Il Progetto DonneTeatroDiritti di PACTA: intervista ad Annig Raimondi

RENZO FRANCABANDERA e MARGHERITA SCALISE | PAC si reca oggi ad incontrare Annig Raimondi, direttrice artistica di PACTA dei Teatri SALONE di via Dini. Si tratta, come racconta il nome, dello storico Salone di via Dini, dove dal 2016 è rinata una fervente attività e rimesso in gioco uno spazio che ha fatto la storia del teatro a Milano, con nuovi sviluppi artistici.

Il progetto di cui andiamo a parlare oggi è il focus Donne Teatro Diritti, giunto ormai alla X edizione. Dal 2009, infatti, la Raimondi si occupa di organizzare annualmente un  itinerario di appuntamenti di carattere teatrale – ma non solo – concentrato sui diritti delle donne e dei soggetti giudicati genericamente “diversi” e più deboli. Il titolo di questa X edizione è Sguardi fra conflitti e integrazioni; la mission culturale del progetto è quello di risvegliare la coscienza dei cittadini nel panorama contemporaneo di deserto morale e relazionale.

La X edizione ha una composizione eterogenea: gli sguardi intrecciano otto spettacoli, una mostra, un ciclo di incontri e letture, e si svolgerà dal 27 febbraio al 31 marzo, con un colpo di coda finale a maggio.

Lucrezia e le altre

Silvia Romani, Elisabetta Vergani e Sara Calvanelli, in scena con Lucrezia e le altre dal 27 febbraio

Annig Raimondi, ideatrice del Progetto DonneTeatroDiritti, ci racconta di questa “creatura” artistica.

Come si è evoluto il progetto DonneTeatroDiritti in questi dieci anni?

DtD è nato nel 2009 come progetto di rete, incentrato principalmente sulla violenza di genere, grazie al contributo di Fondazione Cariplo e del Settore Pari Opportunità del Comune di Milano. Negli anni successivi ha raccolto sempre più collaborazioni sia nazionali che internazionali, ha aumentato il numero di spettacoli e iniziative collaterali con l’obiettivo di tenere vivo il dibattito sull’argomento. Si è affrontato il problema del rapporto coi soggetti cosiddetti ‘altri’, i soggetti ‘deboli’, diversi: bambini, vecchi, diversamente abili, stranieri (oltre naturalmente le donne). DtD vuole diventare un progetto europeo.

Il titolo di questa edizione è Sguardi fra conflitti e integrazioni: su cosa si è spostato il focus del percorso e perché?

Più che spostarsi, il progetto ha allargato lo sguardo al campo dei diritti umani nel mondo, abbracciando il problema dei diritti primari, ancora attuali, (diritto al cibo, all’acqua, all’accoglienza), affrontando temi legati alle identità individuali e collettive, il diritto dei popoli e della loro Terra.

L’importanza della condizione della donna in questa edizione è ancora molto forte: in quali spettacoli è più evidente e con quale sguardo viene trattata?

Principalmente in questi tre spettacoli: Lucrezia e le altre. Dal mito le origini della violenza di genere, Max Gericke e La Chiave dell’ascensore.

Il primo spettacolo sottolinea il fatto che tutto ciò che ci viene tramandato è frutto esclusivamente del punto di vista maschile. I due spettacoli successivi, abbinati tra di loro, sono entrambi favole nere: nel primo una donna che ha appena perso il marito gruista, per sopravvivere, si traveste da uomo e si sostituisce a lui nel posto di lavoro, vivendo sotto la sua identità. Nel secondo una donna viene tenuta sotto sequestro dal marito che la sottopone a terribili mutilazioni.

Quali sono i motivi che hanno portato a scegliere per questa X edizione gli spettacoli e gli artisti coinvolti?

Gli spettacoli hanno un filo rosso che è mitico. Li lega quindi il Mito che, spesso inconsapevolmente, vive dentro di noi. L’origine della Terra è violenta, come le prime Divinità. La ricerca di una terra o di un territorio che accolga un popolo è antica. Con il progetto DtD 2019 vogliamo avvicinare a noi il mito, renderlo quotidiano come quotidiane sono le situazioni conflittuali che viviamo a livello mondiale. Gli spettacoli spaziano da Lucrezia e le altre sulla Origine della violenza nel Mito, alla Terra desolata (1922) di TS Eliot, che ci parla del destino dell’umanità, responsabile di aver ridotto il mondo alla sterilità morale, spirituale oltre che fisica. Da Herstory, femminilizzazione di History, un progetto web di storia orale in Creative Commons del collettivo Mosereen che ricostruisce la partecipazione delle donne alla rivoluzione egiziana del 2011, alla Conquista della Felicità, necessaria alla creatività individuale, come ci dice il filosofo Premio Nobel Bertrand Russell. Numerosi sono gli artisti e le compagnie da tutta Italia: TrentoSpettacoli, Compagnia degli Artefatti, FlorianTeatro, etc.

A chi vuole parlare questo progetto? Quali sono i progetti collaterali ad esso?

A tutti, ma sicuramente ai giovani che sono il nostro futuro. Lo sguardo sui conflitti e la necessità di accogliere le diversità riguardano il tema del rapporto con ‘l’altro’. Fra gli eventi collaterali: il gemellaggio con la mostra STAND FOR GIRLS alla Fabbrica del Vapore; per Herstory 2. Regeni e gli altri, a introdurre l’evento, ci sarà la proiezione di Gramsci 44, produzione RAM FILM, diretto da Emiliano Barbucci, con Peppino Mazzotta, Americo Melchionda, Maria Milasi, DOP Daniele Ciprì, scritto da Emanuele Milasi; inoltre sono previsti diversi incontri presso l’Università degli Studi di Milano Dipartimento Spettacolo per Baccanti Rewind.

Programmazione della stagione di PACTA . dei Teatri SALONE di via Dini



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