Composizione meticolosa e improvvisazione: A Love supreme ad Autunno Danza

CINZIA CROBU | Un corpo solista, in silenzio per svariati minuti, misura le proprie forze e gli spazi di un palcoscenico senza quinte e fondale, vuoto. Il sipario è spalancato, i cavi e gli estintori a vista, come in una palestra; qui un compasso umano, si trascina al centro, poi cinge il perimetro e osserva rigoroso. E’ come se facesse la stima degli elementi coreografati che si fonderanno ai materiali improvvisati.

La performance è già entrata nel vivo e lo spettatore comprende, immediatamente, che questo non è un atto propedeutico ad A Love Supreme, coreografia che Anne Teresa De Keersmaeker e Salva Sanchis hanno creato sulla musica dell’omonimo album di John W. Coltrane.

E’ un gong a spezzare il silenzio, a liberare la musica del compositore jazz, sassofonista e polistrumentista afroamericano, morto cinquant’anni fa, di sfiducia nella scienza e col fegato compromesso. E’ una musica ricercata, viva e –a tratti- perfetta. I due coreografi scelgono, all’interno della produzione musicale di Coltrane,  un inno a Dio, denso di spiritualità e suddiviso in quattro movimenti: “Acknowledgement”, “Resolution”, “Pursuance” e “Psalm”. L’autore immortala, in una sola incisione, timbri unici, schemi di base apparentemente semplici ed il contenuto raffinato delle improvvisazioni.  Nasce una sonorità nuova, rispetto al passato: più dilatata, palpitante ed impetuosa.

Quattro sono i movimenti, suonati nel ’65, quattro i musicisti (sax tenore e voce: John Coltrane, piano: McCoy Tyner, basso: Jimmy Garrison, batteria: Elvin Jones), quattro sono i danzatori in scena e ciascuno dà corpo ad uno strumento. Il sax tenore vive attraverso i movimenti di Thomas Vantuycan (solista iniziale),  il basso è affidato a  Jason Respilieux,   batteria e percussioni a Josè Paulo Dos Santos ed  il pianoforte a Bilial El Had. I ballerini, specie nei primi due tempi, seguono alcuni motivi di tre-quattro note, che l’autore trasporta su e giù, verso l’acuto e verso il grave, creando slanci, mentre  l’accompagnamento,  resta ancorato alla scala di base. Vengono utilizzate  tutte le tonalità (sonore e muscolari), descrivendo la “totalità” e la grandezza di Dio, sia fisicamente che nell’esecuzione strumentale. Allo stesso modo non distinguiamo più quanto vi sia di “scritto” e quanto di estemporaneo, in una creazione armonica e limpida nei movimenti.

E’ nota la capacità di Anne Teresa De Keersmaeker di fondere suoni e movimento, coreografare musica di contenuto, che non sia mero tappeto sonoro. In questo caso si danza un itinerario mistico: vi è contrizione in Acknowledgement, volontà a perseguire la decisione di cambiamento in Resolution, determinazione  a mettere in pratica la decisione presa in Pursuance, fino all’ invocazione ed al ringraziamento in Palms. Risulta quasi metafisica, quest’ultima parte,  in cui, la voce del sax tenore si sdoppia producendo un inaspettato effetto; così i corpi, grazie ad un gioco di ombre, si sdoppiano, anch’essi, e giganteggiano sulle pareti, prima singolarmente e poi in un groviglio di gambe e braccia tese.

Attraverso questa ascensione, si conclude la performance che (come l’album, ancora oggi) viene acclamato in modo unanime. Il lavoro è datato 2005. Negli anni è stato ampliato e portato in scena da diversi interpreti ed ha rappresentato e rappresenta per Rosas, compagnia diretta dalla De Keersmaker a Bruxelles, una sintesi di specifiche ricerche sperimentali, di approfondimenti sullo stile contemporaneo, capace di includere tutti gli stili senza fossilizzarsi su nessuno.

A Love supreme chiude la ventitreesima edizione di Autunno Danza http://www.autunnodanza.it/festival/   firmato SpazioDanza, in programma a Cagliari dal 13 ottobre al 9 dicembre 2017; il festival, inserito in 10 Nodi- eventi d’autunno, si è svolto in collaborazione con Sardegna Teatro, TutteStorie, TiConZero e Across Asia Film;  oltre alle performance, ha visto in cartellone, installazioni, workshops e interventi nelle scuole. La direzione artistica affidata a Moni Falchi e Tore Muroni “ha perseguito l’ambizione – indisciplinata e insieme nativa – di restituire centralità al corpo e alle sue narrazioni”.

A LOVE SUPREME

coreografia: Salva Sanchis, Anne Teresa De Keersmaeker
interpreti: José Paulo dos Santos, Bilal El Had, Jason Respilieux, Thomas Vantuycom
versione originale creata nel 2005 con Cynthia Loemij, Moya Michael, Salva Sanchis, Igor Shyshko
musica: A Love Supreme, John Coltrane
registrazione: sax tenore, voce: John Coltrane, piano: McCoy Tyner, basso: Jimmy Garrison, batteria: Elvin Jones
AcknowledgementResolutionPursuance & Psalm © Coltrane, J., © Jowcol Music, Inc. (Universal Music Publ. N.V.)
luci: Jan Versweyveld
riscrittura luci: Anne Teresa De Keersmaeker, Luc Schaltin
costumi: Anne-Catherine Kunz
direzione prove: Salva Sanchis
coordinamento artistico e planning: Anne Van Aerschot
direzione tecnica: Joris Erven
coordinatore costumi: Heide Vanderieck
tecnico: Luc Schaltin
produzione: Rosas
coproduzione: De Munt/La Monnaie, Bruxelles
ringraziamenti: Erik Bogaerts, Jeroen Van Herzeele
prima mondiale: 23.02.2017, Kaaitheater, Bruxelles
Rosas è sostenuta dalla Vlaamse Gemeenschap

[foto: Ann Van Aerschot]

Visto domenica 10 dicembre 2017 al Teatro Massimo di Cagliari

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Categorie:Danza, Novità, Recensioni, Satura, Scena

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