“Amore love Psiche”, Anna Calarco tra favola e realtà

PAOLA ABENAVOLI | L’eterno dilemma ragione-sentimento, l’eterna antitesi tra razionalità (e diffidenza e insicurezza) e amore, può essere superata? Può l’amore vincere resistenze, odio e invidie? Soprattutto, può vincere i limiti propri della ragione e dello stesso sentimento? Domande eterne che diventano una narrazione, che dal mito prende spunto per svilupparsi in favola e arrivare a una risposta sognata, ma anche possibile. Temi che nascono come “adulti”, in una mitologia adulta, appunto, ma che sono alla base di ogni favola, di ogni narrazione. Della vita, insomma: e per questo una narrazione poetica, dai toni favolistici, ma al tempo stesso reale, arriva ai più piccoli con semplicità e forza, con entusiasmo e dinamismo.

Amore love Psiche - Anna Calarco_ ph. Marco Costantino

Amore love Psiche @ Marco Costantino

Una scelta drammaturgica, visiva e recitativa, quella realizzata dalla compagnia reggina SpazioTeatro con Amore love Psiche (che sarà presentato al festival Primavera dei Teatri, il 2 giugno, alle 17, al Castello Aragonese, nell’ambito di Primavera Kids, la rassegna dedicata al teatro ragazzi), che coglie pienamente nel segno, tenendo gli spettatori – siano essi adulti o bambini – inchiodati alla sedia, meravigliati, stupiti, coinvolti. Anna Calarco – oltre che interprete, anche autrice – diventa uno Zefiro che ci trasporta in un mondo in cui la fantasia della storia si interseca con la realtà dei sentimenti: e lo fa con una padronanza tecnica, vocale, fisica, con una grande capacità di ammaliare, raccontare, interpretare. Un modo personale e intenso di accostarsi al palcoscenico, di entrare nelle storie che narra, di modulare i toni con cui dà vita ai personaggi, con maestria, interpretando e mai caricando o facendone macchiette.
Eppure il rischio potrebbe esserci, in questo incontro tra teatro narrativo e di figura: le bambole che rappresentano i vari protagonisti della storia prendono vita, invece, con naturalezza, come se davvero fossero dotate di una propria anima, tanto che quasi subito non si fa più caso al fatto che a renderle reali siano una mano e una voce umane. Di quello Zefiro che è protagonista, motore, narratore: sul suo corpo, sulle sue mani poggiano (con un effetto semplice, ma che sembra quasi farle volare) le bambole che rappresentano Psiche, Amore, Afrodite, le sorelle di Psiche e l’Invidia, mentre la voce si modula sui loro caratteri, senza mai diventare leziosa, artefatta, ma caratterizzando con duttilità i diversi personaggi. E interagendo lo stesso Zefiro con loro, con altrettanta naturalezza e dando così un incredibile ritmo al racconto.

Amore love Psiche - Anna Calarco_ ph. Marco Costantino

Foto di Marco Costantino

Un ritmo cui contribuisce – attraverso la regia di Gaetano Tramontana – anche un’altra invenzione scenica: quella che consente ai protagonisti/bambole di ricreare dialoghi e situazioni, muovendosi verticalmente su catene metalliche – azionate dall’attrice – quasi danzando tra loro, contrapponendosi o ritrovandosi. Uno strumento che, grazie al racconto di Zefiro, ci fa immaginare Psiche felice dopo aver incontrato Amore, timorosa dopo la visita delle sorelle invidiose, titubante al pensiero che il suo sposo sia diverso da come lo immagina, forte al confronto con Afrodite che, gelosa della giovane, la sottopone a una serie di incredibili prove. Prove che supera, fino a quando non sarà preda di se stessa, della sua razionalità, ma anche della sua insicurezza.
Un vortice di situazioni che la costruzione scenica riesce a rendere con abilità e innovazione; ma è l’unione con la capacità di narrazione, di uso della voce da parte di Anna Calarco che ci fa immaginare ambientazioni, situazioni, come nella migliore tradizione del racconto di una favola, di una storia. Quello Zefiro che trasporta con leggerezza, ma anche con sapienza, tra le difficoltà dell’amore, tra invidie e sentimenti, alla ricerca di un lieto fine. Di un sogno, forse, simboleggiato da una danza tra i due protagonisti, tra le due metà di ogni essere umano.
Più di una favola, dunque: un esempio di teatro ragazzi strutturato con idee sceniche interessanti, intessuto per coinvolgere, divertire e far riflettere, attraverso una drammaturgia e una regia che, abbattendo i confini tra generi teatrali, ne fa semplicemente un esempio di spettacolo teatrale di livello.

Amore love Psiche

di e con Anna Calarco
bambole di Marcella Praticò
regia Gaetano Tramontana
produzione SpazioTeatro – Reggio Calabria

Primavera dei Teatri
Castrovillari, Cosenza
Sabato 2 giugno 2018



Categorie:Novità, Recensioni, Satura, Scena, Teatro

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