Si parla di maestri e del significato del teatro nelle prime serate di Concentrica

LAURA BEVIONE | Entra nel vivo Concentrica in Centro, quella sezione dell’articolato cartellone della rassegna, organizzata da La Caduta, condensata in vari spazi, non necessariamente teatrali, di Torino.

Il primo appuntamento torinese è stato con Massimiliano Civica, autore e protagonista di una conferenza-spettacolo, Scampoli, proposta in anteprima: una sorta di prova aperta al pubblico di un lavoro che debutterà il 12 gennaio 2019 al Metastasio di Prato, teatro produttore. La natura “informale” della serata consente al regista reatino di testare durata e contenuti della propria conferenza-spettacolo, fornendogli indicazioni utili per compiere pur sofferte scelte fra i tanti materiali – i tanti “scampoli” – raccolti.
Sì perché il lavoro creato da Civica è un vero e proprio zibaldone di aneddoti – biografici e non solo – e di riflessioni sul teatro e sulla “cultura”, sul cinema e sulla vita: da Andrea Camilleri, che per un anno fu insegnante di Massimiliano all’Accademia Silvio D’Amico, a Harold Pinter; da Robert Mitchum a Roberto Rossellini e Anna Magnani.

20181108_Scampoli - Photo credit Ilaria Costanzo

Ph Ilaria Costanzo

Con affabile informalità, guardando negli occhi gli spettatori, a volte appoggiandosi al leggio, più spesso parlando liberamente seguendo magari un’ispirazione estemporanea, il regista inanella ricordi autobiografici – il provino e le lezioni all’Accademia, le cene a casa di Goffredo Fofi insieme a Scorsese e a Harvey Keitel – ed episodi e battute fulminanti di attori e registi, teatrali ma pure cinematografici, così da tratteggiare un’idea di teatro e dell’arte dell’attore solida e coerente, benché proposta senza didascalismo né tantomeno boriosa presunzione.

Civica riprende la lezione di Camilleri sulle “linee” fra maestri e allievi, che consentono la sopravvivenza e il costante perfezionamento della migliore tradizione interpretativa e letteraria: un filo sottile e preziosissimo che unisce generazioni di artisti e che, oggi, pare prossimo a spezzarsi irrimediabilmente.
Si mettono in discussione il metodo Stanislavskij, vezzi e stereotipi ancora vivi nel mondo del teatro e del cinema; si analizza Amleto seguendo un prezioso suggerimento di Camilleri; si rievocano le origini, nella Grecia antica, dell’arte teatrale così da ribadirne l’unicità e giustificarne la necessità ancora nell’epoca contemporanea, ognora pronta a decretarne la fine.
Ancora, ripete e commenta con lucida passione quanto affermò il sofista greco Gorgia, il quale parlò del teatro come di una «bugia» cui l’uomo «intelligente» sceglie di credere: l’arte teatrale, insomma, non può corrispondere alla cronaca, non può essere specchio oggettivo e passivo della contemporaneità, bensì sempre “finzione”, benché credibile e, in primo luogo, portatrice di una reale pregnanza.

Con appassionata ma rigorosa amabilità, Massimiliano Civica rivendica l’unicità del teatro, la sua non–contemporaneità e l’affinità con la morte derivata dalla sua natura effimera e transeunte, ribattendo tanto a quanti ne profetizzato la fine imminente quanto a coloro ognora pronti a contaminarne la peculiarità fino a confonderne la vera identità.

20181109_LeviedelFool_RequiemforPinocchio - Photo credit Manuela GiustoUn inno d’amore al teatro che, probabilmente, verrebbe sottoscritto da Simone Perinelli, autore e interprete di Requiem for Pinocchio, alla sua “prima” piemontese. Il monologo è pronunciato dal burattino diventato oramai di carne e sangue e scaraventato – un po’ suo malgrado – nel nostro mondo contraddittorio e ipocrita. Una quotidianità nella quale non vi sono né Fata Turchina né Grillo Parlante a mettere in guardia da tranelli e imboscate e a salvare dai pericoli e nella quale Pinocchio è tenuto a giustificare costantemente la propria esistenza, quasi che l’umanità non sia più un diritto, sacrosanto e inalienabile.
Foto di Manuela Giusto

Una lotta per la sopravvivenza di cui pare siano ben consapevoli i liceali presenti in sala, coinvolti e commossi dal monologo di Perinelli, che non esitano a circondare e “interrogare” al termine dello spettacolo. Quale migliore prova della capacità del teatro, ancora oggi, di pronunciare verissime “bugie”…

SCAMPOLI
da Robert Mitchum ad Andrea Camilleri

a cura di e con Massimiliano Civica
produzione Teatro Metastasio di Prato

Film Commission Torino
8 novembre 2018

 

REQUIEM FOR PINOCCHIO

di e con Simone Perinelli
aiuto regia e consulenza artistica Isabella Rotolo
progetto grafico e foto Guido Mencari
produzione Leviedelfool

Café Müller – Torino
9 novembre 2018



Categorie:In evidenza, Partnership, Satura, Teatro

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