Viziosismi nr. 3 – Parola e coscienza

img_1640

disegno di Renzo Francabandera

ANTONIO CRETELLA | La politica forgia e forza il linguaggio ai propri fini. È l’essenza stessa di un’attività che si basa, da che se ne ha traccia storica, sulla retorica e sull’oratoria, sull’arte della persuasione, sulla fallacia logica e sulla coloritura etica delle parole, insieme di aspetti che l’odierna filosofia del linguaggio racchiude nel fenomeno dello neolingua, repertorio delle invenzioni o delle storture linguistiche che la politica usa per modellare la visione del mondo degli elettori.
La dettagliata nomenclatura utilizzata per fare gesuitiche distinzioni tra i diversi tipi di migranti è una di queste: denominazioni neutre nate in ambito georgrafico per distinguere le cause delle migrazioni diventano marchi etici che creano una spietata classifica dei disperati. Si veda ad esempio la sfumatura detestabile che ha assunto la locuzione “migrante economico”, in origine indicante chi si sposta per ragioni economiche, e quindi, alla lettera, applicabile anche agli italiani che trovano lavoro all’estero, ma che nel linguaggio politico sembra apparentarsi all’idea di avidità, di ladro di risorse, specie in contrapposizione con i termini “rifugiato” e “richiedente asilo”. Come se morire di fame, invece che di guerra, fosse tutto sommato una morte accettabile.



Categorie:Cultura e società, Novità, punti di vista, Satura, Televisione, Viziosismi

Tag:, , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: