Non facciamone un melodramma! La Tosca riletta da Kinkaleri

LAURA BEVIONE e RENZO FRANCABANDERA | LB:Che paura il buio totale in sala! Il bambino seduto dietro di me in compagnia della nonna è piuttosto inquieto e rimpiange di essersi appena ingollato una nota barretta cioccolato-cocco… Quando poi uno strano personaggio inizia ad aggirarsi in platea, agitato e illuminato parzialmente da una flebile torcia che ne rende le fattezze conturbanti, l’ansia del giovane spettatore aumenta. Ma non appena le luci si riaccendono e lo strano figuro rivela di condividere il crescente timore di buona parte del pubblico, un sospiro di sollievo fa riacquistare a tutti una rilassata postura da poltrona e l’empatia scaccia subitamente l’inquietudine.

RF: E’ già una bella sfida di suo rileggere l’opera a teatro. Farlo poi per i bambini, cercando di restituire la ricchezza di una possibile fiaba, anche se melodrammatica, e quella della musica lirica può diventare anche una sfida improba. Kinkaleri però non è al primo tentativo del genere.

Dopo Madama Butterfly, la compagnia di danza toscana sceglie di rileggere per i bambini un altro notissimo melodramma, Tosca, adottando nuovamente il proprio originale linguaggio, in cui si sommano sana ironia sdrammatizzante, inventività scenica e didascalismo quanto basta per fornire al pubblico i dati essenziali per la comprensione della trama. Kinkaleri, I Love You TOSCA, 2018, ph Guido Mencari (4)Foto di Guido Mencari

Marco Mazzoni – attore e danzatore – incarna i differenti personaggi maschili – l’eroe Cavaradossi così come l’anti-eroe Scarpia ma anche il buon fuggiasco Angelotti – indossando mantelli con disegnata una sagoma umana di colore differente – giallo, rosso e blu – e con minime variazioni recitative a segnalare da una parte la bidimensionalità dei personaggi del melodramma ottocentesco ma pure a suggerire implicitamente come i tre non siano che volti di una medesima complessa personalità.

RF: È una scelta invero ardita, che viene anticipata da una proiezione a video in stile supereroe ogni volta che il nuovo personaggio entra in scena. Un escamotage per avvicinare il linguaggio visivo dei ragazzi e dare alla vicenda un’atmosfera di contesa fra uomini, come in fondo la vicenda è, essendo ambientata ai tempi delle guerre napoleoniche.  Dei molti caratteri maschili che popolano la vicenda nel libretto di Giacosa alla fine ne vengono salvati tre, il prigioniero fuggiasco, il suo amico pittore, e il cattivo capitano della polizia. Ogni giro di mantello, che muta Mazzoni ora nell’uno ora nell’altro, viene accompagnato da un suono “facilitatore”, come a dire: occhio che qui c’è il trucco scenico. Più canonica la scelta su Tosca, che rimane, uno po’ come era stato per Butterfly, più aderente al canone, la soprano è di fatto il legame artistico concettuale con il mondo operistico, anche se in una versione qui più giocosa.

LB: Tosca è, infatti, interpretata dalla soprano Yanmei Yang, divertita e allo stesso tempo rigorosissima nelle parti vocali, riuscendo a commuovere grandi e piccoli con il suo sentito Vissi d’arte… L’artista, in un breve intermezzo fra secondo e terzo atto, dialoga apertamente con il pubblico, chiedendone consiglio a proposito del costume da indossare e ricordandogli, implicitamente, che in fondo quella cui sta assistendo è una finzione e, dunque, non c’è da credere alla vera e propria strage che sta per compiersi. Utilizzando quali elementi scenografici dei semplici e morbidi parallelepipedi grigi che, all’occorrenza, rivelano su una delle proprie facce un ritratto ovvero un coltello, i due affiatati performer raccontano sentimenti quali amore e gelosia, fedeltà e onore, fiducia e tradimento ma svuotandoli dell’enfasi propria del melodramma e riconducendoli a una pragmatica ma non superficiale quotidianità.

RF: Diciamo che, sempre nella logica della riduzione concettuale dei segni scenici dell’opera, l’individuazione di due o tre immagini iconiche e stilizzate, quali appunto il ritratto di Cavaradossi, la grata della prigione e il coltello dell’omicidio di Tosca, sintetizza e vuole quasi fermare nella memoria dello spettatore giovane i fatti salienti del melodramma. Ricordando solo le tre immagini sarà effettivamente facile ricordare la vicenda completa: il pittore che dipinge il suo ritratto, la vicenda dell’imprigionamento e l’omicidio di Tosca. Devo dire anche apprezzabile proprio la risoluzione scenica dell’atto violento con il parallelepipedo del coltello agito in modo interessante per evitare gesti inadatti ad un pubblico giovane ma capaci di rendere il dramma, insieme ad un lenzuolo rosso messo lì in modo opportuno. Poi magari da adulti rompiscatole e teatrofagi, potremmo parlare di elementi specifici dell’allestimento come il playback di “E lucevan le stelle” che pur partendo da una trovata divertente come il messaggio via cellulare di Cavaradossi a Tosca non regge completamente, o la risoluzione svelta di alcune questioni che pur nella semplificazione necessaria, potevano avere uno sviluppo un po’ più lento, poetico, cosa che in Butterfly era riuscita pienamente. Certo anche la trama in quel caso aiutava, qui la scelta era più difficile. Ma sul versante dell’efficacia didattica e sul merito generale dell’operazione della compagnia lascerei a te l’ultima parola.

LB: Il merito di Kinkaleri sta proprio in questo: saper trasmettere ai giovani spettatori l’amore per l’opera lirica, ritagliando e sbalzando singole arie che essi custodiranno quali beni preziosi nella propria memoria emotiva; e, allo stesso tempo, evidenziare l’enfasi e le esagerazioni proprie del linguaggio del melodramma, ricordando come la vita, quella vera, può non essere una tragedia, se lo vogliamo, imparando ad affrontare con sana razionalità quanto ci accade… E allora neanche il buio farà più paura.Kinkaleri, I Love You TOSCA, 2018, ph Guido Mencari

I LOVE YOU TOSCA

progetto e realizzazione Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco

interpreti Yanmei Yang, Marco Mazzoni

produzione Kinkaleri, in collaborazione con Teatro Metastasio, Fondazione Toscana Spettacolo

Casa Teatro Ragazzi e Giovani, Torino, 15 settembre 2018

Teatro Bruno Munari, Milano, 16 settembre 2018

www.mitosettembremusica.it ; www.kinkaleri.it



Categorie:Arte, Novità, Recensioni, Satura, Scena, Teatro

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