Wonderland, Festival di Teatro a Brescia. I linguaggi del contemporaneo

EMILIO NIGRO | Dire la verità. Lo slogan, anzi, l’imperativo dell’edizione scorsa da qualche settimana, di Wonderland – Festival di Teatro, un appuntamento di riferimento nel Teatro Contemporaneo Italiano.
Organizzato a Brescia da Idra, fervida realtà d’arte e di ricerca, peculiare nell’indagine sensibile sull’umano, e le sue dinamiche, mimetizzata per materia scenica.
Dire la verità, interrogarsi sulle condizioni dell’uomo attuale, superare i limiti, (ri)partire dalla cura di se stessi.
Moltiplicare i linguaggi della scena per orizzonti amplificati di comprensione collettiva, per l’incontro e il mutamento comunitario, per coscienze nutrite da punti di vista decodificati. Sguardi alteri. Il circostante destinato all’osservazione critica, percettiva, perché l’uomo abbia memoria di sé e nuova consapevolezza per un presente denso.
Otto giorni, spezzettati in due settimane, da fine novembre a inizio dicembre, e una ventina di spettacoli, incontri, discussioni, presentazioni di libri e la libertà, arbitraria, di prendere parte o rimanere terzi. La possibilità di confondersi lasciandosi attraversare o respingere. La scena che non indirizza, non comanda, non suppone di creare consenso, di fare propaganda. Assottigliare i confini tra persona e personaggio, persona e spettatore, persona e attore/regista/drammaturgo. Fare finta per davvero.
Sovrapporsi all’attuale, penetrare nelle pieghe al di là della cronaca. Ricreare una versione dei fatti rendendo la circostanza vicina, comune, simile, agita da simili: Prima della bomba, di Cesar Brie, traccia in endoscopia situazioni, vissuti, esperienze della germinazione terroristica. La storia di Davide, un ragazzo italiano in procinto di farsi esplodere nella metropolitana di una grande città, e lo sguardo sui motivi e le cause che hanno portato il giovane alla conversione. Un determinismo sociale e culturale, in scene non  conseguenziali, frammentate invece da un assemblaggio in sincope per lasciare scampo alla riflessione diretta in corso d’opera, per resoconti intimi. Cinque giovani attori in scena, recitazione mai emancipata dalla costruzione gestuale o figurativa, per la poetica della materializzazione dell’assorbimento psichico del tema dettato, in altre parole il processo creativo destinato all’autorialità dell’attore e reso in soluzione dalla mano registica. Stilemi rivisitati, maniere riconoscibili e l’interpretazione di frequente magniloquente e affettata, spengono purtroppo le velleità d’un lavoro sensibile e profondo. Restituendo uno spaccato poco verosimile. Facendo avvertire patetismi inutili.

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Argomento affrontato in diverse sembianze dalla compagnia Capotrave, con La lotta al terrore dinamico lavoro di parola e di “battaille” attoriale in cui la vicenda si “vede” per trasposizione dialettica, per una drammaturgia efficace nel sostenere ritmi e contenuti, per una notevole prestazione dei tre attori in spazio minimale, dove i pochi segni sono da didascalia non citata (soluzione gradevolissima) a dare suggerimento e non invadere. Un attacco terroristico in corso e tre burocrati (impiegato, vicesindaco e segretario comunale) elaborano soluzioni di difesa o grottesca contrapposizione. Restituita la concitazione dichiarata.
Interessante, la relazione ricreata dal dinamismo recitativo e di situazioni. Lasciando guardare le ombre e i doppi delle personalità svelate per smascheramento da circostanza. Quindi efficace il modus strutturale, le manovre di regia a lucidare i contorni delle dinamiche e qualità attoriali. Il resoconto generale tuttavia rimane come inesploso, autocompiacente. Proprio per mancanza di sbocchi dalla circolarità creata dalla piacevolezza e l’efficacia della costruzione.
E ancora il terrorismo al centro dell’indagine di 5 Minutes, creazione collettiva in site specific all’interno dell’edificio barocco ospitante il festival (e la compagnia Hidra), l’ex tribunale Bresciano. La traccia: i cinque minuti che le autorità israeliane lasciano per l’evacuazione ai civili abitanti delle case che stanno per bombardare. Ti bombardo ma ti avviso. E Una gruppo di artisti a darne una propria versione (Jessica Leonello, Roberto Capaldo, C&C Company, InBalìa, Dafne Musica, Image Collettive). Suggestivo. E diretto.

