Spogliarsi fuori e dentro: “Intimità” di Amor Vacui

ROBERTA RESMINI | Come si esce dalla ripetizione con cui viviamo le relazioni sentimentali e il rapporto con la parte più animale del nostro essere? Da una vita basata su copioni scritti da altri, o da copioni scritti da noi stessi che continuiamo a ripetere, nonostante il trascorrere degli anni e l’evolvere delle situazioni? Se lo chiedono Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo e Andrea Tonin della compagnia Amor Vacui, in scena recentemente sul palcoscenico di Campo Teatrale a Milano in uno spettacolo piacevole e divertente.

Intimità

La scena, spoglia, nera, priva di qualsiasi allestimento, ospita, nei quattro atti in cui si sviluppa lo spettacolo, i dialoghi di tre ragazzi nelle varie fasi della vita. Come se fossero in una seduta di psicoterapia, raccontano i loro sogni e le loro difficoltà sentimentali, in piedi, quasi nudi, una nudità fisica ma soprattutto mentale, come quella che ci può essere tra paziente e psicologo, dove l’uno parla e l’altro ascolta.
I tre sono alla ricerca di un’identità che non hanno e sulla quale si confrontano, con onestà intellettuale e lucidità. Con un linguaggio essenziale, raccontano della loro quotidianità, delle storie passate e future che mostrano il riproporsi di schemi e di situazioni, con ostentata ritualità. Riesce particolarmente bene Eleonora Panizzo nel suo racconto della ricerca del principe azzurro: proprio quando crede di aver trovato l’amore vero, si accorge del suo errore di valutazione e ricomincia, ogni volta e a ogni età, dall’inizio, senza aver imparato la lezione.

Il gioco è evidentemente sull’effetto comico proiettato nella platea, una platea che è però allo stesso tempo anche portata a ragionare su ciò che viene messo in scena e, talvolta, ad anticipare le conclusioni, riconoscendosi in storie comuni, con un’ironia che gioca proprio su questa anticipazione della conoscenza del pubblico del “come andrà a finire”.

53_IntimitàAmorVacui090318-3297.jpgLa scenografia minimalista, le luci di Elisa Bortolussi che illuminano gli attori e la nudità dei loro corpi sono evocativi ed esasperano la ricerca di intimità dei sentimenti e delle relazioni in opposizione a tutto quello che potrebbe distrarre da questo intento.

Solo nel secondo atto viene portato in scena un mazzo di fiori, a voler sottolineare una visione più romanzata dell’amore e dei sentimenti, tipica dell’adolescenza, mentre la fine dello spettacolo viene accompagnata con le note de L’Animale di Franco Battiato.

Lo spettacolo, fruibile e divertente, raggiunge alcuni apici di acume sarcastico degni di menzione, come ad esempio nell’episodio che inverte i ruoli di genere: Andrea Bellaccio fa la parte della madre, mentre Eleonora Panizzo la parte del padre, creando le distonie tipiche della commedia.

Il valore del lavoro, capace d’altronde di aprirsi  a un pubblico eterogeneo, risiede certamente nella prova dei tre protagonisti, che alternano con abilità i registri della voce e del corpo, dando ogni volta nuovo ritmo e vigore alla recitazione; interessante anche la scelta della regia – Lorenzo Maragoni – di valorizzare il testo puntando sull’ironia e sull’esaltazione della goffaggine sentimentale dei personaggi in scena.

Intimità è uno spettacolo fresco e innovativo che si è meritato una menzione speciale al Premio Scenario 2017. Sarà per la giovane età dei protagonisti, compagnia teatrale under 35, o per la drammaturgia originale attraverso scrittura di scena, ma sicuramente si tratta di un risultato apprezzabile di un sodalizio artistico in crescita. L’auspicio è che il buon risultato li spinga a continuare a rischiare senza necessariamente insistere su un codice di scena aprioristico, sfruttando questi anni per sperimentare, cercare e rischiare, fuori da possibili comfort zones che possono via via generarsi con spettacoli capaci di dialogare con il pubblico in modo molto ampio, come questo. L’intimità, specie quella con gli spettatori, poi, è sempre cosa da gestire con intelligenza.

E d’altronde lo dice lo spettacolo stesso!

 

INTIMITÀ

Uno spettacolo di Amor Vacui
Scrittura condivisa Lorenzo Maragoni, Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo, Jacopo Pagliari, Michele Ruol
Ideazione e regia Lorenzo Maragoni
Con Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo, Andrea Tonin
Luci Elisa Bortolussi
Organizzazione Silvia Ferrari

Produzione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale / La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale
In collaborazione con Armunia Centro Residenze Artistiche Castiglioncello – Festival Inequilibrio

Campo teatrale – Milano
25-30 ottobre 2018



Categorie:Novità, Recensioni, Satura, Scena, Teatro

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