Festival Opera Prima: vivere per le idee, vivere con l’arte – intervista a Massimo Munaro

RENZO FRANCABANDERA | Si terrà dal 13 al 16 settembre a Rovigo l’edizione 2018 del Festival Opera Prima, la quattordicesima: si tratta di un Festival fondato dal Teatro del Lemming nel 1994, che ha svolto negli anni ’90 un ruolo centrale nella promozione dei gruppi di teatro di ricerca italiani allora emergenti.

Quest’anno la neonata associazione Festival Opera Prima, un’associazione di cittadini legati alla storia del festival, ha deciso di ridare vita all’evento, che sarà sempre dedicato alla sperimentazione dei linguaggi scenici, proponendo addirittura un tema al centro di una programmazione trienniale 2018-2020, che porterà il sottotitolo di Generazioni, enfatizzando la necessità di costruire uno spazio nel quale artisti di diverse generazioni, maestri e allievi, artisti affermati e nuovi talenti, si incontrino, riflettano, in bilico fra eredità e tradimento.

La direzione artistica del Festival ha individuato quattro gruppi o artisti storici provenienti da diverse generazioni teatrali, da invitare con un proprio spettacolo e a ciascuno è stato chiesto di segnalare ed individuare un giovane gruppo non ancora conosciuto o affermato da invitare al Festival.
Attraverso un Bando d’invito alla partecipazione aperto a giovani gruppi italiani ed europei, inoltre, si è attivata anche una selezione di alcune giovani formazioni provenienti dal territorio locale (polesano e regionale), nazionale ed europeo.
Massimo Munaro, anima e ideatore del progetto Lemming e di quanto gli ruota attorno, ci ha concesso un confronto.

0.jpegMassimo in cosa può sintetizzarsi per te il rapporto fra arti sceniche e società? Il teatro e i teatranti sono passati da una tensione quasi rivoluzionaria negli anni Settanta ad una enorme paura di sparire sotto il peso di bandi e richieste fondi. Si può fare arte senza avere paura di osare oggi?
Io credo che il rischio sia sempre strutturale all’esperienza teatrale, e che perciò non si possa fare, e nemmeno frequentare, seriamente l’arte senza il coraggio di osare. Anche se di questi tempi, certo, è vero non ci si può sottrarre da provare una certa dose di paura. Non possiamo dimenticare però che il rapporto fra teatro e società è da sempre conflittuale. Ed è giusto così. Il teatro dovrebbe farsi al minimo specchio critico o, al meglio, essere in grado di stabilire altri modelli relazionali. Ci si incontra. Ci si guarda negli occhi. Ci si può persino toccare. Ecco perché il teatro è potenzialmente pericoloso. Io amo definire il teatro come il luogo in cui costruire intimità fra sconosciuti. O, come recita il motto delle nostre stagioni teatrali, il luogo in cui scopriamo che l’estraneo, lo straniero, è sempre un nostro fratello. Naturalmente parlo di teatro e non di quegli spettacoli di puro intrattenimento, che continuano a dominare le scene, e che concorrono alla rassicurazione e al sonno degli spettatori. No, il teatro non ci può lasciare tranquilli, deve riuscire in qualche modo a spostarci, a metterci un dubbio, a farci pensare.

Cosa vuol dire fare un Festival come il vostro e che tipo di azione si vuole porre in essere con il proprio territorio?
Per noi, come sempre, è una grande sfida, un’opportunità ma anche, ti confesso, una grande fatica. Credo insomma occorra una grande dose di incoscienza e di generosità per intraprendere un’avventura come questa. Sette/otto eventi al giorno per quattro giorni, ognuno con una sua radicalità preziosa e irrinunciabile, invaderanno una piccola città come la nostra, più spesso interessata a polemiche di poco conto che ad eventi legati all’arte contemporanea. Eppure io credo che se qualcosa di nuovo si agita all’interno del teatro italiano è più facile si riveli, come è accaduto in passato, in provincie come la nostra piuttosto che in una grande metropoli.
Abbiamo voluto, poi, dare spazio anche ad alcuni gruppi del territorio che agiscono nell’ambito della sperimentazione di nuovi linguaggi. Abbiamo prodotto, in particolare, un progetto di alcuni artisti di Rovigo (riuniti sotto la sigla MOMEC) che interroga la memoria privata dei cittadini legandola ad alcuni luoghi della città.

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Cosa c’è di più personale di un proprio ricordo e insieme cosa fonda di più una identità collettiva se non proprio una memoria condivisa? Rovigo, tanto più dopo l’alluvione del 51, ha da sempre un problema con la propria storia, con la propria identità. Per questo sentiamo questo progetto particolarmente importante.

Come avete scelto gli altri artisti di questa edizione?
Oltre alla sezione territoriale di cui ti ho parlato, il cuore del Festival nasce attorno all’idea di essere ponte fra diverse generazioni. Abbiamo così invitato alcuni gruppi storici a segnalarci un giovane artista della cui proposta farsi, in qualche modo, responsabile, in una sorta di virtuoso tutoraggio. Una terza sezione, infine, è costituita da alcuni spettacoli selezionati attraverso un Bando a cui sono giunte 512 proposte (si può consultare l’elenco completo sul sito del Festival). Un numero sconcertante che testimonia l’incredibile fermento e l’altissimo bisogno di visibilità che, come un tempo (come sempre?) attraversa la scena emergente italiana.

La vostra è sempre stata una declinazione del linguaggio scenico che ha prediletto in modo particolare il rapporto con lo spettatore, in una funzione quasi performativa. Il tempo sembra aver dato ragione alla vostra lungimiranza sull’evoluzione del linguaggio. Come coltivare ora questo vantaggio di esperienza?
Non saprei proprio come rispondere. In realtà noi ci sentiamo, rispetto a molte cose che si vedono in giro, piuttosto perplessi se non un poco defraudati… Ma volentieri accetto un suggerimento su come trarre da questa situazione un qualche vantaggio.

0-1.jpegAlcuni studi hanno recentemente dimostrato che gli artisti sarebbero persone con una attitudine psicologica tale da attribuire minor importanza al denaro. Ma cosa spinge un uomo ad una lotta così impari? Rifaresti tutto? Che altro vuoi fare?
Rifarei tutto uguale, rifarei tutto diverso: cosa cambia? Se poi uno volesse diventare ricco certo non dovrebbe fare teatro… per quanto so benissimo che c’è più di qualcuno che sul lavoro degli artisti di teatro, anche della mia generazione, “ha fatto carriera” e si è parecchio arricchito – e trovo che sia scandaloso che le grandi istituzioni teatrali, siano raramente dirette da artisti. In ogni caso, personalmente, mi sento davvero fortunato per essere riuscito a vivere della mia passione. Il denaro non è tutto. È più importante riuscire a portare avanti ciò in cui si crede. E ho mille progetti in testa che attendono solo di essere realizzati.

*PROGRAMMA 13 > 16 SETTEMBRE 2018*

GIOVEDì 13 SETTEMBRE 2018

MOMEC-Memoria in Movimento (ROVIGO)
guida alla memoria Installazione >
SALA CELIO dalle 15 alle 19 <GRATUITO>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/9-13-9/1-momec13

● SIMONE CAPULA (TORINO)
SULL’ORLODELPRECIPIZIO>
SALA DELLE MAPPE-ACCADEMIA DEI CONCORDI h 15 // CASA PRIVATA h 24 <PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/9-13-9/2-capula

Stalker Teatro (TORINO)
LABORATORIO >
RIDOTTO DEL TEATRO SOCIALE dalle 15 alle 17 <GRATUITO>
Stalker Teatro
STELI/REACTION >
PIAZZA VITTORIO EMANUELE II h19 <GRATUITO>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/9-13-9/50-stalker-teatro-laboratorio

● Tim Spooner (INGHILTERRA)
THE TELESCOPE >
SOTTERRANEI DUE TORRI h 16.30•17.30•18.30 <PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/9-13-9/4-spooner

DOMESTICALCHIMIA (MILANO)
UNA CLASSICA STORIA D’AMORE ETEROSESSUALE >
TEATRO STUDIO h 20.45
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/9-13-9/48-domesticalchimia-una-classica-storia-d-amore-eterosessuale

LENZ Fondazione (PARMA)
FAUST MEMORIES >
EX CHIESA SAN MICHELE h 22.15
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/9-13-9/33-lenz-rifrazioni-faust-memories

VENERDì 14 SETTEMBRE 2018

MOMEC-Memoria in Movimento (ROVIGO)
guida alla memoria Installazione >
SALA CELIO dalle 15 alle 19 <GRATUITO>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/9-13-9/1-momec13

Amantidi (VICENZA)
BOCCA >
SOTTERRANEI DUE TORRI dalle 15 alle 20
<PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/10-14-9/7-amantidi

Associazione Cantieri Culturali Creativi (ROVIGO)
SGHEMBO danza urbana >
PIAZZETTA ANNONARIA h 11.30 // GIARDINI DUE TORRI h 17 PIAZZA XX SETTEMBRE h 18 // PIAZZA VITTORIO E. II – PALAZZO ROVERELLA h 19 <GRATUITO>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/10-14-9/6-spettacolo-7

● FILIPPO M. CEREDI (MILANO)
BETWEEN ME AND P. >
EX CHIESA SAN MICHELE h 19
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/10-14-9/5-spettacolo-8

● Rima Pipoyan (ARMENIA)
HEY, KITTY! >
TEATRO SOCIALE h 21
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/10-14-9/34-rima-pipoyan-hey-kitty

accademia degli artefatti / Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale (ROMA/PESCARA)
LA CHIAVE DELL’ASCENSORE >
TEATRO STUDIO h 22
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/10-14-9/35-artefatti-florian-la-chiave-dell-ascensore

SABATO 15 SETTEMBRE 2018

● PRESENTAZIONE LIBRO IVREA CINQUANTA >
GIARDINI DUE TORRI h 11
Presentazione del volume edito da Akropolis libri (Teatro Akropolis), curato da Clemente Tafuri e David Beronio,
sul convegno “Ivrea Cinquanta. Mezzo secolo di Nuovo Teatro in Italia 1967-2017” a cura di Marco De Marinis.

