Il piccolo principe atterra su Laboratorio Opera, lirica per i ragazzi

RENZO FRANCABANDERA | Alla fine pare onestamente incredibile assistere ad una mini opera lirica con a tema il Piccolo Principe, cantata in inglese con un coro di bimbi e ragazzini italiani, una mini orchestra di adolescenti. E vedere tutti gli spettatori zitti e in silenzio, in un ascolto di senso che cerca di andare oltre la barriera linguistica.
E qui mi pare sia il doppio succo della faccenda di cui andiamo a parlare: educare ad un’arte complessa e far si che il pubblico debba sforzarsi di fare un salto di comprensione, un affidamento all’arte come veicolo di senso.

Laboratorio Opera è il progetto ideato nel 2014 dall’associazione SoloCanto di Federica Santambrogio e Pilar Bravo, unica realtà oggi in Italia dedicata all’educazione operistica per bambini, che offre l’occasione a giovani artisti in erba di cimentarsi in tutti i ruoli legati alla produzione di uno fra gli eventi artistici di maggiore complessità, l’opera lirica. Ospitato in passato dal Piccolo di Milano e quest’anno dalla Fabbrica del Vapore, il progetto offre a ragazzi di età compresa fra gli 8 e i 18 anni la possibilità di frequentare tre laboratori (canto/coro, danza, scenografia, orchestra) necessari e funzionali alla messa in scena di uno spettacolo.
Il gruppo finale è composto quest’anno da 35 bambini e ragazzi di età compresa fra i 7 e i 15 anni, 3 professionisti teatrali e 2 assistenti.
Dal 2014 a oggi ha prodotto cinque opere, tra cui spiccano la trilogia Salis e l’equilibrio dei regni, opera per voci bianche e orchestra giovanile e Il Bambino di Itaca che vince il terzo premio al concorso Saranno Famosi indetto dalla Siae. Entrambe con musica di Matteo Manzitti su libretto di Daniela Morelli.

Per l’allestimento di quest’anno è stato scelto l’adattamento del romanzo Il Piccolo Principe, firmato da Rachel Portman, già Premio Oscar per la colonna sonora del film Emma, che è andato in scena al Castello Sforzesco il 27 giugno e in replica al Teatro Bruno Munari il 29 giugno.
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A costoro si aggiungono alcuni studenti del Conservatorio di Badalona (Spagna), del Conservatorio di Adria e ragazzi del Liceo Musicale Tenca di Milano, oltre ad alcune figure di maggior spessore attorale per i ruoli principali Luca Bruno, nella veste del pilota, Eleonora Luè, volpe, Loris Fabiani, serpente e il giovanissimo Pietro Bolognini nel ruolo del Piccolo Principe. Ne risulta un allestimento semplice nell’impianto generale ma di grande ricchezza formale per la popolazione artistica coinvolta, in cui alla precisione dell’esecuzione musicale, coordinata da Pilar Bravo, già direttore dell’Orchestra Verdi Junior e Missak Baghboudarian, direttore dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Siriana, si abbina una parte coreografica di significativa qualità, frutto anche delle lezioni di danza con Liz Piccoli, coreografa americana, celebre a Broadway, specializzata nel musical.
Il gruppo di scenografia lavora con scenografi professionisti seguendo e imparando le tecniche di scenotecnica, per costruire autonomamente l’impianto scenico, gli oggetti di scena e curare anche i costumi.
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L’esito finale nato dalla collaborazione fra SOLOCANTO, associazione nata nel 2001 dal desiderio di avvicinare bambini e ragazzi alla musica attraverso il canto polifonico, e LABORATORIO OPERA, risulta pregevole, incorporando una particolare arditezza essendo il testo dell’opera in inglese. La scelta della regia è ardita, ed è quella di affidare la trasmissione di senso attraverso il linguaggio alla sola figura del serpente, ben interpretata da Fabiani, il cui ruolo finisce per essere, oltre che di coprotagonista, anche quello di didascalia testuale, ma nella maggior parte delle circostanze ex post, costringendo comunque il pubblico ad un’operazione di intuizione, di sforzo di ascolto, di necessità di confrontarsi con un’altra lingua, con lo straniero, la cui portata culturale non ci sfugge e che riteniamo coraggiosa.

Forse questa parte di senso poteva avere elementi ulteriori capaci di liberare la comprensione della vicenda dalla conoscenza del libro, cosa che a volte risulta non semplicissima, ma è corretta l’alternativa fra scene corali e momenti di assolo e di coppia, come il dialogo fra orchestra e recitato. La combinazione fra valore formativo ed esito complesso fa di questo The Little Prince un pregevole risultato, valorizzando in modo importante l’investimento di famiglie e ragazzi in un processo formativo sicuramente extra-ordinario. Vederli cantare in coro in un’altra lingua, agendo coreografie non banali e con una sicurezza del movimento scenico e musicale così accurata è cosa che riempie il cuore, se confrontata con alcune sciatterie adulte che non è raro vedere in allestimenti di “professionisti”.

THE LITTLE PRINCE

di Rachel Portman

Regia Federica Santambrogio

Direttore di coro e orchestra Pilar Bravo

Coreografie Liz Piccoli

Mercoledì 27 giugno Castello Sforzesco – ore 21

Venerdì 29 giugno Teatro del Buratto – ore 20



Categorie:Cultura e società, Novità, Recensioni, Satura, Scena, Teatro

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