Il fascino ironico e struggente del temperamento slavo

GIAMBATTISTA MARCHETTO | Movimenti spezzati eppure lineari, una naturalezza costruita sugli scompensi, sonorità aspre mescolate alle melodie ironiche dei classici boemi e russi. C’è un’istantanea instabile della ‘slavitudine’ nell’accostamento che il Národní Divadlo di Praga propone in Slovanský Temperament.

Commissionate dal nuovo direttore del Teatro Nazionale ceco Filip Barankiewicz, le tre coreografie di Slovanský Temperament costituiscono un corpo unico nella proposta al pubblico pur nella significativa differenza di stilemi, movimento, progettazione. E se c’è un elemento comune a tutte le tre composizioni è la qualità dell’esecuzione, merito di un corpo di ballo giovane e di solisti che nel tempo stanno crescendo per qualità tecnica e consapevolezza espressiva.

Visto a fine stagione, questo assemblage di coreografie differenti sotto il cappello dell’identità slava permette di riconoscere un ottimo amalgama nel gruppo e senza dubbio i tre lavori meriterebbero una tournée almeno Europea – inutile dire che il messaggio è chiaro per i direttori di festival e curatori di cartelloni di danza in Italia.

16-dumka-terezakucerova-matejsust-giovannirotolo-fotopavelhejnyIl primo quadro – Dumka (termine musicale ucraino che originariamente significa “pensiero”) – risulta meno impattante dei due che seguono, nel crescendo della serata, eppure questo nulla toglie alla qualità del lavoro di Ondřej Vinklát (già apprezzato interprete di recenti produzioni del ND). La composizione, eseguita con buona pulizia dai danzatori del Narodni, sembra giocare sullo sbilanciamento di allineamenti geometrici: i danzatori entrano in un movimento, tracciano una traiettoria limpida, ma immediatamente qualcosa cede nella struttura e appare uno scatto, un innesto sincopato, una finta caduta. Il riferimento musicale è Dvořák, che nei passaggi indicati come dumka enfatizza i contrasti tra spirito melanconico ed esuberanza. Il finale del pezzo di Vinklát – che cura anche lo studio e l’elaborazione del tessuto musicale – è in particolare coinvolgente.

aspects-soubor-baletu-nd-foto-martin-divisek (1)Il secondo quadro – Aspects – è firmato dalla polacca Katarzyna Kozielska e davvero la pulizia dell’esecuzione, assieme alla peculiarità del disegno coreografico, riservano momenti di emozione pura. L’avvio è un assolo, melanconico e intimo, che Kristýna Němečková interpreta con dolce fermezza rifuggendo dalle immagini riflesse in cinque specchi che l’assediano. L’ingresso sulla scena del corpo di ballo è inizialmente minimalista, per espandere progressivamente il movimento corale che non è solo a contorno delle scene solistiche, ma piuttosto costruisce narrazioni parallele. Un’attenzione che emerge anche quando i danzatori sono chiamati a muoversi con regolarità ritmica attorno al cerchio di luce in cui si stagliano Alina Nanu e Adam Zvonař, per un duo di incantevole fattura. Il finale è corale, con la Nanu che viene trasportata ed elevata in una sorta di ascensione santificatrice, per poi finire sepolta in un tumulo di mani e corpi e riemergere per il duo finale con la Němečková.

20-perfectexample-rogercuadrado-mareksvobodnik-a-souborbaletund-fotomartindivisekIl terzo quadro firmato da Andrej Kajdanovskij rimbalza su costruzioni coreografiche decisamente contemporanee. Si potrebbero citare Pina Bausch e Tadeusz Kantor, ma anche Jiří Kylián e il Terzo Teatro. Perfect Example è un pezzo politico, a tratti didascalico nella drammaturgia che descrive una facile adesione alla massificazione e sottomissione al potere – apparentemente molto slava – eppure l’ironia del movimento e dell’evoluzione teatrale ha il sopravvento. C’è un senso di solidarietà e compatimento nei movimenti del gruppo: ciascuno dei personaggi, espressionisticamente fasciati in una bendatura cerebrale, si appoggia al vicino per trovare un bilanciamento. Eppure il collettivo non reagisce, si lecca le ferite e soccombe ad un fastidioso suono elettronico, dal quale viene liberato dal riconoscimento della lingua. La lingua diviene allora espressione di identità e libertà – un altro nodo sensibile in ambito slavo – e il movimento si scioglie in una luminosità piena, forse illusoria, ma potente.

@gbmarchetto

Slavic Temper

produzione Narodni Divadlo, Praha

Dumka > coreografia Ondřej Vinklát

Aspects > coreografia Katarzyna Kozielska

Perfect Example > coreografia Andrej Kajdanovskij



Categorie:Danza, Novità, Recensioni, Satura, Scena

Tag:, , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: