Y Generation Festival: nuovi, piccoli linguaggi della danza

VALENTINA SORTE | Il Trentino Alto-Adige consacra già due festival importanti alla danza contemporanea e al teatrodanza: da una parte l’Oriente Occidente Dance Festival a Rovereto (sede fra l’altro del CID) e dall’altra il Bolzano Danza. Eppure manca al momento un’attenzione specifica ai linguaggi della danza per bambini e ragazzi. Trento ha intercettato questa mancanza e ha lanciato la prima edizione di “Y Generation Festival”. Un appuntamento dedicato sì alla danza, ma rivolto espressamente alle nuove generazioni.L’esigenza di questo “nuovo osservatorio” sulla danza per/con i ragazzi è nata proprio da un’oggettiva difficoltà nel nostro Paese e il conseguente ritardo rispetto ad altre realtà europee ad elaborare una proposta artistica che attinga direttamente al linguaggio coreutico per confrontarsi con l’immaginario e il vissuto di bambini/ragazzi/giovani. Sia nella veste di spettatori che in quella di artisti in scena.

Dal 6 al 9 ottobre il Centro Servizi Culturali di Santa Chiara, titolare della distribuzione della danza nell’intera Regione, e l’associazione Assitej Italia nella persona di Giovanna Palmieri sono riusciti nel loro obiettivo di avvicinare il mondo della danza a quello del teatro ragazzi (spesso vasi non comunicanti) e a presentare una prima mappatura delle realtà – italiane e non – che all’interno del mondo della danza dedicano da tempo un’attenzione particolare al mondo dell’infanzia e dei giovani.

L’eterogeneità della programmazione artistica è già indizio della cifra qualitativa del Festival. In tutto sono stati presentati nove spettacoli e uno studio, scelti proprio in funzione della diversità delle loro poetiche e dei pubblici approcciati, oltre che della loro provenienza geografica.

Fedele alla sua continua indagine sui meccanismi della performance, CollettivO CineticO in collaborazione con Teatro delle Briciole ha condotto i giovani spettatori in un viaggio esplorativo e molto ludico nelle possibilità della danza (Sherlock Holmes), mostrando come l’arte attraverso l’immaginazione possa trasfigurare la realtà. Un altro tipo di esplorazione è stata quella proposta dal TPO, Teatro di Piazza o d’Occasione in La casa del panda. Qui la ricerca digitale si è unita alla creazione coreografica per approdare ad un viaggio virtuale e “sensibile”, capace di coinvolgere e far interagire in tempo reale il giovane pubblico. Meno interattivo ma ugualmente interessante il lavoro di Performing Group dalla Germania, Trashedy, nato dalla contaminazione della danza con contenuti audio e video, e rivolto ad una platea più adolescenziale. La compagnia olandese Arch8 ha invece sperimentato una tattilità e una fisicità molto diverse, presentando uno spettacolo itinerante di Parkour (Murikamifiation) rivolto a tutte le età. Una performance fisicamente impegnativa ma allo stesso tempo leggera e coinvolgente perchè in grado di svelare scenari inaspettati della città.

Sempre dall’estero, questa volta dall’Austria, è arrivata una proposta vivace e piena di umorismo, Antifragil del collettivo Silk Fluegge, che nonostante qualche fragilità ha avuto sicuramente il pregio di riuscire a parlare alle nuove generazioni attraverso il linguaggio della danza urbana e breakdance. Capitolo a parte quello occupato dalla Piccola Compagnia Abbondanza/Bertoni che nella terza e ultima parte di Duel (Terza generazione) si è rivolto ad un pubblico adulto attraverso un corpo di ballo bambino, riuscendo a creare una comunicazione intergenerazionale tra palcoscenico e pubblico, e nel pubblico. Un vero gioiello che si inserisce nel percorso personale e pedagogico di Abbondanza/Bertoni .

Anche la compagnia belga fABULEUS che opera da vent’anni con e per i ragazzi ha regalato degli interessanti spunti di riflessione sull’accesso e l’accompagnamento delle nuove generazioni alla forma creativa. Il loro originale lavoro di riscrittura di “Insulti al pubblico” di Handke, Declaration of love, ha conquistato tutti.

Non è mancato ovviamente uno sguardo sull’immaginario dei più piccoli. Factory – Compagnia Transadriatica ha saputo coniugare le forme del teatro e della danza per raccontare con poesia e semplicità la storia di un brutto anatroccolo che trova il suo posto nel mondo. La compagnia Tardito-Rendina con la supervisione di Bruno Franceschini ha proposto a conclusione della settimana di residenza creativa nelle scuole materne di Trento uno Studio sul tempo evocativo e ludico, risultato della loro ricerca sul tempo attraverso il linguaggio del movimento. Ciliegina sulla torta, la versione Remix di Caos di Manifatture Teatrali Milanesi che ha attinto alle forme e alle tecniche del teatro-danza per dare, in perfetta linea col festival, una nuova veste a un loro “cult”.
Questa ricca sezione performativa è stata accompagnata e alimentata da una altrettanto ricca sezione formativa di laboratori e “tavoli di lavoro” che avevano lo scopo di favorire l’incontro fra operatori, artisti e formatori del settore.
Non si è trattato di una vetrina della danza per/con ragazzi ma di una vera occasione per ripensare alle potenzialità della danza come linguaggio per i giovani. Non solo per stimolare le compagnie nazionali a fare network o a sviluppare progetti che guardino a infanzia/gioventù come pubblico potenziale, come avviene da tempo in Europa, ma per rimettere il corpo dei giovani e l’educazione “al corpo e ai suoi linguaggi” al centro della proposta artistica-e-formativa.
L’iniziativa è sicuramente promettente, poco scontata e siamo quindi curiosi di seguire i suoi sviluppi nelle edizioni a venire.

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