Un festival “minimo” per un teatro che verrà

RITA CIRRINCIONE | Si è concluso al Piccolo Teatro Patafisico di Palermo il Minimo Teatro Festival, rassegna nazionale di corti di danza e di teatro arrivata alla IX edizione. Dieci le compagnie provenienti da Roma, Napoli, Milano, Pisa, insieme a una buona rappresentanza siciliana, che hanno partecipato alla manifestazione. Nell’edizione di quest’anno i dieci corti in concorso, selezionati tra le 85 proposte arrivate, si contendono un premio di produzione in denaro (mille euro), la possibilità di partecipare di diritto a Presente Futuro – Festival internazionale del Teatro Libero di Palermo, partner del Festival, ed eventuali menzioni speciali.

Con la direzione femminile e plurale di Rossella Pizzuto e Laura Scavuzzo, il Piccolo Teatro Patafisico, attivo dal 2010, è uno spazio polivalente di pratiche culturali e creative, con sede presso uno dei padiglioni dell’ex manicomio di Palermo, che ogni anno cura un cartellone di teatro, musica e poesia, una rassegna di cortometraggi, un programma di spettacoli per i più piccoli e ospita laboratori teatrali e workshop. Negli anni, il PTP ha saputo ritagliarsi un proprio posto nel panorama culturale di Palermo rappresentando una realtà vivace, curiosa, aperta ai nuovi linguaggi di un teatro che cerca di raccontare la complessità contemporanea, attenta alla crescita della comunità e alla formazione del pubblico. Il Minimo Teatro Festival, con la possibilità di dare spazio e sostenere le giovani compagnie locali e provenienti da tutto il territorio nazionale e di offrire loro occasioni di visibilità e di circuitazione, rappresenta un momento fondamentale della vita del PTP.

La giuria “ufficiale” del MTF2019, composta da esperti e professionisti del teatro nazionali e locali, è stata affiancata da una giuria interculturale composta da giovani migranti di Diverse Visioni, un progetto del PTP in collaborazione con Blitz, che sperimenta ed esplora il teatro come formula di accoglienza e di inclusione. Durante ciascuna serata del festival, in uno scambio a fine spettacolo, avvalendosi della presenza qualificata dei giurati, le compagnie hanno avuto la possibilità di ricevere idee e suggerimenti per una possibile evoluzione dei lavori presentati verso una forma compiuta.

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Foto di Alessandro Lopes

Il MTF ha avuto un’anteprima il 27 marzo alla Sala Strehler del Teatro Biondo con Un po’ di più – spettacolo di e con Lorenzo Covello e Zoe Bernabeu, vincitore del MTF nel 2017 proposto in versione lunga – e si è concluso al Piccolo Teatro Patafisico il 31 marzo con Kriptonite – con Giuseppe Macauda, regia di Orazio Condorelli, menzione speciale MTF 2017, anch’esso in forma lunga. Quasi un atto propiziatorio per i giovani partecipanti.

Pur appartenendo a una generazione bloccata sul presente, alle prese con un futuro-promessa diventato futuro-minaccia, l’idea di un teatro che verrà espressa dalle compagnie in concorso nelle tre giornate di MTF2019 – tra drammi intimistici e thriller psicologici, coreografie di danza e monologhi, tra toni ironici e canzonatori e linguaggi che richiamano la commedia dell’arte e il teatro di figura – è viva e multiforme per generi e codici espressivi.

Tanti ed eterogenei i temi trattati e in qualche modo dialoganti tra loro: riflessioni su un paese che sembra avere smarrito la memoria storica; un’esplorazione danzata tra realtà e rappresentazione ispirata al mito della caverna di Platone; bruschi passaggi esistenziali di figli che si ritrovano a prendersi cura dei loro genitori; oscure e angoscianti costruzioni mentali tra reale e immaginario; scenari da incubo di un mondo fatto di plastica; l’angoscioso riaffiorare di traumi sepolti nella memoria; il fallimento di un amore adolescenziale; amore e sesso al tempo di Tinder; il sofferto abbandono della terra di origine; storie di solitudini metropolitane. Il quadro sembra davvero desolante ma la buona notizia sta nella volontà di raccontarlo e nella determinazione a metterlo in scena. 

Al termine della tre giornate, la giuria ha assegnato il premio MTF2019 a Flirt di Silvia Torri, uno spettacolo di teatro di oggetti in cui il protagonista, un preservativo femminile, cerca l’amore tramite Tinder. Attraverso la forza simbolica ed evocativa degli oggetti mediati dal corpo e dalla voce dell’attrice, Flirt è il racconto di incontri precari dominati dalla preoccupazione della protezione, sia in senso sanitario che sentimentale: un sesso da cui prendere le distanze, da trattare con i guanti. Il corto ha ricevuto anche la menzione speciale di Diverse visioni. Esperimenti su un corpo già perfetto di Nyko Piscopo si è aggiudicato la partecipazione al Festival Presente Futuro. 

