Le faremo sapere: come calcolare il tempo di abbandono per una serie tv

IVANA SALVEMINI | Oggi voglio partire da una domanda, ovvero, quanto tempo impiegate a chiudere un libro o ad interrompere una serie tv, (ammesso che lo facciate) se non vi piacciono?

Dipende, rispondo io. Questo mese è andata molto male, a parte Sherlock, per il quale mi dichiaro ufficialmente Sherlocked, Fortitude 2 e The Bridge 3 per i quali ci sarà l’attesissimo finale di stagione il prossimo venerdì, (ma si può fare ‘sta vita? Aspettare una settimana tra una puntata e l’altra, e che siamo, nel medioevo? Abbiamo anche provato ad accumularle per vederle tutte insieme, ma dato il periodo di vacche magre, abbiamo recuperato presto) questo mese, dunque, poca roba buona è passata da questi modem, ci siamo visti addirittura un film, l’ottimo Il Ponte delle Spie.

Ma tornando al tema che ci siamo autoimposti oggi, farei una classifica dal più lento al più veloce abbandono di serie.

THIS IS US

Annunciato come l’evento dell’anno, con addirittura il beneplacito nientepopodimeno che di Peter Gabriel, lusingato per il fatto che in una delle puntate sia stata usata una delle sue canzoni (Come talk to me, per l’esattezza), e dunque, e Peter Gabriel di cui siamo tutti devoti, e Milo Ventimiglia, amato Jess di Gilmore Girls, e l’evento dell’anno, e in America è al primo posto di tutte le classifiche, e lo trasmette la NBC, e questo e quello…e che palle!

E quello è malato di cancro all’ultimo stadio, e quello è stato adottato, e quella è obesa, e quello è innamorato ma è alcolizzato, e quello vuole fare l’attore, che era meglio Grisù che voleva fare il pompiere, LE CAVALLETTE!

Basta!

TEMPO DI ABBANDONO: tre o quattro puntate, non ricordo più.

VOTO: 4

GIUDIZIO: quando è troppo, è troppo.

SAVING HOPE

Questa serie viene presentata da Foxlife come l’erede di Grey’s Anatomy, che ancora dopo 13 anni, occupa un posto nel mio cuore.

Che vi devo dire? E’ la cosa più orribile che abbia visto in vita mia, per citare Blob. E’ kitsch, no: è la cosa più kitsch che abbia mai visto, giuro di non aver mai visto una serie con le stelline, come quelle dei manga. Dopo 40 secondi era l’unica cosa a cui facevo caso di tutta la puntata: ogni punto luce, ogni vetro, ogni scaffale, ogni dente, ogni occhio, brillava come nei manga. Davvero, non lo dimenticherò mai! La storia? Loro sono bellissimi come solo gli americani sanno essere, si amano, si vanno a sposare, e, al minuto 1.40 della prima puntata, proprio mentre si vanno a sposare (da soli, peraltro, non esiste uno straccio di famiglia, amici, giammai…mah!) fanno incidente e lui va in coma, ritrovandosi, subito dopo a passeggiare nei corridoi dell’ospedale nel quale i due sono medici. E anche qui, lui in fin di vita, ma né famiglia, né amici. Vi basta? A me si.

TEMPO DI ABBANDONO: 1 puntata, volevo vedere le stelline

VOTO: 0

GIUDIZIO: meno cinque stelline

THE BESTATTER

Amo, lo sapete, le serie tv europee, e un giorno, mentre rimpolpavo la mia lista Netflix, sono incappata nella sinossi di questa serie svizzera (si, lo so, non siate razzisti), i cui presupposti sembravano piuttosto interessanti, ovvero un ex poliziotto, non più poliziotto appunto, che per campare rileva l’impresa di pompe funebri del padre, e, Jessica Fletcher style, indaga sui casi di morte che a lui sembrano sospetti.

Se togliete il volume, vi sembrerà di vedere una puntata della serie tv di Aldo, Giovanni e Giacomo sulla tv svizzera.

TEMPO DI ABBANDONO: 1/3 di puntata

VOTO: 3

GIUDIZIO: MA BRUTTO BRUTTO BRUTTO!

THE INTERN

Poco tempo fa è andato in onda su Sky Atlantic, The Bureau con un magnifico Mathieu Kassovitz, attore che apprezzo molto, serie ben scritta sui servizi segreti francesi. Gran bella spia, molto bella la serie. Sulla scia francese ho colto il suggerimento di Sky che segnalava la serie The Intern, ovvero La Stagiaire, che grande successo aveva avuto in patria. Bene, se avessero lasciato il titolo originale non ci saremmo chiesti per un quarto d’ora chi diavolo fosse questa signora che accompagna e lavora nello stesso ufficio del giudice istruttore, coprotagonista della serie, avendo scartato tutte le possibili opzioni: cancelliere, no, consulente, no, avvocato, men che meno, bah! Ma che vi devo dire dopo un quarto d’ora di lui e lei che si guardano negli occhi ogni volta che un sospetto dice una cosa sospetta, ci mancava solo la gomitata alla Franco e Ciccio, ho lasciato perdere. Forse gli darò un’altra chance. Vedremo.

TEMPO DI ABBANDONO: 15 MINUTI

VOTO: soprassediamo

GIUDIZIO: questa storia di alterare i titoli mi da’ sempre sui nervi!

La strada verso la felicità (il divano) è lunga e tortuosa, non tutte le ciambelle vengono col buco, e la prossima volta andrà meglio!

Niente, volevo finire con i luoghi comuni, ispirata dalle serie appena citate!

 

 

 

 

 

 

 

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