MOMEC-Memoria in Movimento (ROVIGO)
guida alla memoria Installazione >
SALA CELIO dalle 15 alle 19 <GRATUITO>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/9-13-9/1-momec13

Dodicianni (CAVARZERE)
NO FRAME PORTRAIT >
SOTTERRANEI DUE TORRI dalle 15 alle 19
<PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/11-15-9/37-dodicianni-no-frame-portrait

● Pietro Piva (RIMINI)
ABU SOTTO IL MARE >
EX CHIESA SAN MICHELE h 18
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/11-15-9/38-pietro-piva-abu-sotto-il-mare

● ROBERTO LATINI / Fortebraccio Teatro (ROMA)
LUCCIOLE da“della delicatezza del poco e del niente”di M. Gualtieri >
GIARDINI DUE TORRI h 19.30 <GRATUITO>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/11-15-9/40-roberto-latini-lucciole-da-la-delicatezza-del-poco-e-del-niente-di-m-gualtieri

Welcome Project (ITALIA/GERMANIA)
ANGST VOR DER ANGST secondo studio >
TEATRO STUDIO h 21
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/11-15-9/41-welcome-project-angst-vor-der-angst-paura-della-paura

● ROBERTO LATINI / Fortebraccio Teatro (ROMA)
CANTICO DEI CANTICI >
CHIOSTRO DEGLI OLIVETANI h 22
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/11-15-9/39-roberto-latini-fortebraccio-teatro-cantico-dei-cantici

DOMENICA 16 SETTEMBRE 2018

Teatro Nexus (ROVIGO)
AMLETO IN 15 MINUTI >
PIAZZA GARIBALDI h 11.30 // GIARDINI DUE TORRI h 19
PIAZZA XX SETTEMBRE h 19.30 // PIAZZA VITTORIO E. II – SCALINATA DEL COMUNE h 20 <GRATUITO>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/12-16-9/43-nexus-amleto-in-15-minuti

MOMEC-Memoria in Movimento (ROVIGO)
La stanza della memoria >
SALA CELIO alle h 11 • 15 • 16 • 19
<PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA>

Dodicianni (CAVARZERE)
NO FRAME PORTRAIT >
SOTTERRANEI DUE TORRI dalle 15 alle 19
<PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA>
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/11-15-9/37-dodicianni-no-frame-portrait

Oriantheatre Dance Company (FRANCIA/IRAN)
KA-F-KA >
TEATRO SOCIALE h 19
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/12-16-9/56-oriantheatre-ka-f-ka

● Alessandro Berti (BOLOGNA)
BUGIE BIANCHE secondo studio >
CHIOSTRO DEGLI OLIVETANI h 21
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/12-16-9/45-alessandro-berti-bugie-bianche

Doyoudada (ITALIA/FRANCIA)
SELFIE/STICK >
TEATRO STUDIO h 22.15
https://www.festivaloperaprima.it/spettacoli/12-16-9/46-doyuodada-selfie-stick
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● PREFESTIVAL >
DAL 13 AL 16 SETTEMBRE GIARDINI DUE TORRI dalle 12 alle 13

I gruppi in scena ogni giorno al festival presentano al pubblico il loro spettacolo.

● DOPOFESTIVAL >
DAL 13 AL 16 SETTEMBRE GIARDINI DUE TORRI dalle 23 alle 24
In collaborazione con le birrerie HOPS e Rattabrew, artisti e spettatori si incontrano in un momento conviviale e di festa. Musica dal vivo.

● INFOPOINT >
DAL 13 AL 16 SETTEMBRE PIAZZA VITTORIO EMANUELE II

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BIGLIETTI • PRENOTAZIONI • INFO

● BIGLIETTO UNICO GIORNALIERO > € 15
BIGLIETTERIA PRESSO I LUOGHI DEGLI SPETTACOLI

● PRENOTAZIONI > 327 3952110

● PREVENDITA >
DAL 5 SETTEMBRE TEATRO STUDIO dalle 11 alle 16

● UFFICI DEL FESTIVAL >
TEATRO STUDIO prevendita, segreteria, accrediti operatori e stampa
● INFO >
https://www.festivaloperaprima.it/ | operaprimafestival@gmail.com | 327 3952110

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Categorie:Interviste, Novità, Satura, Scena, Teatro

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