Le colorate creature estatiche di Enzo Cosimi

GIULIA MURONI | Creature colorate e sessuate abitano una scena abbacinante e cosparsa di mucchi di cenci. Vestiti che si riempiono e si svuotano di corpi, di cui sono interlocutori costanti nella vita voluttuosa dipinta in “Estasi”, ultima creazione di Enzo Cosimi intorno alle sfaccettate rifrazioni di quel prisma chiamato desiderio.

La scena della Lavanderia a Vapore è squadernata, i danzatori ospitano l’ingresso del pubblico con degli sguardi diretti, frontali. L’azione costruisce e deflagra in immagini orgiastiche, sensuali intrecci corporei che mutano di composizione e, febbrili, accelerano all’apice dell’intensità. La partitura dello spettacolo sembra voler riprodurre ad libitum la fisiologia del desiderio sessuale, dall’eccitamento fino alla sua risoluzione, passando attraverso l’intensità orgasmica, amplificata dalla dinamica corale. Gli abiti, cosparsi sulla scena, rappresentano un deposito potenziale di senso: cumulo inerme, turbante esotico, scudiscio affilato, volume indistinto per disegnare forme parossistiche.

Sul fondale le fotografie di Lorenzo Castore mostrano corpi nell’impeto bramoso. La tensione che muove questi corpi sembra essere la medesima che scorre nelle parole – proferite – del Caligola di Camus e che fa percepire questo mondo come «non sopportabile. Ho bisogno della luna o della felicità o dell’immortalità. Di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo». Quel medesimo rifiuto mondano si riverbera nelle parole delle Lettere Luterane di Pasolini, distillate nelle voci di ciascun performer che, a turno dal fondale, avanza verso un microfono illuminato sul proscenio, per pronunciare la famosa esortazione a “non lasciarsi tentare dai campioni dell’infelicità. Loro ti insegnano a non splendere, tu invece splendi”.

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D’altronde l’uscita da sé – così «estasi» in senso etimologico – è necessaria e preliminare all’uscita dal mondo, oltre che punto d’arrivo eccezionale e fugace dell’avventura filosofica. Plotino lo definisce come l’incontro dell’anima che, uscendo da sé, si identifica con l’oggetto del suo desiderio. Senza però incedere nella mistica lo spettacolo, che consiste dell’affastellarsi sapiente di quadri immaginifici, condensa fantasie e realtà materiali e vede l’affaccendarsi di esseri che ricordano il mondo cyborg post-genere teorizzato da Donna Haraway, uno scenario  risolutamente dedito all’ironia, all’intimità e alla perversità, dove il cyborg, in quanto metafora della condizione umana, è antagonista utopico, totalmente privo di innocenza, colmo d’empietà per proteggersi dalla venerazione.

Enzo Cosimi, artista poliedrico in grado di saccheggiare con voracità suggestioni dalle arti visive e performative, insiste tuttavia nel premere sull’incisività schietta dell’immagine cui dà vita e nel contempo sembra attivare un gioco postmoderno di autocitazione. Dalla graticcia pende la medesima sfera specchiata di “I need more”, le maschere provengono da “Hallo Kitty!” e i mucchi di vestiti riproducono un motivo centrale in “La bellezza ti stupirà”. Lungi dall’essere paludi di autoriferimento, sono dei ritorni che divengono nuovi obliqui incontri nel percorso ricco e originale di Cosimi attraverso la meraviglia tragica e grottesca di un’umanità allucinata che, inesausta e febbrile, anela all’impossibile.

regia, coreografia, scene e costumi Enzo Cosimi
interpretazione e collaborazione alla coreografia Paola Lattanzi, Elisabetta Di Terlizzi, Daniele Albanese, Alice Raffaelli, Pablo Tapia Leyton, Giulio Santolini
immagini Lorenzo Castore
disegno luci Gianni Staropoli
musica a cura di Enzo Cosimi
organizzazione Anita Bartolini
realizzazione tecnica audio e video Niccolò Notario
produzione Compagnia Enzo Cosimi, MIBACT
in co-produzione con Teatro di Roma
in collaborazione con Armunia
con il contributo di L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino; Lavanderia a Vapore 3.0/ Piemonte dal Vivo
Il progetto è realizzato con il sostegno per le residenze di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino
un ringraziamento speciale a Stefano Vacca e Maura Quartu

contirbuto di
ResiDance XL_luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche
azione di Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore
coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

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