B.MOTION ’17: giovani artisti a ritmo di beat

VALENTINA SORTE | Con i 16 progetti vinti su bandi europei da Operaestate e dal CSCCentro per la Scena Contemporanea, Bassano del Grappa sta diventando un punto di riferimento locale e transnazionale per la promozione delle arti sceniche. Allo stesso modo, all’interno di Operaestate, B.Motion si dimostra sempre più un avamposto della ricerca artistica, non solo per la sua intensa attività di scouting e di sostegno ai talenti più innovativi, ma anche per l’attenzione dedicata ai programmi formativi e all’audience development.

Accanto al consueto appuntamento con la Danza (22-27 agosto) e col Teatro (28 agosto-2 settembre), l’undicesima edizione di B.Motion si è arricchita di una nuova sezione dedicata alla Musica (3-5 settembre), accogliendo così più di 40 appuntamenti in 15 giorni.

Ed è proprio il caso di dire che si è trattato di un’edizione musicale, perché oltre alla scommessa fatta con questo nuovo capitolo, gli spettacoli che più ci hanno convinto in questa breve tappa bassanese sono stati quelli che hanno usato la musica (anche dal vivo) come vero e proprio elemento drammaturgico. Tra i primi ci sono sicuramente i F.lli Dalla Via/Gold Leaves che con Personale Politico Pentothal compongono un’Opera Rap dedicata all’universo onirico e turbolento di Andrea Pazienza. Intensa è la prova di Marta Dalla Via che, accompagnata da cinque artisti provenienti dal mondo del freestyle vicentino, si lancia in uno straordinario esercizio linguistico, fatto di giochi di parole, neologismi e allitterazioni. La musicalità è la vera cifra stilistica dello spettacolo. È una storia di attraversamenti – dal ’77 a oggi – scanditi a ritmo di beat e raccontati in prima persona da una delle voci femminili di Le straordinarie avventure di Pentothal. La narrazione non ha alcuna linearità cronologica ma è al contrario allucinatoria, anche se politica e biografica.

Così come la mano di Pazienza è stata capace di sdoganare il fumetto dalle arti minori, riuscendo a raccontare in presa diretta le contraddizioni della sua generazione, allo stesso modo i Dalla Via intuiscono le potenzialità del rap e del freestyle, e portano in scena questi giovani artisti – Moova, Dj MS, Lethal V, Rebus, Zeth-Caste e Giobba – per una partitura a più voci. Il risultato è una narrazione doppia piuttosto convincente.

SHEBBAB-MET-PROJECT

I Veryferici, Shebbab Met Project

Anche ne I Veryferici, Premio Scenario per Ustica 2017, Shebbab Met Project fa un uso interessante della musica. Formatosi all’interno della compagnia Cantieri Meticci di Bologna, SMP sviluppa un metodo di drammaturgia e di regia collettivi, organizzato in canzoni e improvvisazioni. Nove attori-performer provenienti da Paesi e culture diversi raccontano delle proprie radici, tra periferia urbana, immigrazione e situazioni di marginalità. La narrazione ha un taglio molto performativo e avviene per abbozzi di canzoni attraverso un originale lavoro di rielaborazione. Il gruppo parte da motivetti molto riconoscibili e presi dal nostro repertorio culturale e popolare, per poi metterci altre parole e/o danze. L’interpretazione e la riappropriazione della realtà attraverso la propria identità e la propria storia diventa anche nella forma l’unica e vera politica di integrazione, escludendo qualsiasi pericolosa assimilazione per omologazione o colonizzazione. Attraverso un registro comico, a tratti grottesco, Shebbab Met Project restituisce un affresco molto vivace ed dinamico di momenti scenici e brevi sketch, scritti molto bene ma che non consentono – visto la brevità del lavoro – di entrare a fondo nelle storie. Sarà interessante vedere a cosa porterà questo primo studio.

La musica è invece quasi assente in Sempre domenica di Controcanto Collettivo, tranne che in due precisi momenti: più o meno a metà spettacolo, quando i personaggi abbozzano a cappella T’immagini di Vasco Rossi, e alla fine quando la stessa canzone è lanciata a tutto volume, quasi scorressero i titoli di coda. Nonostante questo, lo spettacolo ha un carattere decisamente musicale, dato dalla partitura stessa del lavoro. In scena sei attori, disposti frontalmente al pubblico lungo una fila parallela di sedie, compongono una polifonia di voci, storie e personaggi.

