Supernatural: quelle rare promesse mantenute nelle serie tv (Multiple spoiler alert)

ALBERTO CORBA | Ricordo di aver guardato la prima stagione di Lost col fiato sospeso: letteralmente ho smesso di respirare dopo i titoli di testa della prima parte del pilot (correva l’anno domini 2004), di essermi ritirato in meditazione ormai cianotico dopo 25 episodi, in attesa della seconda stagione e di aver mandato a cagare J.J. Abrams dopo 20 minuti dell’episodio 2.1. La qualità tecnica era sempre altissima, ma da ogni fotogramma trasudava il marcio olezzo del brodo allungato. C.V.D. : dopo sei stagioni e 118 episodi, lo strapagato e foltissimo team di writers non ha idea di come chiudere e pressato dalla produzione non trova soluzione migliore per il Grand Finale del nostalgico casino, confuso e incomprensibile dell’isola del bene e del male.

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How I met your mother: puntata pilota straordinaria, un cast meraviglioso che si alterna con ruoli di lead e supporting, puntata dopo puntata, per nove stagioni (impareggiabile Neil Patrick Harris, stupenda Cobie Smulders). Una serie di guest star con cammei delicati, ma non scontati, dialoghi sensati e ben concepiti, una comicità intelligente, non seriosa per un prodotto televisivo davvero ben concepito, che diverte, ma non solo, ti entra nelle ossa.

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È il nuovo Friends, è Happy Days senza Henry Winkler a rompere i maroni. Poi arriva il 2010, la festa era finita, la stagione 6 avrebbe dovuto dare la buonanotte e mandare tutti a fare altro. Ma alla gallina di Carter Bays e Craig Thomas vengono chiesti altri tre ovetti d’oro: i writers sono eccezionali e la qualità non manca, ma la storia è evidentemente stiracchiata. Il finale va in onda il 31 Marzo 2014 ed è la negazione di nove anni di buona tv: alla fine non viene raccontata una storia d’amore, ma come un padre vedovo si sia trombato mezzo mondo prima di rimettersi con il primo amore.

Supernatural viene trasmessa in italia dal 13 Febbraio 2007, in seconda serata su rai2. Il ribelle e donnaiolo Dean Winchester recupera dal college il fratello Sam, per andare a salvare il padre dai mostri al grido di fuck education let’s kill monsters. È subito tutto chiaro: la serie è una action\horror\fantasy\comica\parodica.

I personaggi sono inverosimili, ma talmente cuciti addosso a Jensen Ackles e Jared Padalecki, che risultano efficaci. Con l’agiunta di Misha Collins nei panni dell’Angelo Castiel (dall’episodio 4.1) si crea una allegra famiglia felice all’arrembaggio dei cattivi di turno. Non tiene inchiodato nessuno alla poltrona, si va tranquillamente in bagno senza premere pausa. E non è davvero importante sapere se i cancelli dell’inferno saranno aperti o se l’epica battaglia tra Lucifero e l’Arcangelo Michele (combattuta in kansas ovviamente) distruggerà l’universo. Ci piace vedere i personaggi gettati in situazioni paradossali e vedere con quali assurdità ne usciranno.

Settimana dopo settimana i due fratelli continuano a morire e tornare in vita e il mondo rischia di finire una volta all’anno, di solito verso a maggio, in una una competizione folle tra writers senza alcun limite di logica o dignità.

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Ad uno dei personaggi viene dato il nome di uno dei produttori (Bobby Singer), poi nella stagione 4 le vicende di supernatural si ritrovano in una collana di libri, scritta da un profeta che alla fine si rivela essere Dio sotto mentite spoglie. Inoltre i libri hanno un tale seguito che vengono organizzati raduni di cosplay. Per non parlare del fatto che Sam e Dean, maledetti da uno spiritello che in realtà è l’Arcangelo Gabriele finisicono in una serie di altri programmi tra cui un quiz della tv giapponese dove prendono martellate nelle gonadi e uno spot di utilità sociale dove ammettono di avere l’erpes genitale.

Supernatural non ci illude di essere qualcosa che non è: se vuoi spegnere il cervello, accendi la tv. Da undici anni promette solennemente solo cazzate. E senza deludere, mantiene. La dodicesima stagione è in corso: non vediamo l’ora di gustarci il finale. https://www.youtube.com/watch?v=jhZZb9WqX9k

Info paneacqua culture

Comments

  1. Supernatural credo sia uno dei telefilm dove gli attori sono tra i più sottovalutati dalla critica ufficiale. Le trame non sono da premio nobel, ma gli attori meritano molto più credito di quello che hanno.
    Jared Padalecki credo abbia dato almeno una ventina di interpretazioni diverse del suo Dean:
    Dean – Dean senza anima – Dean posseduto da un angelo, Dean posseduto da un angelo che fa finta di non essere posseduto…. e devo dire che effettivamente sono TUTTE diverse. Cosa che non ti aspetti da un telefilm bollato per ragazzine.
    e anche gli altri han fatto interpretazione che non ti aspetti, la scena in cui Castie l lascia per qualche istante il corpo di Jimmy Novak (il suo ‘ospite’ ) è incredibile.
    Ci sono puntate assurde, da quella in cui si è bloccati in un loop temporale, da quella ambientata in un loro futuro ( o passato – tipo ritorno al futuro). C’è the “french mistake” una puntata in cui Sam e Dean – i protagonisti della serie – si ritrovano nel “nostro” mondo e scoprono che ci sono un Jared & Janson che fanno gli attori del telefilm di Supernatural, dove Misha Collins nel telefilm spedisce i tweet che effettivamente arrivano in ‘real life’. C’è la puntata dove Sam& Dean si ritrovano a fare zapping tra i canali ritrovandosi in altri programmi tv di tutti i tipi e generi.
    E’ un telefilm che sa essere drammatico e contemporaneamente non si prende mai troppo sul serio. Un po’ come il cast.
    E mentre il telefilm procede per la sua strada il cast – soprattutto i 4 regular Jensen Ackles e Jared Padalecki , Misha Collins e il mirabolante Mark Shepard fanno convention una dietro l’altra. E sono diverse dalle classiche convention dove gli attori vanno a fare la comparsata. Sono convention da giornate intere, dove possono interagire con i fans.
    E Nel frattempo portano avanti cause benefiche, Collins ha preso un gruppo di fans e li ha portati ad Haiti subito dopo il terremoto a costruire (fisicamente) un centro per bambini. Nelle ultime convention (almeno di quelle di cui ho tenuto traccia io) ha organizzato raccolte di materiale da portare ai senza tetto.
    Padalecky combatte contro la depressione, e i fans hanno creato un’intera catena -mondiale- chiamata ‘You’re not alone’, grazie al quale sostengono altri fans che combattono contro lo stesso demone.
    Insomma è un telefilm che mantiene quello che promette. Ma il suo cast da molto di più di quello che promette.

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