Un mese di teatro alla radio: intervista a Laura Palmieri

2 BergamascoLAURA NOVELLI | Una casa. Una scogliera. Un padre. Una madre. Un figlio. Una donna. Un passato che riemerge (forse). Un evento tragico. Un futuro già bruciato che toglie ai giovani ogni slancio idealistico. Si muove in questa geometria misteriosa e spiazzante di temi e presenze il radiodramma The testament of this day del grande drammaturgo britannico Edward Bond che è stato trasmesso live dagli studi di Radio3 qualche sera fa all’interno della ricca vetrina “Tutto esaurito!”. E’ la prima volta che quest’opera, andata in onda lo scorso aprile alla BBC, approda da noi, e lo fa (su traduzione di Tommaso Spinelli) per voce di pregevoli interpreti quali Elio De Capitani, Marco Foschi, Manuela Mandracchia e Francesca Mazza, guidati dall’intenso sguardo registico di Lisa Ferlazzo Natoli e chiamati ad una prova indubbiamente non facile. Eppure riuscitissima, che conferma quanto il linguaggio radiofonico sia prossimo al teatro e quale importante ruolo divulgativo la radio possa svolgere se si connette con la cultura presente, se intercetta le tensioni più urgenti della scena (e dunque della società) contemporanea, se provoca essa stessa progetti capaci di una ricaduta artistica concreta.
Nasce d’altronde da queste premesse il festival di teatro che, curato anche quest’anno da Antonio Audino e Laura Palmieri, monopolizza il palinsesto serale di Radio3 per l’intero mese di novembre, con una scaletta di eventi – ora trasmessi in diretta dalle sale di via Asiago, ora registrati ad hoc per la rassegna, ora ripescati nel corposo archivio radiofonico del terzo canale Rai – che hanno attraversato e attraverseranno nelle prossime sere territori espressivi molto diversi e però complementari tra loro, affini, sempre e comunque significativi del nostro presente. “Innanzitutto – ci racconta la stessa Palmieri – abbiamo voluto affiancarci ad alcuni progetti già esistenti che ci sono sembrati particolarmente emblematici.
a serata dedicata ad Edward Bond nasce, ad esempio, da una collaborazione con il Teatro di Roma, che in futuro realizzerà una serie di iniziative importanti intorno a questo autore, e dal 4 dicembre la stessa Ferlazzo Natoli presenterà al teatro India il suo Lear di Edward Bond – Parole Nude. In questa scrittura così sottile, così razionale, e tuttavia così spiazzante, vibrano pulsioni che sono un vero pugno allo stomaco. Bond ci parla di noi, pone domande estreme e non dà risposte. E’ davvero un grande autore contemporaneo”.

Altrettanto taglienti le opere dei tre drammaturghi austriaci, Peter Handke, Elfriede Jelinek e Thomas Bernhard, che vanno a comporre un articolato focus arricchito da alcune proposte inedite. “Abbiamo voluto puntare uno sguardo specifico sulla drammaturgia di lingua tedesca (in programma anche un’opera di Heiner Müller, ndr) e sull’Austria perché in questa cultura, in questo teatro, si agitano tensioni che riflettono bene i nostri tempi. Per quanto riguarda Handke, un autore fin troppo trascurato qui da noi, abbiamo lavorato in consonanza con il progetto La terra sonora – Il teatro di Peter Handke curato da Valentini Valentini e, oltre a ripescare nei nostri archivi Insulti al pubblico con la regia di Fabrizio Arcuri, abbiamo realizzato due opere inedite in Italia: Il Blues della metropolitana, andato in onda qualche sera fa in diretta con l’interpretazione di Maurizio Donadoni e Veronica Cruciani, e I bei giorni di Aranjuez, allestito da Daria Deflorian ed Attilio Scarpellinin e registrato appositamente per noi all’Argot”.
Coraggioso anche il progetto relativo a Francamente ne me infischio di Antonio Latella: “come è noto, questo lavoro ispirato a Via col vento è stato concepito da Latella in cinque episodi; noi lo abbiamo riadattato per la radio grazie al prezioso lavoro di Franco Visioli e lo abbiamo trasmesso a puntate per quattro sere successive, in modo da ricreare proprio l’idea di soap-opera popolare sottesa allo spettacolo. Debbo riconoscere che tanti radioascoltatori ci hanno scritto entusiasti. E’ stata una scommessa. E credo che nel complesso abbia funzionato. Segno che c’è un pubblico di ascoltatori amanti del teatro che non va trascurato e che anzi va stimolato con idee nuove”.
E le idee nuove in questo cartellone 2014 di “Tutto esaurito!” non mancano. Oltre ad intercettare il lavoro di alcune delle compagnie di ricerca più interessanti della nostra scena contemporanea, quali Babilonia Teatri (Jesus) e Fratelli Dalla Via (Mio figlio era come un padre per me); oltre a mettere insieme autori come Carlo Emilio Gadda, Luigi Pirandello, Gianni Celati e interpreti che non hanno bisogno di presentazioni (Roberto Latini, Claudio Morganti, Elena Bucci, per citarne alcuni); oltre a progettare una sezione specifica di radiodrammi e un contenitore di proposte collaterali (il ciclo Eduardo a trent’anni dalla scomparsa, a cura di Antonio Audino, l’Archivio Eduardo e le quattro lezioni-spettacolo di Dimore di suoni) ascoltabili sul sito di Radio3 (www.radio3.rai.it), questo festival mette in campo anche una novità teatrale destinata a tradursi presto in spettacolo: L’uomo seme di Violette Althaud, che sarà trasmesso in diretta dalla sala A di via Asiago mercoledì 26. “Si tratta di un progetto – riprende Laura Palmieri – al quale tengo molto.
Il testo, tradotto da Monica Capuani, è un diario poetico e intimo scritto ad inizio ‘900 che racconta, con uno sguardo molto femminile, i rapporti tra i due sessi dando voce a tre donne di età e temperamento differenti. Noi lo proponiamo in forma di lettura scenica, curata da Sonia Bergamasco, con Piera Degli Esposti, la stessa Bergamasco e la giovanissima Beatrice Fedi. Ma l’intenzione è quella di farne uno spettacolo vero e proprio”. Completano il cartellone, due serate-omaggio dedicate rispettivamente a Eduardo e a Umberto Orsini, e un lavoro ispirato ai Diari di Etty Hillesum già debuttato quest’estate all’interno della stagione festivaliera. Deve trattarsi di autentico amore per la vita il titolo di questa pièce scritta da Giluia Calligaro che, adattata per la solo voce di Laura Marinoni, verrà trasmessa il 30 novembre. Giorno in cui la Hillesum morì.
E serata conclusiva del festival. “Ci sembrava giusto chiudere con questo importante ricordo. Nel lavoro originale recitano anche Maddalena Crippa e Federica Fracassi; qui invece abbiamo solo la voce, straordinaria, della Marinoni. Nel passaggio dalla scena alla radio intervengono necessariamente degli aggiustamenti e dei cambiamenti. La radio ama l’essenzialità. Le parole non possono essere più di quelle necessarie. Eppure non c’è dubbio che radio e teatro siano felicemente connessi tra loro. Che l’una faccia bene all’altro. E viceversa.”

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