Menzione speciale a Vincenzo Palmeri, protagonista dello spettacolo Stop motion: in una costruzione meta-teatrale, attraverso una recitazione improntata a una fisicità vibrante, il corpo dell’attore si espone all’occhio di una videocamera e del pubblico in un drammatico stream of consciousness in cui affiorano i ricordi rimossi di antiche ferite.

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Foto Alessandro Lopes

Il premio Diverse Visioni va a Settimo continente, narrazione ironica e paradossale di vita quotidiana a Plastilandia con cerimoniali in cui esseri di materia biologica si uniscono indissolubilmente a entità di plastica: uno scenario dominato da cataste di plastica che potrebbe sembrare distopico se non fosse tragicamente iperreale.

Il premio del pubblico di MTF è stato assegnato a Squarcio di e con Simona Sciarabba, regia di Dario Muratore.

A festival concluso, a volere individuare una traccia che attraversi i corti in programma o cogliere un sentire che accomuni i giovani attori, danzatori e autori in concorso, viene fuori il mood di una generazione che forse si trova oltre quella che Benasayag e Schmit hanno chiamato “epoca delle passioni tristi”, in una ripartenza verso un futuro che magari “non è più quello di una volta” ma che rappresenta pur sempre una visione di un tempo che verrà, una speranza.

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Foto di Alessandro Lopes

Con il superamento del postmodernismo, non certo decretato dal venire meno dei temi che ne costituivano i capisaldi – la sfiducia nel positivismo scientifico e nel progresso storico e il conseguente disorientamento – quanto dalla loro acclarata e definitiva affermazione, una nuova generazione (almeno quella intravista nello spaccato del festival) tenta di orientarsi, di reagire, di riscattarsi, e lo fa mettendosi in gioco nella ritualità del teatro, con un corpo reale e palpitante, impegnandosi con grazia ed energia sulla scena, sudando e sfacchinando fuori dalla scena nel massacrante lavorio che precede e segue un allestimento. E lo fa non cercando a tutti i costi linguaggi innovativi o forme stilistiche ed espressive inedite ma recuperando e dando nuove sfumature a quelli consolidati, in una ricerca sostanziale più che formale rivolta all’urgenza di certi temi.

Novità dell’edizione 2019 è stata la Tavola Rotonda aperta alla comunità Dialogare con il pubblico. Riflessioni sul teatro che crea comunità che si è tenuta la mattina del 30 marzo. Oltre ai componenti delle giurie, hanno preso parte alla discussione numerosi operatori e animatori teatrali della città. Tantissimi e stimolanti gli interventi sul tema della formazione e del coinvolgimento del pubblico, sulla relazione con gli spazi e con il territorio e sulle esperienze che si stanno conducendo in questa direzione.


Il Minimo Teatro Festival è un progetto del Piccolo Teatro Patafisico
a cura di Rossella Pizzuto e Laura Scavuzzo
in collaborazione con M’Arte, diARiA, Teatro Libero Palermo e Blitz
segreteria organizzativa Paola Di Martino
allestimento Vito Bartucca
grafica Giuseppe Schifani
ufficio stampa Alessia Rotolo

Piccolo Teatro Patafisico
Palermo, 27-31 marzo 2019

 

Corti in concorso per MTF2019 

Sciaboletta di e con Alessandro Blasioli (Roma)

Esperimenti su un corpo già perfetto di e con Nyko Piscopo – Interno5 (Napoli)

Squarcio di Dario Muratore con Simona Sciarabba – Progetto FrazioniResidue (Palermo)

La Signora del piano di sopra sta partendo di e con Francesco Pietrella e Tommaso Paolucci e con Matteo Berardinelli, assistente alla regia Francesco Vittorio Pellegrino (Roma)

Il settimo continente di e con Giorgio Vierda e con Alberto Ierardi e Luca Oldani – La ribalta teatro (Pisa)

Stop Motion di Francesco Romengo con Vincenzo Palmeri – Associazione Officina Tea(l)tro (Altavilla Milicia)

Narciso diretto da Alessia Giovanna Matrisciano con Jacopo Neri – RAT (Roma)

Flirt – le protezioni del cuore di e con Silvia Torri (Milano)

NEVER/LAND la terra che non ti vuole coreografie di Melissa Zuccalà con Fabio Gambuzza, Chiara Arena, Benedetta Cannolo e Asia Scuderi – SBAM (Enna)

…Maura! di Pietro Dattola con Flavia Germana De Lipsis – DoveComeQuando (Roma)

 



Categorie:Danza, Novità, Scena, Teatro

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