Do not disturb: il teatro in hotel del progetto Gelardi a Napoli

10943074_644347185693039_3808980096705789834_nEMANUELE TIRELLI | Di quella volta che il teatro si fece in casa, per strada, a scuola, nel bistrot e pure in albergo. A Napoli quest’idea è soffiata nella mente di Mario Gelardi. Lui è autore, regista e direttore artistico del Nuovo Teatro Sanità. L’idea si prepara invece per un nuovo allestimento chiamato “We’re in love”. Le recite, come suggerito dal titolo e dall’occasione, sono previste dal 12 al 14 febbraio al Grand Hotel Parker’s di Napoli. Ma partiamo dall’inizio, almeno per tracciare un paio di coordinate. Do Not Disturb è un vero e proprio format nato due anni fa nelle stanze del Chiaja Hotel de Charme. Per quale motivo? “Il teatro – dice Gelardi – è stato portato spesso in altri luoghi, ma quasi mai si usa l’ambiente per quello che è. Volevo creare invece una storia in un luogo reale e in un tempo reale. Un gioco di sguardi in cui l’attore, pur avendo il pubblico così vicino, non deve percepirlo mai. In questo modo il disagio di chi guarda diventa enorme”. In effetti la distanza tra attore e spettatore è quasi inesistente. Ci si mette lì, tutti intorno al letto, disposti dagli organizzatori a seconda dei movimenti scenici previsti dall’allestimento. Il pubblico si ritrova spesso faccia a faccia con l’interprete senza diventare mai parte attiva del dramma, come se fosse invisibile. E l’imbarazzo, spesso, è davvero concreto.
Ogni appuntamento è caratterizzato da stanze diverse. E ogni stanza porta con sé una storia differente, legata all’altra da un fil rouge che cambia a seconda della data, del contesto e degli attori, con microdrammi sempre nuovi. Forse è anche per questo che il pubblico di Do Not Disturb ritorna affezionato e incrementa il passaparola. Dal Chiaja Hotel de Charme, il progetto si è spostato al Grand Hotel Parker’s (più grande e stellato), è passato per l’ultima edizione di Benevento Città Spettacolo e si è fermato qualche giorno nella Galleria Primopiano di Napoli, con un omaggio a Pier Paolo Pasolini.
Ogni data prevede spesso più di un turno e ogni turno è aperto a venticinque spettatori che, sommati nei mesi, stanno raggiungendo con disinvoltura le mille unità. “All’inizio – continua Gelardi, che si occupa anche delle regie ma condivide le drammaturgie con Claudio Finelli – non ci aspettavamo risultati così interessanti. Poi abbiamo capito che l’esperimento era molto gradito al pubblico, anche perché l’intimità che si crea è difficilmente riproducibile in un altro contesto. E cosa c’è di più intimo di una camera da letto?”.
L’idea, per adesso, è quella di tornare questa estate con storie nuove e forse anche con una tre giorni dedicata a quelle già andate in scena. Nel frattempo, il weekend di San Valentino sarà l’occasione per “We’re in Love”, di nuovo al Grand Hotel Parker’s, con le parole di Gelardi e Finelli interpretate da Carlo Caracciolo, Irene Grasso, Antimo Casertano, Gennaro Maresca, Carlo Geltrude e Fabiana Fazio.
La prenotazione, va da sé, è assolutamente obbligatoria.

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