La drammaturgia si sviluppa su narrazioni parallele che ruotano attorno al tema del lavoro, un lavoro che spesso non ci appartiene e che ci spinge a compromessi, privandoci di una parte importante di noi stessi o dei nostri affetti. Ogni attore interpreta più personaggi, e si accende e si spegne in funzione della propria storia, continuamente interrotta e ripresa. I cambi di narrazione e di maschera sono millimetrici e ben rodati. Il risultato è una coralità a scena fissa, i cui punti di forza sono il ritmo e la spontaneità. Clara Sancricca e il suo giovane collettivo si aggiudicano meritatamente In-Box 2017.

15©DIANEilariascarpalucatelleschi

Da dove guardi il mondo, Valentina Dal Mas © DIANE | ilariascarpa_lucatelleschi

Per voce sola sono invece gli studi presentati da Valentina Dal Mas e da Barbara Berti. La prima affronta in Da dove guardi il mondo, Premio Scenario Infanzia 2017, il tema della disgrafia e più in generale dei disturbi specifici dell’apprendimento, e lo fa in un modo inaspettato. Scarta una narrazione troppo codificata o ritagliata su un giovane pubblico e privilegia un linguaggio tout public, più performativo e immediato. Si serve della performance per portare lo spettatore nel mondo di una bambina di nove anni che ha difficoltà a scrivere il suo nome. Attraverso la creazione di personaggi immaginari, Danya cerca di dare ordine all’esplosione che ha dentro. La sua è “una danza spezzata che diviene parola interpretata, leggera e fluida, per poi tornare al movimento senza soluzione di continuità”. Un lavoro riuscitissimo, energico e delicato.

Bau#2, vincitore ex aequo di Premio Scenario 2017– insieme a Un eschimese in Amazzonia di The Baby Walk – colpisce per la capacità di creare un linguaggio autonomo, innovativo e originale, elaborato grazie al contributo di discipline ibride quali l’istant composition, il body-mind centering, la meditazione e la contact improvisation. La ricerca artistica di Barbara Berti si nutre infatti di pratiche meditative e rituali che definiscono un approccio coreografico e concettuale, creato da pattern e composizione in tempo reale, focalizzato sulla “empatia cinestetica” e sulla trasmissione dell’esperienza fisica dal performer al pubblico. La giovane coreografa mette in relazione spazi interiori, esplorando le connessioni invisibili tra corpo e mente, e chiedendo allo spettatore una fruizione e una percezione diverse dell’azione scenica. A volte fatta anche di soli rumori: passi, fruscii, trascinamenti.

Visti a B.MOTION 2017

29-30 agosto 2017, Bassano del Grappa

PERSONALE POLITICO PENTOTHAL
di e con Marta Dalla Via
e con
Omar Faedo (Moova), Simone Meneguzzo (Dj MS), Michele Seclì (Lethal V), Alessio Sulis (Rebus), Giovanni Zaccaria (Zeth-Caste) e Roberto Di Fresco (Giobba)
scene e costumi Michela Benestà, Roberto Di Fresco
Produzione Fratelli Dalla Via
in collaborazione con Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
e Gold Leaves

I VERYFERICI
di SHEBBAB MET PROJECT
interpreti | Lamin Kijera, Moussa Molla Salih, Alexandra Florentina Florea, Natalia De Martin Deppo, Youssef El Gahda, Matteo Miucci, Younes El Bouzari, Gianfilippo Di Bari, Camillo Acanfora
coordinatore della regia | Camillo Acanfora
coordinatrice della drammaturgia | Natalia De Martin Deppo
visual artist | Aurélia Higuet
organizzatrice e referente | Angela Sciavilla

SEMPRE DOMENICA
Di Controcanto Collettivo
Regia Clara Sancricca
Con Federico Cianciaruso, Fabio De Stefano, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero

DA DOVE GUARDI IL MONDO?
Di Valentina Dal Mas
regia, coreografia, interpretazione Valentina Dal Mas
tecnica Martina Ambrosini

BAU#2
Di Barbara Berti
dalla serie BAU – Coreografia del pensare
concetto, coreografia, danza, testo | Barbara Berti
drammaturgia Carlotta Scioldo
assistente luci | Liselotte Singer

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