in tv costruiva il suo show, l’arringa all’Italia alla deriva, all’Italia messa al banco degli imputati con Mani Pulite. Buone notizie di Beppe Grillo anticipava – almeno sembra – la vocazione di tribuno della plebe di Grillo, un lungo apprendistato, continuato con gli onemanshow nei palazzetti e delle piazze all’insegna della moralizzazione del Paese, della comicità che svela il non detto, le notizie taciute, fino alla scoperta della Rete al posto delle platee dei teatri, fino al VDay e la creazione del Movimento Cinque stelle.

Al fenomeno Grillo è dedicato Comico & Politico di Oliviero Ponte di Pino, un bel pamphlet, un saggio che dice e suggerisce molto, non solo del fenomeno Grillo, ma della politica italiana, del rapporto fra politica e spettacolo. Oliviero Ponte di Pino da acuto osservatore della realtà e da spettatore professionista coniuga nel volume – che si legge come si beve un bicchier d’acqua – la sua esperienza di saggista, editorialista, critico. E così da Comico & Politico non bisogna solo attendersi un volume dedicato al comico genovese, fondatore del Movimento Cinque Stelle e ago della bilancia dell’agone politico italiano. C’è di più, c’è la disanima di un mutamento epocale, c’è la forza trascinante della comicità come grimaldello della rivoluzione, scenario anarchico e individualista di un mondo possibile, o forse già in atto. L’autore infatti non fatica a considerare: «Ancora una volta l’Italia ha assunto il ruolo di laboratorio avanzato per formule politiche insieme modernizzatrici e regressive. Era già successo con il fascismo, inventato da un editore e direttore di giornali come Benito Mussolini. E’ accaduto di nuovo con il berlusconismo, creato a propria immagine da un magnate televisivo, riconvertendo una concessionaria di pubblicità in partito politico».

58558-1Nel caso di Grillo teatro e Internet, la comunicazione più antica del mondo: il racconto di un uomo ad un altro uomo e la Rete si coniugano, si potenziano, in nome di quell’animale sensibile, iper ricettivo che è l’attor comico, o meglio l’attor politico. E dopotutto – facendo leva sull’analisi dell’attore fornita dagli studi di Claudio Meldolesi – Oliviero Ponte di Pino non esita – nella prima parte del volume dedicata alla ‘fenomenologia dell’attore – a scrivere pensando a Beppe Grillo: «il bravo attore sa cogliere e addirittura anticipare i livelli segreti, gli appetiti inconfessati e i movimenti sotterranei dell’inconscio collettivo dei suoi spettatori. L’istinto politico, fondato sull’abilità nel gestire gli stati d’animo del pubblico, gli permette di muoversi abilmente tra attualità ed emozione». E se cogliere il sentire di pancia della platea per un attore è un sentire emotivo e di pelle, nell’epoca dei newmedia ciò è amplificato da quel grande ventre molle e istintuale che è la rete, di cui Beppe Grillo – complice e coautore Casaleggio – sa servirsi con estrema abilità e a cui affida il suo show quotidiano, il festivo del teatro, l’irriverente della comicità distillato nel blog/pulpito/palcoscenico. Nell’analisi del fenomeno Grillo televisione, teatro, politica, morale e moralismo si intrecciano in una resistibile ascesa del Beppe nazionale, leader di una rivoluzione mancata, agitatore di folle, populista con il pallino della verità, del complotto e dell’oggettività dei fatti e della verità. La politica spettacolo, lo spettacolo della politica, Beppe Grillo dal Vday ai comizi/spettacoli a pagamento Te la do io l’Europa per la campagna elettorale delle ultime Europee conferma che il suo essere leader del Movimento Cinque stelle non può essere scisso dal suo essere attore, termometro in grado di registrare le inquietudini della massa via Internet, ma poi pur sempre bisognoso del contatto diretto che da il teatro anche con uno spettacolo camuffato da comizio, o forse viceversa. In Comico & Politico di Oliviero Ponte di Pino c’è la disanima di un fenomeno, c’è la storia di un attore che veste i panni del tribuno, di un giullare che cerca di indossare la corona, ma soprattutto c’è la storia di un Paese, l’Italia televisiva, l’Italia del teatrino della politica, l’Italia immatura in cerca di un uomo della provvidenza…
Oliviero Ponte di Pino, Comico & Politico, Raffaello Cortina Editore, Milano, 15 euro.

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