Gli attentati neonazi di ErosAntEros e Aldrovandi al festival Vie

ELENA SCOLARI | Esiste una fascinazione per il male. Non siamo i primi a dirlo, va da sé. Ed esiste, in particolare in questi anni, una fascinazione un po’ spaventata un po’ incuriosita per il terrorismo e per gli attentati. Subisce questo magnetismo anche il gruppo ravennate ErosAntEros, che mette in scena il testo Allarmi! del drammaturgo Emanuele Aldrovandi. Lo spettacolo debutta il 5 ottobre all’Arena del Sole di Bologna nell’ambito del festival Vie.

Come tutti i terroristi che si rispettino, gli estremisti di Aldrovandi vogliono abbattere un sistema in cui non si riconoscono, lo vogliono fare con la violenza organizzando un attentato ad un leader politico che dovrebbe dare la stura all’instaurarsi di una moderna dittatura per governare l’Europa. Il gruppo sovversivo recluta adepti, in modo misterioso, tramite la rete, i candidati si presentano ad un colloquio accolti da una virago (la spigolosa e un po’ isterica Agata Tomsic) in abiti tra il nazista e il sadomaso,

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la donna parla solo in un microfono, in modo da amplificare voce e imponenza, l’incarico deve essere accettato al buio, se si entra nel piano non se ne può più uscire. Protocollo classico.
Così comincia l’addestramento: flessioni, motti motivazionali contro eventuali scoraggiamenti (declinazioni del buon vecchio Boia chi molla), simulazioni di scontri, uso delle armi, nomi di battaglia. Tutto da manuale.
I personaggi/combattenti sono Vittoria, Futuro, Assalto e Ordine, Capelli bianchi è invece la vittima designata. Marco Cavicchioli, Giusto Cucchiarini, Luca Mammoli, Massimo Scola sono gli interpreti con Agata Tomsic, equilibrati e straniti quanto basta.
Al centro del sipario rosso a fondo scena si staglia un pannello tondo con un grande asterisco che ricorda chiaramente una svastica, l’aspetto delle divise allude ai bomber tipici dei nostrani neofascisti. Campeggia al centro una telecamera che riprende in diretta alcune scene e le ripropone su due schermi ai lati del palco, uno sdoppiamento visivo che contrappone l’abitudine a vedere interviste “sul campo” in video e la realtà fisica di ciò che è presente davanti a noi.

La vicenda si sviluppa senza sorprese: tra tentennamenti delle reclute, momentanee uscite infantili di Vittoria dal ruolo della military dark lady, che ovviamente è anche una dominatrice che porta al guinzaglio i suoi schiavi maschi a 4 zampe e in mutande, si arriva al D-day e bisogna attuare l’attentato, durante un comizio, per consegnare il proprio nome (e forse la vita) alla Storia. Il bersaglio Capelli bianchi risorge però ad ogni colpo, in una comica sequenza che ridicolizza lo slancio distruttivo di un attacco che si sgonfia, stupidamente tronfio nella propria abborracciata protervia.

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Ci si chiede però dove Allarmi! voglia andare a parare, la messa alla berlina di dittatori, fanatici, mitomani è stata esplorata in lungo e in largo, la parodia dell’estetica del Terzo Reich – anche se attualizzata al neofascismo – è ormai quasi consunta, infatti le parti interessanti del testo e dello spettacolo sono gli inserti che scartano dal contesto e dal tempo del plot come in flash filosofici: siparietti nei quali Democrazia dialoga con Dittatura, quiz surreali, considerazioni di un’adolescente solitaria che si prepara al suicidio. È in questi segmenti, apparentemente slegati dal resto, che stanno le riflessioni più acute, qui si svelano contraddizioni che possono indurre a pensieri non banali. Ma sono porzioni purtroppo minoritarie di un lavoro che alla fine sceglie di non scegliere, si erge in un nichilismo infertile: tutto è una pagliacciata, i terroristi sono sfigati velleitari e ottusi, i capitalisti rimangono cattivi come sempre, i politici sono furbi arraffoni votati al basso compromesso… E quindi? Votiamo Trump “per protesta”?
Siamo quello che facciamo, e quello che diciamo (o tacciamo) è un’azione. Non schierarsi è una posizione legittima, ma se l’intento è spingere lo spettatore a pensare, a rifuggire dal qualunquismo, è sull’analisi non superficiale che si dovrebbe insistere, sulle magnifiche possibilità che può aprire un teatro che accoglie la filosofia.
In Allarmi! Aldrovandi e ErosAntEros imboccano questa via ma se ne allontanano troppo presto.

Allarmi!
ideazione Davide Sacco e Agata Tomsic
testo Emanuele Aldrovandi
regia Davide Sacco
dramaturg Agata Tomsic
con Marco Cavicchioli, Giusto Cucchiarini, Luca Mammoli, Massimo Scola, Agata Tomsic
spazio Davide Sacco e Agata Tomsic
costumi Laura Dondoli, music design Davide Sacco, luci Vincenzo Bonaffini e Davide Sacco, video Francesco Tedde, disegni Gianluca Costantini, animazioni e foto di scena Gianluca Sacco, fonica Giampiero Berti e Davide Sacco, assistenti alle prove Jessica Sedda e Marta Ruggiero
organizzazione Roberto Carletti, direzione tecnica Marco Carletti, ufficio stampa Silvia Pacciarini e Donatella Franzoni, oggetti di scena realizzati da Elena Stanzani e Marco Belli nel laboratorio scenografico Arena del Sole
produzione ERT Emilia Romagna Teatri

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