IMPLACABILE #1: Black Mirror stagione 3, ovvero “Grazie, non ci serve niente”

488-black-mirror-streaming.jpgALBERTO CORBA | Black Mirror è la ormai celebre serie antologica inglese, di genere Sci-fi, ideata da Charlie Broocker e prodotta da Endemol e Channel 4.
La prima puntata va in onda il 10 Ottobre 2012: racconta il rapimento di una rampolla della famiglia reale, per cui viene chiesto a titolo di riscatto che il primo ministro faccia sesso in diretta tv nazionale con una maiala.
No, non una maiala figuratamente intesa: una scrofa. L’episodio è talmente perfetto sotto ogni profilo che ogni venatura grottesca sfuma dietro angoscia, dramma ed un senso di sano disgusto. Rory Kinnear (già amato per Penny Dreadful e The Imitation Game) è un titano nel ruolo del primo ministro. Ci porta fuori da qualunque stereotipo scontato verso una realtà umana imperfetta, fragile, vulnerabile: crudelmente vera.
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Gli episodi sono narrativamente sconnessi: un’antologia per l’appunto. Storie, dialoghi e personaggi inediti e inquietanti. Ogni episodio esplora uno specifico sviluppo tecnologico, sociale o sociopolitico e l’impatto che esso ha su mondo che in fondo è anche il nostro. Black Mirror ha la capacità di presentarci un futuro dove la tecnologia che doveva renderci la vita più leggera è un aguzzino che ci tormenta, dove la società è degenerata in un abisso in cui abbiamo perso la nostra umanità a favore di un happy ending da reality show. Ci strappa dalla nostra zona di comfort e ci catapulta in follie in cui c’è una ragione. In quelle follie lo spettatore si agita scomodo sulla poltrona e capisce che forse non sta guardando veramente al futuro, sta esplorando la natura umana.
Gli episodi durano 50 / 60 minuti: il Maniaco Seriale mangerà la prima stagione di 3 episodi come un vol-au-vent al buffet di un matrimonio. La seconda stagione (sempre 3 episodi) si conferma magnifica e sconvolgente. Ci godremo lo speciale natalizio del 2014 come il regalo dark di cui non sapevamo di avere disperato bisogno. E dopo un anno sabbatico ad affamarci, grazie a dio vengono annunciate le stagioni 3 e 4!

Episodio 3.1, il primo di 6, viene rilasciato su Netflix il 16 Ottobre 2016.. La storia è quella di un mondo dove tutto è regolato da quanti “like” ottieni sul social network: l’idea è buona, come sempre, ma la narrazione stenta, ed in breve annoia: verso il minuto 15 sappiamo già tutto. Bryce Dallas Howard è bravina, ma già vista con gli stessi occhioni vuoti in mille fotogrammi di Shyamalan (guardatevi il sottovalutato Lady in the water e capirete). Nel complesso, comunque, un buon prodotto. La regia e la fotografia non perdono mai un colpo… c’è solo questa chiusa, troppo simile a un lieto fine. E anche un po’ troppo urlata, come se avesse bisogno di volume per essere ascoltata.
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Ma il Maniaco Seriale non si lascerà intimidire e vedrà gli episodi 2 e 3 … e gli altri. Cosa sono questi finali, se non felici, morbidi? Perché riesco a capire, di più, ad anticipare, ogni dettaglio dei personaggi e dei loro percorsi? Perché è tutto così… GIA’ VISTO?
Black Mirror era una perla (nera per l’appunto). Nel 2014 aveva chiuso un ciclo di 7 episodi col quale aveva superato una linea, morale prima che tecnica o stilistica. Aveva tutta la forza di un prodotto realizzato secondo un progetto creativo e non di marketing. Un colossale chissenefotte vomitato su statistiche e piani commerciali. Qualcosa che altre serie pseudo-intellettuali e pseudo-anarchiche come Sense8, Californication o Touch non hanno neppure mai sfiorato. Qualcosa che ci piaceva. La grande fregatura (per lo spettatore) e la carta vincente era che ogni episodio per definizione è autoconcludente: niente finali cliffhanger che poi il prossimo anno tocca spiegare come mai il protagonista è ancora vivo. Niente linee narrative aperte che adesso lo sa dio come far tornare i conti.
E allora perché produrre altri 12 episodi? Eravamo a posto, non ci serviva nulla!
Temo la risposta sia solo una… la cosa peggiore che possa accadere a qualunque serie indipendente e contro gli schemi: ha avuto successo.

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Comments

  1. Parole sante!

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