Incontrarsi e conoscersi nella prima serata del Festival Differenti Sensazioni

LAURA BEVIONE | Due spettacoli apparentemente molto diversi – una coreografia a due intima e arguta, minimale e intelligentemente divertita, e una performance collettiva, affollata e colorata, emotivamente intensa e partecipata – hanno inaugurato la XXXI edizione del festival Differenti Sensazioni.

Una differenza solo apparente, però, poiché un filo rosso ben distinto congiunge i due lavori, ovvero la rappresentazione – originale e tutt’altro che scontata – del’’incontro fra esseri umani e la riflessione sulle modalità attraverso le quali, dal primo approccio, si giunge poi a una conoscenza reciproca non superficiale.

In The Man, surreale e inventivo passo a due proposto dalla compagnia tedesca Peculiar Man – che ha sede nella “mitica” Wuppertal del Tanztheater di Pina Bausch – un uomo e una donna sono alla ricerca di un canale che consenta loro di comunicare. Un’indagine che si concretizza nell’uso inventivo di oggetti di scena – due cappotti grigi, un telefono e un ferro da stiro, le sigarette – che avvicinano ovvero allontano i due danzatori, denunciando incomprensioni o, al contrario, rivelando insospettate affinità.unnamed

La donna diventa asse da stiro ma, con quello stesso ferro, usato come defibrillatore, salva l’uomo inopinatamente colpito da un attacco di cuore. Lo squillo del telefono e la musica – o il silenzio – che esce dalla cornetta, funzionano quali attivatori di movimenti ed emozioni o, all’opposto, interrompono repentinamente una coreografia.

Gesti brevi e spezzati e integrazione fantasiosa degli oggetti, a partire dai cappotti, che moltiplicano o riducono a uno gli interpreti, allorché i due si richiudono insieme nell’ampio capo di abbigliamento. La musica che non accompagna semplicemente ma chiosa e complica il discorso drammaturgico. La visionarietà scaltra e raffinata, l’ironia sottile e ficcante, il concentrato e divertito coinvolgimento dei performer. Tutto ciò concorre a creare uno spettacolo intelligente e prezioso, che racconta di incomprensioni e pregiudizi, malintesi e istinto di sopraffazione ma pure di genuino desiderio di vicinanza e intimità con l’altro/a.

E di incontri e convivenza con chi è diverso da noi – magari perché proviene da un altro continente – tratta con esuberante ed entusiastica partecipazione C.arte d’imbarco, composita e affollata performance messa in scena dalla compagnia Carovana S..M.I., attiva a Cagliari e formata da artisti di differenti nazionalità.

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Ci sono i sardi doc ma pure i richiedenti asilo dall’Africa e i Filippini, giovani donne dall’Europa dell’Est e dal Marocco, una soprano coreana e una danzatrice portoghese. Ci sono la rievocazione del viaggio, spesso tragico, compiuto da alcuni di loro per raggiungere l’Europa – l’ansia dei documenti, poiché un passaporto in certi casi può davvero salvarti la vita – e il racconto delle scelte di vita di genitori e nonni.

Ma lo spettacolo non vuole solamente rievocare il dolore e la fatica della migrazione; vuole pure offrire uno spazio in cui far incontrare danze, canti e tradizioni di uomini e donne – ma pure bambine e bambini – provenienti da Asia e Africa e, certo Europa, così da originare un inedito e vitalissimo sincretismo. Ecco dunque che il ballo tipicamente marocchino si contamina con i passi delle danze senegalesi e della danza contemporanea occidentale ma pure con il canto lirico. I tamburi africani accompagnano la voce da soprano della raffinata cantante della Corea del Sud per poi lasciare spazio allo struggente rap di un migrante senegalese.

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Uno spettacolo affollato – in scena quasi trenta performer, fra cantanti, danzatori, musicisti, di tutte le età – percorso da energia e necessità non usuali e alimentato da un ritmo che non concede tregua. Un felice esperimento di convivenza e scambio che genera un sincretismo culturale spontaneo e vitale, efficacissima testimonianza che una fruttuosa e arricchente coesistenza – anziché un’avvilente integrazione – fra le nazioni è non soltanto auspicabile ma possibile.

THE MAN

progetto Jan Möllmer, Tsai-Wei Tien
composizioni sonore Jan Möllmer
con Jan Möllmer, Narumi Saso
produzione Peculiar Man (Germania) 

C.ARTE D’IMBARCO

regia Ornella D’Agostino
coreografie Fatima Dakik, Teresa Noronha Feio, Mattia Campagnola, Aliou Sow, Ornella D’Agostino
luci Gianni Melis
musiche Romeo Scaccia, Ettore Bonafè, Emanuele Alessandro Perra
live electronic Emanuele Alessandro Perra
video Matteo Fadda
con Fatima Dakik, Romeo Francois Mbogol, Ettore Bonafè, Myung-San Ko, Omar Baldeh, Anastasija Targhi, Sophy Benar, Teresa Noronha Feio, Matia Campagnola, Momar Gaye, Rhys Victor Boongaling, Raul Jr. Boongaling, Rosalie Rivera Boongaling, Sambiry Fofana, Ebrima Colley, Bakari Mane, Nabieu Bangura, Mohuamed Aliou Diallo, Ndeyer SiraThérèse Benar, Moustapha Benar, Nor Piludu, Aliou Sow, Maura Missoni

Produzione Carovana S.M.I., Teatro di Sardegna, Fondazione Sardegna Film Commision, Regione Sardegna; partner Comunità Filippina, E.V.A., Aiollart Mediterranée, Caritas San Saturnino-Cagliari, Co.Sa.S.

Officine Caos, Torino
27 ottobre 2018

www.officinecaos.net  www.stalkerteatro.net



Categorie:Novità, Partnership, Performing Arts, Recensioni, Satura, Teatro

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