Io sono. Solo. Amleto. di Marco Cacciola visualizza l’intimo per uditori non ipocriti. Lasciandosi guardare per estetismi non edulcorati, caratterizzati dall’oggettivazione immaginifica del contesto, utilizzando materiali dalla quotidianità, elemento naturale. E abitare la parola d’un attore solo, carne per cibi non in
scatola. A pretesto i personaggi Scespiriani, nella trasposizione del significante portato dal personaggio per rinnovata visione sulla vita e sulla morte. Al confine tra l’io e l’altro, tra identità e apparenza, tra ciò che è reale e ciò che deve sembrare. Un uomo-attore solo e la provocazione di spostare il baricentro d’osservazione: da spettatore a chiamato in causa, da colpevole a vittima. Intimo. Ben recitato. Toccante. Intelligente.
unnamed-3.jpgStruggente, invece, colmo della bellezza della parola e del corpo tramutate in visioni tattili, Mio Eroe di Giuliana Musso. La guerra. La sua idiozia. La straniante necessità. L’ineluttabilità. E la morte rivisitata dalle madri. Le sopravvissute a figli immolati. Eroi o vittime sacrificali. Anonimi in vita e celebri defunti. Un testo che è suono e intenzione, sapienza e abbandono, rigore e libertà espressiva. Per una voce e un corpo, destinati a sottrarsi, a nascondersi a favore dell’immaginario invisibile uditivo e carnale dall’evocazione drammatica e vocale. Un delicatissimo stabat mater in prosa. Culturale, intendendo col termine testimonianza di attitudini razziali. E un habitat scenografico che si fa visione minima e commossa d’un intendere sotteso, un approdo mai vivificato per immagine corrisposta, piuttosto per ricordo, rimando, proiezione. La relazione forte con il visto. Endemico.

PRIMA DELLA BOMBA
DI Roberto Scarpetti.
REGIA César Brie.
CON Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Massimiliano Donato Marco
Rizzo, Umberto Terruso.
ASSISTENTE ALLA REGIA Elisabetta Carosio.
MUSICHE ORIGINALI Pablo Brie.
SCENE E COSTUMI Giancarlo Gentilucci.
ASSISTENTE SCENE E COSTUMI Daniela Vespa. RESIDENZA Arti eSpettacolo.
PRODUZIONE Teatro Roma e Campo Teatrale.
CON IL SOSTEGNO DI Roma Capitale, nell’ambito delle manifestazioni realizzate in occasione del Giubileo della Misericordia. IN COLLABORAZIONE CON Short Theatre 11.

LA LOTTA AL TERRORE
DI Lucia Franchi e Luca Ricci. CON Simone Faloppa, Gabriele Paolocà, Gioia Salvatori. DIREZIONE TECNICA Luca Giovagnoli.
ORGANIZZAZIONE Massimo Dottorini.
COSTUMI Lucia Franchi.
SCENE E REGIA Luca Ricci.
con il sostegno di Regione Toscana, MIBACT, residenze creative Teatro di Roma, Teatro dell’Orologio di Roma.
PRODUZIONE Capotrave

IO SONO. SOLO. AMLETO.
SCRITTO, DIRETTO E INTERPRETATO DA Marco Cacciola.
CON TESTI ORIGINALI DI Lorenzo Calza, Michelangelo Dalisi, Letizia Russo.
ASSISTENZA ALLA REGIA Carlotta Viscovo.
AUDIO e MOTION PROJECTON Iro Suraci.
LUCI Fabio Bozzetta.
CONSULENZA al progetto sonoro G.U.P. Alcaro.
CONSULENZA ai movimenti Alessio Maria Romano.
REALIZZAZIONE COSTUMI Elena Dal Pozzo.
FOTO DI SCENA Luca Del Pia.
PRODUZIONE Fondazione Emilia Romagna Teatro.

MIO EROE
DI E CON Giuliana Musso con la complicità di Alberto Rizzi. SCENE E ASSISTENZA Tiziana De Mario.
MUSICHE Andrea Musto. DIREZIONE TECNICA Claudio “Poldo” Parrino. FOTO Adriano Ferrara.
ORGANIZZAZIONE Miriam Paschini. PRODUZIONE La Corte Ospitale.

5 MINUTES
C&C Company – Dafne Musica – Image Colletivo – Inbalìa – Jessica Leonello – Roberto Capaldo
Spettacolo site specific per un numero limitato di spettatori
Visioni dal Festival di Teatro Wonderland, a Brescia dal 23 novembre al 3 dicembre – Mo.Ca.



Categorie:Novità, Recensioni, Satura, Scena

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