Gozzano fuori scala: La Signorina Felicita di Teatro della Caduta, intervista a Lorena Senestro

ELENA SCOLARI | Teatro della Caduta di Torino ha recentemente portato alla Sala Fontana di Milano gli spettacoli Madama Bovary e la nuova coproduzione La signorina Felicita ovvero la felicità (con il Teatro Stabile di Torino), ispirata al poeta Guido Gozzano, per la regia di Massimo Merlin.

In occasione di queste repliche abbiamo incontrato Lorena Senestro, attrice e ideatrice di questi lavori teatrali, per parlare di Felicita e felicità.

ES: Già in Madama Bovary avevi inserito alcuni riferimenti a Gozzano, spiegaci il perché della tua passione per lui e per la sua poesia.

LS: Diciamo che Gozzano, come Flaubert, è sempre stata una mia grande passione. Tutti e due sanno spiegarci bene quel sentimento moderno che sta fra l’ambizione e la frustrazione, quello che dopo l’uscita del romanzo Madame Bovary hanno poi chiamato bovarismo.
La poetica di Gozzano che sa spiegare l’universale attraverso le piccole cose del quotidiano la trovo tanto commovente. E poi, diciamoci la verità: è proprio bello recitare i suoi versi con tutte quelle belle rime che ti fanno sentire un po’ fanciullino.

ES: A proposito di questo: come avete affrontato la trasposizione dei versi in una “lingua” che fosse adatta per la scena?

LS: Non saprei darti una risposta tecnica, diciamo che ho lavorato molto a tavolino nei primi mesi. Ma poi quasi tutto si è modificato in prova. La priorità nel mio lavoro è sempre pratica. Te lo spiego con una bella metafora che mi sono inventata adesso.
Lo spettacolo è come un albero: le radici sono la parte intellettuale, nutrono l’albero ma stanno sotto terra e non per forza si vedono. Il tronco è lo spettacolo, quello che tutti vedono, e ce ne sono tanti di tronchi ma tutti piuttosto simili e poi ci sono le foglioline che determinano proprio il tuo tipo di albero o di spettacolo. Il lavoro che ho fatto in prova per trovare una lingua adatta alla scena è “ le foglioline del mio albero”.

ES: Ne La signorina Felicita sei in scena insieme a un musicista, Andrea Gattico, qual è il senso teatrale della sua presenza?

LS: Volevo che ci fosse una seconda presenza, una sorta di dialogo sotterraneo e non troppo esplicito, quindi non a livello recitativo. Andrea risolve con la musica alcuni passaggi tra una scena e l’altra, accompagnando il lavoro. Inoltre il suo aspetto estetico un po’ d’antan si inserisce molto bene nell’atmosfera gozzaniana.

ES: L’idea degli oggetti fuori scala è molto bella, quasi una vertigine degli oggetti, le “cose” che incombono e si impolverano come succede agli animi rinchiusi in quella casa, ci vedo giusto?

LS: Ci vedi giustissimo. Felicita è intrappolata nelle sue cose e nel suo quotidiano, come tutti noi. Cose che si frantumano, come tanti dei nostri desideri. E poi, come spesso accade, le cose che ci hanno impedito nella vita si ingigantiscono nella nostra mente e ci schiacciano.

ES: Però se la cava decisamente della povera Emma Bovary, non trovi?

LS: Ah certo! Felicita è in fondo una donna che si accontenta, cerca di far quadrare le cose per come le circostanze glielo consentono, ha sogni meno ambiziosi rispetto a Madame Bovary. Se non felice è senz’altro serena.
Possiamo dire che la Madame Bovary di questo spettacolo è Guido Gozzano, anche qui una fusione di personaggio e autore, come fossero versi negativo e positivo: Emma/Felicita, Gozzano/Flaubert.
Rifletto molto sull’infelicità, affrontare personaggi problematici mi fa vivere in una continua catarsi, che mi libera da molte ombre.

ES: Dopo lavori sulla letteratura classica, (ricordiamo anche il tuo spettacolo Leopardi shock), pensi di avanzare verso un’epoca più moderna?

LS: Sì, mi avvicinerò alla contemporaneità con un salto deciso nel ‘900: il prossimo lavoro sarà ispirato a Gli indifferenti di Moravia.

LA SIGNORINA FELICITA OVVERO LA FELICITÀ
Omaggio a Guido Gozzano
uno spettacolo di Lorena Senestro sulle parole di Guido Gozzano
con Lorena Senestro e Andrea Gattico al pianoforte
regia Massimo Betti Merlin
musiche originali Andrea Gattico – luci Francesco Dell’Elba
progetto scenografico Massimo Betti Merlin, Lorena Senestro, Francesco Dell’Elba
realizzazione scenografie e costumi Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale/Teatro della Caduta


Categorie:Interviste, Novità, Pensieri oscenici, Poesia, punti di vista, Satura, Scena, Teatro

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