Absolute beginners: la rifondazione dell’ideale secondo TeatrInGestAzione


RENZO FRANCABANDERA | Con vero piacere abbiamo incontrato all’inizio del mese di maggio negli spazi di Zona K a Milano la poetica di TeatrInGestAzione.Si tratta di uno spettacolo con alcuni interessanti elementi di carattere performativo, suddiviso in una serie di quadri che emergono dal buio attraverso il ricorso a luci che non sono però all’interno della macchina scenica, ovvero visibili allo spettatore al suo ingresso in sala, come i normali fari di scena. Questo fa sì che la creazione sia una sorta di universo capace di autogenerazione, in cui i performer in maniera autarchica sviluppano un linguaggio fondativo di una poetica che cerca di bastare a se stessa pur senza definire postulati e assiomi.

Un po’ come i piccoli mattoni di legno che vengono utilizzati ad un certo punto dello spettacolo, il linguaggio di questa creazione sembra fondarsi sui singoli elementi di evidente accessibilità che vengono di volta in volta composti e scomposti per creare una continua alternanza fra caos e ordine, materiale ed immateriale, luce e buio.

Partendo da un interprete che con il ricorso ad una luce dal basso stampa sul suo volto il senso della maschera e del teatro, ma anche del grottesco, si passa poi ad un caos quasi da espressionismo informale ricavato con luci led rosse nel buio dell’ambiente. Primi piani e lontananze. Apparizioni ed evanescenze, tracce sonore che descrivono ambienti, abitazioni, sentimenti dello stare, dell’essere, dalle sue forme primordiali, come il dolmen fino al caos della città contemporanea, magari quella Napoli piombata nel caos rifiuti alcuni anni fa e costruita una casa sull’altra dove è nato il germe di questa ideazione collettiva. “Absolute Beginners è il primo movimento del progetto avVento – Geografie e Identità a venire – opera sistemica e polisemica, tentativo di scrittura di un mito di fondazione postmoderno, nato da un senso di spaesamento, estraneità rispetto al presente storico-sociale-geografico-identitario che viviamo.” La creazione collettiva è frutto di un gruppo di lavoro, TeatrInGestAzione, di base a Napoli, un organismo creativo in cui l’intersoggettività è la base dell’evoluzione poetica, le cui tensioni si risolvono in atti creativi dal forte impatto visivo ma anche su una attenta gestione dello spazio e della presenza dell’attore, la cui cifra performativa appare manifestarsi in modo evidente.

Questo preferenza si risolve anche in una prassi come quella dell’azione nella città, con il gruppo che è da alcuni anni, insieme ad altre identità di valore del territorio partenopeo, del Festival dedicato alle arti performative AltoFest, che si tiene fra fine giugno e inizio luglio a Napoli, per le strade, con un meccanismo di mutualità e ospitalità popolare, fatto da gente comune che apre la propria casa per ospitare artisti, ospiti, giornalisti, e dare così al festival la possibilità di esistere, al di fuori di logiche di attribuzione di fondi che ha dell’irragionevole se si pensa a baracconi indegni che a pochi isolati e con più clamore e sperpero, macinano e consumano denaro in modo autoreferenziale e senza ritorno sulla città.

Torniamo, in chiusura, su Absolute Beginners e sui motivi per cui la creazione ci è parsa degna di nota: il motivo risiede essenzialmente nel fatto che queste idee creative si inseriscono in un filone che dopo i primi importanti approdi di Pathosformel, Santasangre o Muta Imago da anni non trovava riflessioni compiute sufficientemente complete dal punto di vista estetico e concettuale. Anche se ancora in maturazione, in un liquido amniotico molto cerebrale che dovrebbe ambire ad una ulteriore limpidezza per distillare con ancora maggior nettezza il senso profondo dell’affermare, o

ltre che del disputare e dell’interrogarsi. L’artista infatti (e lo spettacolo si conclude su questa cifra) afferma, costruisce, è capace di illuminare quello che emerge dalle acque dopo il diluvio. Anche oltre la meditazione filosofica. Fermando e affermando.

ABSOLUTE BEGINNERS

una creazione collettiva di TeatrInGestAzione;

itinerari scenici Gesualdi / Trono;

itinerari drammaturgici 
 Loretta Mesiti;

con Giovanni Trono, Alessia Mete, Marzia Macedonio, Laura Russo;

con il sostegno di PROGETTO DE.MO./MOVIN’UP 2011 a cura di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee e GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani; Insitut für Theater, Film und Medienwissenschaf der Goethe Universität (Frankfurt am Main); Hessische Theaterakademie (Accademia teatrale dell’Assia); Tanz der Künste; Frankfurt LAB (Frankfurt am Main)

Info paneacqua culture

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