PREMIO RETE CRITICA – I Finalisti e i vincitori

Schermata 2015-11-08 alle 14.56.08ELENA SCOLARI | In direttissima dall’Odeo dell’Accademia Olimpica di Vicenza, osservati dai minacciosi fondatori dell’Accademia stessa che occhieggiano affrescati dalle pareti, sono riuniti i critici di Retecritica, la cricca che -olimpicamente- scova e segnala da diversi anni le realtà teatrali più originali cercando di pescare negli anfratti scenici meno in vista. A tutte le latitudini.

Rete critica riunisce le più rappresentative testate di critica teatrale on line, anche se stamattina si danno “testate” per linee ferroviarie bloccate causa disinnesco bombe (linea milano-verona), con a bordo il factotum col pallottoliere sullo lo stato dei voti dei finalisti del premio Retecritica.

Per disinnescare la curiosità Pac vi svela l’elenco dei potenziali vincitori.


Spettacolo compagnia

Gli Omini 11 voti

Oscar De Summa 5 voti

Alcesti con la regia di Massimiliano Civica 4 voti

Quotidiana.com 3 voti

Stabile Mobile – Compagnia Antonio Latella 2 voti
Scannasurice 2 voti

 

Progetto/organizzazione

CaseMatte 6 voti

Zona K 5 voti

Primavera dei Teatri 4 voti
Carla Pollastrelli per la curatela dell’opera completa di Jerzy Grotowski 2 voti

FFJelinek 2 voti

Fabulamundi 2 voti

Teatri di Vetro 2 voti

 


Comunicazione

Puglia Off 4 voti

Trasparenze 2 voti

Crest Taranto 2 voti

Le Stanze 2 voti
A Vicenza, al termine del convegno Blasphemìa. Il teatro e il sacro, che si è tenuto il 7 e 8 novembre nell’ambito del decennale dell’Accademia Olimpica nell’Odeo del Teatro Olimpico, è stato assegnato il Premio Rete Critica.

Giunto alla quinta edizione, il riconoscimento è assegnato da una giuria di oltre 30 siti e blog di teatro ed è articolato in tre categorie. Il regolamento del Premio Rete Critica, i vincitori delle precendenti edizioni, le segnalazioni e i voti della giuria si possono leggere alla pagina Premio Rete Critica 2015.
a. Spettacolo, compagnia: GLI OMINI

(http://www.gliomini.it/)
La compagnia, fondata nel 2006, è oggi, in Italia, una delle poche formazioni corali che non si limita a sommare diverse competenze artistiche ma le moltiplica a partire dalla centralità dell’attore.

Il loro metodo di raccolta “sul campo” che fonde l’indagine antropologica, basata sull’osservazione del quotidiano, e la ricerca drammaturgica, precipitata in una scrittura che concilia la filiera della drammaturgia classica con quella vernacolare e pop, negli ultimi esiti spettacolari ha saputo raccontare aspetti importanti dell’Italia dei nostri anni, attraverso una teoria di personaggi malinconici, disperati, esilaranti sostenuti da una comicità aguzza e corrosiva e da una recitazione credibile, precisa, minuta.
b. Progettualità/organizzazione: CASE MATTE DI TEATRO PERIFERICO

(http://www.teatroperiferico.it/altri-appuntamenti/programma-case-matte/)
In una nazione che occulta la sua storia e lascia decadere le ex strutture manicomiali la caparbietà di Paola Manfredi e del gruppo che con lei ha condiviso il percorso ha voluto “sottrarre all’oblio un’infinità di vite, di racconti, poesie, creazioni […]. Ma c’è anche un secondo obiettivo: quello di reclamare un uso partecipato degli spazi degli ex manicomi non ancora ristrutturati. Oggi molti di essi sono abbandonati e oggetto di vandalismo, mentre potrebbero essere salvati e in qualche modo riconvertiti in luoghi di cultura)”.

A partire dallo spettacolare Mombello.Voci da dentro il manicomio, un viaggio all’interno del mondo della follia e dell’internamento (con tutte le sue abiezioni), il percoso ha toccato nel’autunno 2015 otto ex Istituti psichiatrici in tutta Italia, attraverso una serie di attività spettacolari e non, che hanno sensibilizzato, attivato e messo in rete le realtà che operano nei diversi territori.
c. Strategie comunicative virali: PUGLIA OFF

(http://www.pugliaoff.it/)
Una strategia che risponde alle esigenze della teatralità territoriale, promuove e crea sinergie tra locale e nazionale, facendo rete: s’adopera all’incontro, alla messa in comune di competenze ed esigenze diversificate; genera nuove opportunità produttive e distributive. E’ un progetto under per il teatro under, in cui la strategia comunicativa diventa pratica concreta, esercizio organizzativo effettivo, spettacoli.

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