Masterclass Internazionale SCENA EUROPA, le buone pratiche che arrivano dall’estero

RENZO FRANCABANDERA | Un percorso esclusivo tra lezioni, case histories e consulenze individuali per operatori dello spettacolo interessati a lavorare sulla scena internazionale: si chiama Scena Europa ed è una Masterclass Internazionale per operatori dello spettacolo, si tiene a Forlì il 26 e 27 maggio 2017 nell’ambito del Festival Ipercorpo. Che cosa c’è di strano? E’ uno dei pochi casi in cui i docenti sono esclusivamente stranieri e mettono a disposizione un patrimonio esperienziale e di contatti nato nel corso della propria attività professionale in spazi europei di particolare valore. Nel campo della formazione, dove sempre di più sono presenti corsi e seminari di alto livello, ecco una sfida coraggiosa e innovativa tra scambio di buone pratiche e counseling one to one, nata all’interno di un festival che quest’anno dedica l’intera edizione al tema del patrimonio.

Post1_masterclass.jpgPer entrare nei dettagli della Masterclass incontriamo l’ideatrice e organizzatrice del progetto, Mara Serina di iagostudio, che da 5 anni cura per Ipercorpo il progetto Italian Performance Platform, invitando operatori internazionali a seguire il festival, confrontarsi con gli artisti, creare network e ospitare all’estero alcune compagnie italiane.

Come nasce l’idea di realizzare una Masterclass Internazionale per operatori dello spettacolo?

L’idea nasce da due riflessioni, una legata al festival Ipercorpo e una personale. Per l’edizione 2017 di Ipercorpo il tema guida è il Patrimonio e, pensando al patrimonio che il festival ha generato in questi anni, ecco che il collegamento con le presenze degli operatori internazionali che lo seguono da tempo, è stato immediato. La loro presenza è un patrimonio importante, fatto di esperienze, buone pratiche, saperi, sguardi verso ampi orizzonti. Come valorizzarlo ulteriormente? Beh, qui è entrata in campo la mia esperienza di docente nel settore della comunicazione presso varie realtà, nel corso degli anni, dai Master dell’Università Cattolica ai corsi della Regione Emilia Romagna ai seminari di Hystrio e al Master Per un Teatro d’Impresa. Ecco allora la sfida: gestire una Masterclass con docenti internazionali per offrire punti di vista ed esperienze diversi da quelli di solito presenti in Italia. L’obiettivo principale? Essere molto pragmatici e dare consigli operativi.


A chi si rivolge la Masterclass?

Abbiamo pensato ad un percorso davvero preciso e articolato, capace di dialogare con chi si occupa di organizzazione, promozione e comunicazione dello spettacolo dal vivo e vuole aprire o sviluppare opportunità internazionali di distribuzione dei propri lavori entrando a far parte di network e residenze creative. Ma abbiamo pensato anche a chi gestisce spazi per la performance e vuole mettere in campo nuove strategie per il coinvolgimento degli spettatori. Insomma, ci sarà modo di cui discutere e, credo, molto da imparare, tanti stimoli per rigenerare la propria attività.

Post7_StipanovChi sono i docenti?

Questa prima edizione è tutta al femminile e si avvale di professioniste davvero di grande forza, capacità e talento. Sono 4 operatrici internazionali che ammiro molto e che ho visto direttamente sul campo. Alcune le conosco da 15 anni e ho seguito i grandi risultati che hanno ottenuto. A partire da Stéphanei Pécourt che ho conosciuto quando è arrivata alla direzione dell’Agenece Wallonie Bruxelles, ente del governo belga per il sostegno e la diffusione del teatro e della danza, e poi ho seguito quando ha dato vita al Belgian Artistic District, realtà indipendente per le residenze artistiche, fino alla sua ultima frontiera, Les Halles Saint-Géry, un antico mercato coperto che oggi è uno centri d’arte più attivi del Belgio. Poi ho scelto un’altra fuori classe, Iva Horvat, ex danzatrice e oggi innovativa e intraprendente manager di caratura internazionale, ha creato una sua realtà di distribuzione, Art Republic, e gira in tutto il mondo tra festival, luoghi di residenze e master e corsi prestigiosi dove è richiestissima. Post4_Iva.jpgMojca Jug è una conoscenza più recente e di lei mi ha colpito la capacità di mettere lo spettacolo dal vivo in diretto collegamento con l’economia, il sociale, la formazione, in modo da elaborare una progettualità davvero trasversale e al passo con i tempi, facendo del Bunker di Lubiana, la realtà in cui lavora, un’autentica eccellenza europea. Infine ho voluto tra i docenti una figura davvero unica, Silvija Stipanov, direttore del Ganz Novi Fest di Zagabria e membro chiave del progetto “Culture of Change” a cura dell’Università di Zagabria per creare network culturali nel tessuto urbano a livello trasversale e agire sulla formazione per avvicinare i giovani alle arti performative. Insomma, direi che gli ingredienti affinché possa essere un’esperienza di valore ci sono proprio tutti.

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