Arlecchino e “fratelli” sfrenati nella prima serata di Interplay

LAURA BEVIONE | Si è aperta martedì al Teatro Astra di Torino l’edizione 2019 del festival Interplay che, come di consueto, dedica ampio spazio a compagnie giovani ed emergenti, talenti vitali e creativi. Così Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, autori e interpreti di Harleking, coreografia liberamente ispirata alla figura di Arlecchino, di cui è correttamente evidenziata la primigenia natura demoniaca.

Non ci sono rombi colorati né mascherine: il costume è nero e l’unico richiamo alla maschera della Commedia dell’Arte è quella striscia di rombi gialli sui lati dei pantaloni, motivo ripreso a un tratto dalla proiezione sul fondo del palco di un solo rombo, anch’esso giallo-dorato.
I due danzatori ripropongono e reinventano le movenze tradizionalmente attribuite ad Arlecchino, così come il sorriso esageratamente prolungato e dilatato fino a tramutarsi quasi naturalmente in ghigno vagamente satanico.

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Foto Ettore Spezza

Sulla scena candida, accompagnati dalla musica pulsante composta da Demetrio Castellucci, i due decostruiscono e riplasmano la figurina di Arlecchino così come da sempre è stampata nel nostro immaginario collettivo, circondandolo di un’ombra oscura.

La Commedia dell’Arte non è che un punto di partenza, da cui subito distanziarsi, per raccontare il prevalere degli istinti primari nella maschera bergamasca, la fame in prima battuta, fino ad allacciarsi, idealmente, al Charlie Chaplin di Il grande dittatore. Arlecchino diviene così una sorta di marionetta che l’insensibilità e la concentrazione su se stessa trasformano in convincente capopopolo: i due danzatori si muovono lentamente, mimando con il braccio e la mano il saluto fascista così come altre modalità di individuazione reciproca e di giubilo propri dei regimi totalitari.
E, ancora, l’abbraccio persino sensuale che diviene mossa che toglie la vita. Ma la morte è soltanto apparente e ritornano la vita e quel sorriso ben poco rassicurante… Lo scherzo non è mai bonario bensì cela un incontrollabile istinto di sopravvivenza, una pulsione che non conosce legge morale bensì ferino individualismo.

Lo spettacolo di Ginevra ed Enrico, nella sua sorridente spietatezza e nel suo formale rigore, agghiaccia lo spettatore, rivelando un talento capace di combinare una riflessione originale sugli istinti e sul male a un’attenta ricerca coreografica.

ob_335fa3_brother-marco-da-silva-ferreira-2-pictAlla disciplina e alla cura tecnica di Harleking si contrappone l’esuberanza, anche un po’ disordinata e a tratti “sporca”, di Brother, creato dal coreografo e danzatore portoghese  Marco Da Silva Ferreira.

Una sorta di danza urbana o comunitaria, agita da un gruppo assai eterogeneo – per età e fisicità – di danzatori, che si muovono seguendo una musica ritmata e coinvolgente (nella versione originale dello spettacolo proposta dal vivo dai due compositori,  João Monteiro e Sérgio Martins).

Il volto dipinto di giallo, il susseguirsi di sgargianti luci monocrome a illuminare il palco; i performer danno vita ad assoli e duetti che si sviluppano poi in danze corali, coreografie cui man mano si unisce tutto l’ensemble.

Uno spettacolo vitale e informale, che forse pecca di una certa superficialità tecnica e, d’altronde, è evidente come l’intento del giovane coreografo portoghese – anche lui in scena – sia primariamente quello di sottolineare il potere della danza, capace di creare immediatamente condivisione e comunità, in una parola di “affratellare”.

HARLEKING

di e con Ginevra Panzetti, Enrico Ticconi
sound design Demetrio Castellucci
light design Annegret Schalke
costumi Ginevra Panzetti, Enrico Ticconi
iIllustrazioni e grafica Ginevra Panzetti

produzione VAN (IT) / Tanzfabrik, Berlin (DE) / PACT Zollverein, Essen (DE) / NAOcrea – Ariella Vidach – AiEP, Milano (IT) / KommTanz – Compagnia Abbondanza/Bertoni, Rovereto (IT) /L’arboreto – Teatro Dimora, Mondaino (IT) / AtelierSì, Bologna (IT) / C.L.A.P. Spettacolodalvivo, Brescia (IT); con il supporto di Cronopios – Teatro Petrella, Longiano (IT) // Vera Stasi – Progetti per la Scena, Tuscania (IT) // Network Anticorpi XL (IT)

 

BROTHER

direzione artistica e coreografia Marco Da Silva Ferreira
assistente direzione artistica Mara Andrade
direzione tecnica e design luci Wilma Moutinho
luci Cláudia Valente
suono Pedro Lima
interpreti Anaísa Lopes, Cristina Planas Leitão, Duarte Valadares, Filipe Caldeira, Marco da Silva Ferreira, Max Makowski

produzione esecutiva Joana Costa Santos
produzione Pensamento Avulso, associação de artes performativas; in coproduzione con São Luiz Teatro Municipal (PT); Teatro Municipal do Porto (PT); Centre Chorégraphique National de Rillieux-la-Pape / Direction Yuval Pick (FR), con il supporto di República Portuguesa – Cultura I DGArtes – Direção-Geral das Artes and Aerowaves – Dance Across Europe

Teatro Astra, Torino
21 maggio 2019



Categorie:Danza, Novità, Partnership, Satura

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