Rete Critica 2019: le segnalazioni di PAC per il primo turno

REDAZIONE | Il teatro che incontra e coinvolge la comunità, ribaltando le categorie di ‘periferia’ e ‘centro’; che è capace di osare, raggiungendo e superando la linea del “non è possibile”; che è attento a recepire e raccontare il presente.
La redazione di PAC, dopo un vivace confronto interno, ha indicato i nomi per il primo turno del Premio Rete Critica 2019: artisti, compagnie, festival, progetti che fanno, di queste linee, la guida per la propria missione artistica.

Dunque, per le tre categorie definite, miglior percorso artistico/compagnia, miglior progettualità/organizzazione, migliori strategie comunicative virali, le preferenze sono andate rispettivamente a Bottega degli Apocrifi e in particolare UccelliTeatro dei Venti per Moby Dick, Teatro di Rifredi.

Per le 2 segnalazioni libere, PAC ha scelto Metamorfosi Festival di Teatro 19 e L’abisso di Davide Enia

Di seguito le motivazioni di ciascuna candidatura e i link ai relativi articoli di approfondimento (analisi critiche e reportage).

1. Percorso artistico/Compagnia: La Bottega degli Apocrifi (Manfredonia)

uccelli1-735x400La Bottega degli Apocrifi porta avanti con paziente determinazione da anni l’obiettivo politico di “coltivare il deserto” in un’idea di teatro necessario che si apre alla collettività attraverso una forma di feconda contaminazione. In una città indagata per infiltrazioni mafiose e commissariata, gli Apocrifi  propongono un teatro etico, sociale e politico che abita la periferia per garantirne la sopravvivenza; un Teatro Diffuso che coinvolge la comunità, soprattutto quella dei bambini e degli adolescenti, partendo ogni anno da un laboratorio teatrale gratuito fino a farlo diventare un “esercizio di libertà collettivo” nella riscoperta di quella che è la vocazione originaria del teatro. L’esito del laboratorio 2019 è stato lo spettacolo Uccelli di Aristofane, nella riscrittura di Stefania Marrone con la regia di Cosimo Severo.

Per PAC ne ha scritto Maria Francesca Germano

2. Miglior Progettualità/organizzazione: Moby Dick Teatro dei Venti (Modena)

IGP9058ChiaraFerrin1L’impresa del Teatro dei Venti, che ha debuttato in versione definitiva nel maggio scorso a Trasparenze Festival, è una delle più importanti iniziative di teatralità acrobatico-performativa di piazza – nata da una produzione indipendente – di cui si abbia memoria tangibile negli ultimi trent’anni in Italia.
Moby Dick è un’esperienza assimilabile allo storico Orlando furioso di Luca Ronconi. Un’opera d’ingegno collettiva nata dall’ardimento di Stefano Tè e del suo gruppo di lavoro, stretto attorno a un esperimento di teatro sociale attivo in Emilia-Romagna da molti anni.

Per PAC ne hanno scritto Renzo Francabandera e Matteo Brighenti

3. Migliori strategie comunicative: Teatro di Rifredi (Firenze)

rifrediPer la divulgazione delle nuove drammaturgie.
Il Teatro di Rifredi, guidato da Giancarlo Mordini e Angelo Savelli, è impegnato da decenni sul fronte della promozione della drammaturgia contemporanea straniera in Italia. Sia adattando alla scena opere letterarie di scrittori di fama internazionale come la turca Elif Shafak o il franco-belga Éric-Emmanuel Schmitt, sia, in particolare, con testi di autori spesso affermati all’estero, ma da noi quasi sconosciuti, come il francese Remi De Vos, il catalano Josep Maria Miró o, recentemente, il franco-uruguaiano Sergio Blanco.
Una pratica teatrale e di dialogo con l’estero per un lavoro che ha poi grande impatto e radicamento sul territorio locale, che tante altre sale, anche molto più sostenute economicamente dai fondi pubblici, non sono in grado di ottenere.

SEGNALAZIONI LIBERE

4. Festal Metamorfosi di Teatro 19

metamorfosi-2019-locandina-001-945x450-cPer la capacità inclusiva di lavorare artisticamente sulle zone periferiche di una città luoghi simbolo di degrado  elevandoli a spazi significativi di una riappropriazione da parte dei cittadini, facendo dialogare il tessuto urbano con le comunità di spettatori e con categorie fragili Ottenendo esiti teatralmente curati e socialmente importanti. Un festival e una compagnia che con cocciutaggine romantica animano quartieri difficili con un pensiero d’arte che muove la vita dentro le archittetture contemporanee.

Per PAC ne hanno scritto Renzo Francabandera ed Elena Scolari (parte Iparte II)

5. Davide Enia – L’abisso

davide-enia_-foto-di-futura_tittaferrante-2170-4Per la determinata persuasività con la quale Davide Enia chiede al pubblico di condividere una porzione recente della propria esistenza, in cui le vicende familiari e quelle socio-politiche – gli sbarchi dei migranti a Lampedusa – si intersecano e si rispecchiano le une nelle altre. L’artista palermitano mette a nudo la propria anima, non indietreggiando allorché si tratta di rivelare l’abisso che si è aperto nella sua coscienza, forte della convinzione che sia quello l’unico strumento non soltanto per placare la propria inquietudine ma altresì per attribuire alla propria esperienza una dimensione universale, capace di parlare agli spettatori e smuoverne l’indifferenza. Senza vanità né toni predicatori però, ma con la forza della sincerità e della verità, invitandoci a non ignorare l’abisso che è in ciascuno di noi e a pacificarci con esso.

Per PAC ne ha scritto Laura Bevione

 



Categorie:Novità

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