Un tempio per il corpo e per lo spirito, il CTR di Venezia

LEONARDO DELFANTI | Esiste a Venezia, un tempio dello spirito dove i grandi maestri delle discipline del corpo fanno pellegrinaggio per trovare una comunità fortemente partecipativa, la quale vuole guardarsi attraverso la grande lente del palcoscenico, sapientemente direzionata dalle umili mani di chi ne conosce gli ingranaggi alla perfezione.
Questo luogo magico è il Centro Teatrale di Ricerca “centro di ricerca sulle arti del corpo con attenzione alla persona” nelle parole della sua neo-direttrice artistica Carla Marazzato (performer, coreografa e pedagoga) che prende ora il posto della fondatrice Sonia Biacchi (coreografa e costumista) recentemente scomparsa.

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Nato nel 1982 come spazio di creazione artistica presso l’isola della Giudecca, il CTR nel corso degli anni si è confermato un luogo dove il raffinato gusto estetico, complice anche lo spazio dell’ex convento dei santi Cosma e Damiano, si incontra con la più alta dedizione alle discipline somatiche.
«Noi facciamo ricerca. Presso il CTR pedagogia e creazione cercano di valorizzare l’espressione della persona: invece di dare forme precostituite si cerca di porre la tecnica al servizio dell’individuo». E si vede!

Tutti i corsi, i seminari e gli spettacoli del CTR sono volti a dare forma a una filosofia della persona come valore unico e imprescindibile: questo spazio è magico grazie agli uomini e alle donne che lo frequentano, oltre che per le sue caratteristiche intrinseche. Attraverso il metodo della maieutica, gli insegnanti di danza, teatro, voce e arti marziali si sforzano di far affiorare, incontro dopo incontro, il potenziale di una comunità, quella giudecchina, che più di tutte tenta di preservarsi dall’onda di turismo di cui Venezia è oggigiorno preda.
Lavorando a stretto contatto con loro non si può non sentire il grido di dolore di una comunità che rischia l’estinzione ma è sempre pronta ad accogliere l’estraneo sia esso il grande maestro internazionale, o il curioso di passaggio.
Frequentare il CTR è prima di tutto un’esperienza di vita.

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La persona ora chiamata a prendersi cura della stupenda bellezza frutto di anni di fragilità e coraggio è Carla Marazzato. Per lei lo spazio deve restare sacro, come lo ha ricevuto da Sonia Biacchi: «Sacro come pulito: il corpo è il nostro luogo, un tempio che va mantenuto sacro, quindi pulito. L’etica è pulizia».
Pulizia del corpo, dello spirito e del luogo: la cura che il CTR pone alla crescita dell’individuo è totale. Chiunque può aver accesso alle enormi possibilità creative e umane che il CTR offre, ma solo coloro che ne rispettano i valori fondamentali, creando con essi un circuito di profonda sinergia, possono restarvi.
Questa è la forza, questo è il segreto che da quarant’anni permette la sopravvivenza a un luogo costruito nell’estrema periferia di Venezia.

Il CTR è un vero e proprio eremo dell’arte contemporanea dove maestri di fama internazionale soggiornano per brevi periodi. E durante questi tempi l’umiltà del grande maestro è invitata ad abbandonare le sovrastrutture per comunicare la sua arte.
Quest’anno, oltre ai corsi che partiranno a ottobre, seguiti dagli appuntamenti fissi con la comunità, la direzione ha deciso di proseguire l’esperienza di IMPROVE, Festival di Improvvisazione, dare spazio a una rassegna di teatro per bambini e avviare un nuovo progetto CTR_alt_CANC serate aperta a work in progress selezionati, per permettere di osservare da vicino come nasce un’opera d’arte.



Categorie:Arte, Danza, Novità, Scena, Teatro

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