Gli Omini, eXtraLiscio e una balera di “Gran Glassé”

Gli Omini, eXtraLiscio @ Gabriele Acerboni

MATTEO BRIGHENTI | L’agonia della Toscana e la malinconia della Romagna sono il liscio punk di straordinaria gente comune. L’ex di tutto, il depresso standard, la vergine 90enne e tutti gli altri soggetti che Gli Omini hanno incontrato in 10 anni di strade, piazze, mercati, bar, si ritrovano insieme per la prima volta nella Fortezza Santa Barbara di Pistoia per un Gran Glassé al ritmo degli eXtraLiscio, Buena Vista Social Club da balera. Situazionismo di provincia e aspra ironia danno il la a un medley di tic, manie e paranoie tremendamente vero, sincero, genuino.
L’atmosfera estiva è quella della sagra o della festa di paese. La corte interna della Fortezza, tornata alla socialità grazie a Pistoia TEATRO Festival 2017, è la scenografia naturale che accoglie l’esperimento teatral-musicale fortemente voluto da Rodolfo Sacchettini, il Presidente dell’Associazione Teatrale Pistoiese, che ha promosso il neonato Festival e presso cui Gli Omini sono in residenza dal 2014.
In 350 riempiono questo rettangolo di pietre ed erba, sono persone di tutte le età, un pubblico transgenerazionale che ascolta, ride, balla: lo spettacolo è popolare, nel senso più colorato del termine. Gran Glassé parla di tutti a tutti. Il coinvolgimento è totale.

Da un altoparlante simile a quello di Ci scusiamo per il disagio, ma più glitter, più tirato a lucido, piove una voce metallica, con piglio da cinegiornale. Chiama sul palco Gli Omini, in sgargiante abito da sera, tra il direttore d’orchestra e il prestigiatore. Per l’occasione, e per non essere da meno della band, hanno anche dei soprannomi: Francesca ‘La Paillette’ Sarteanesi, ‘The Little’ Francesco Rotelli, Luca Zacchini ‘On The Floor’, più Giulia ‘I Don’t Play’ Zacchini, come sempre in regia.
Questa sorta di invisibile presentatore della serata introduce i brani al leggio della compagnia toscana (a sinistra del palcoscenico) e li lega alla scaletta del gruppo rock’n’liscio romagnolo (a destra). È l’unica nota fuori posto di un incontro intonato alla perfezione. Non si capisce per quale motivo Michele Orvieti debba prendere parola da dietro il mellotron/orvietronix dell’orchestra e canzonare Gli Omini, che già sanno farlo benissimo da soli. In più, spezzando il ritmo dello show e senza dare alcuna informazione utile, di contesto o pre-testo. Si potevano benissimo autopresentare.
Un paio di mutande giganti incornicia la scena. Sono slip da donna con un fiocchetto al centro, in alto, e il titolo Gran Glassé proiettato sopra con caratteri da musical di Broadway. Siamo affacciati sull’intimità, attaccata alla pelle, alla carne, all’origine: Gli Omini si spingono fin dove non batte il sole (dell’abitudine teatrale), e vanno dentro, a fondo, con il lume del disincanto.

Foto di Gabriele Acerboni

I testi sono il risultato di una raccolta di Tappe, soprattutto in Toscana, e di altre indagini ‘etnografiche’, tipiche del metodo omino, alla base de La famiglia Campione, del già citato Ci scusiamo… e de La corsa speciale. Sei più uno i capitoli dei loro interventi: Rumba di passanti, I tre bottoni, Le coppie, Il bocciodromo di Crema, provincia di Cremona, La sgangherata storia di un uomo senza età, Notizie davvero straordinarie, Blob.

Una cadenza, una postura, un atteggiamento, e strani tipi s’impossessano di Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini, e viceversa. A grandi linee, Francesca s’intesta i leggeri e i disillusi, Francesco i matti e i repressi, Luca gli arroganti e i miscredenti, per una ricostruzione archeologica e archetipica del tempo presente. I sentimenti forti li animano, gli istinti li agitano, non il cervello o qualunque altra riserva di razionalità. Forse, per questo non hanno paura della morte: anzi, vogliono farsi trovare pienamente vivi quando verrà la fine.
C’è del livore in ciò che dicono, ma è la cattiveria del resistere, dell’affermare il diritto di vivere a modo loro, e volgare non è la parolaccia o lo sfottò, ma la società, crudele, spietata, sporca. Vengono da universi e situazioni comiche al limite dell’inverosimile, eppure ne portano laceranti i segni, le cicatrici.
Ridere, e tanto anche, è il modo più diretto e immediato che abbiamo per metterci in ballo anche noi. Del resto, pericolosa non è la gente che parla, ma quella che non parla, perché non si sa ciò che prova.

Al mambo, foxtrot, cha cha cha, valzer o alla polka, ci pensano gli eXtraLiscio, la formazione nata nel 2015 dall’unione di Mirco Mariani, il Mr. E della scena indie italiana, con due alfieri del liscio, Moreno ‘Il Biondo’ Conficconi e Mauro Ferrara, la voce che ha portato Romagna mia nel mondo. Aprono le danze con Riviera romagnola, poi è la volta di Alla fermata, Non ho l’erre, Il passatore, Cha cha cha d’amor, Rosamunda punk.
Le canzoni sanno di mocassini, tovaglia a quadri e occhi socchiusi dal lambrusco. Gli arrangiamenti affondano le radici nella musica folkloristica di Secondo Casadei e si proiettano nell’oggi, grazie all’uso di elettronica e tastiere.

Foto di Gabriele Acerboni

Un’attitudine di ricerca, nel tentativo di trasformare la musica tradizionale da ballare in qualcosa di ‘extra’.

Così, la nuova epica orale si mescola al liscio d’avanguardia, i racconti alle ballate, i ricordi alle danze. Inaspettati graffi e distorsioni rock fanno il paio con battute fulminanti come “Io mi sento desiderato come un panino alla merda”. E ancora, oltre alla coppia Gli Omini affrontano di petto la crisi economica, vedono il bluff della religione, smitizzano la bellezza, smascherano falsi profeti e cattivi maestri.
Il finale è tutto per un passo a due con il pubblico, una chiamata al coraggio di reagire, andare a riprenderci ciò che è nostro, perché la vita continua finché non finisce. Una trascinante versione di Romagna mia chiude una serata di parole sudate e punk da balera, replicabile ovunque ci sia un palcoscenico e la voglia di ballare sorridendo allo specchio.
Gran Glassé, lontan da te non si può star!

Gli Omini e eXtraLiscio
GRAN GLASSÉ
una serata di parole sudate e punk da balera
Gli Omini: Francesca la paillette Sarteanesi, the little Francesco Rotelli, Luca Zacchini on the floor, Giulia i don’t play Zacchini
eXtraLiscio: Big Mauro Ferrara vox, Michele Orvieti mellotron/orvietronix, Baby Moira vox, Enrico Milli tromba fisarmonica, Daniele Manzi batteria, Alfredo Nuti chitarra, Marco Bovi basso, Johnny Moreno ‘Il Biondo’ sax clarino, vox, Mirco Mariani piano, chitarra 12 corde, vox
luci Emiliano Pona, Alessandro Ricci
produzione Gli Omini
Visto giovedì 22 giugno, Fortezza Santa Barbara, Pistoia, per Teatri di Confine, all’interno di Pistoia TEATRO Festival 2017. Il 18 luglio sarà a Castellina in Chianti, Siena.

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