Samantha Vs: la maratona di (in)san(t)ità di Rosario Palazzolo – Il videoreportage

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foto di Gigi Spedale

RENZO FRANCABANDERA ed ELENA ZETA GRIMALDI | EG: Chi è Samantha? È una bambina, e poi quasi una donna, e poi una salma. Ma, in ogni forma, resta sempre una Santa. Samantha è l’impossibilità di sfuggire alla sciagura di essere ciò che sappiamo fare meglio, e a cui tutti sempre ci ricondurranno, parafrasando le parole del suo creatore Rosario Palazzolo.
Santa Samantha Vs è una sciagura in tre mosse, tre spettacoli inanellati presentati per la prima volta insieme a Metamorfosi, edizione 2019 dell’Horcynus Festival, a cura dell’omonimo Parco Letterario in collaborazione, per gli eventi teatrali, con la Rete Latitudini.
Il pretesto è la presentazione del libro che raccoglie i tre testi del drammaturgo palermitano, edito dai compaesani di Glifo Edizioni; il movente è il desiderio spasmodico di conoscere tutto della nostra «Madonna di carne», la nuova VIP del mondovisione.

RF: Torna ghiotta in questi giorni l’occasione di parlarne perchè l’ultimo dei tre atti, o delle tre mosse come recita il sottotitolo dello spettacolo, verrà presentato Domenica 22 settembre (h. 20,30) al Piccolo di Milano nell’ambito del Festival Tramedautore, la rassegna di nuova drammaturgia che ormai da quasi vent’anni (la ventesima edizione ricorrerà l’anno prossimo) propone il confronto con la drammaturgia contemporanea di tutto il mondo. E il modo ficcante e oscuro di narrare di Palazzolo, letterario e morboso assieme, capace di far guardare dentro e fuori lo spettatore, merita di essere proposto, dopo aver calcato ormai i palcoscenici in gran parte d’Italia.

EG: È un voyeurismo che ci si ritorce contro: il pubblico non è mai al sicuro, ma parte integrante dell’azione scenica e sempre interpellato, in un modo o nell’altro. Come in Lo zompo, prima mossa della sciagura, in cui veniamo trascinati in uno scontro con il professore di matematica della bambina, Nunzio Pomata, che continua a chiamarla Samantha, come scritto nel registro, a dispetto del nostro volerla credere Maria incarnata. Il testo punta tutto sulla “messa in pericolo” del pubblico, che viene continuamente interpellato sul corretto funzionamento del rito di Rivelazione, giocando intelligentemente sulla consapevolezza che, nove su dieci, non smetterà di essere passivo, calandosi così perfettamente nella parte: una setta di fanatici religiosi che hanno così bisogno di qualcosa in cui credere, da accettare la violenza a cui la bambina deve essere sottoposta per «spruzzare miracoli». Santa Samantha, infatti, deve essere maniàta, toccata, per far guarire le persone, con immensa gioia dei credenti.

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foto di Gigi Spedale

Anche in Mari/age siamo parte integrante della scena: ci troviamo al ricevimento del matrimonio di Samantha, ormai quasi trentenne, la quarta parete si trova alle nostre spalle e sul suo limitare sta immobile (o quasi) una madonna in carne e ossa. In scena insieme a noi ci sono gli sposi e le due cugine di Samantha, Rita e Fatima, che conducono il matrimonio ma anche, come la loro Santa – quasi fosse la Sua rivincita – la battaglia interna tra loro stesse e il mondo: a dispetto dei loro desideri, sono votate alla santità della cuginetta e non possono fare altro che forzare delle piccole incursioni di immaginazione nella realtà. I punti di vista vengono continuamente rimescolati, mentre “fuori” una folla inferocita bussa alla porta per entrare, in un affascinante rimpiattino tra dentro e fuori la scena, dentro e fuori la mente dei personaggi.

Il problema di “dentro e fuori”, ma soprattutto “dentro e fuori cosa?” e “cosa è reale e cosa finzione” è la chiave di volta di La veglia, in cui Carmela, madre di Samantha, racconta vita e morte della figlia a noi pubblico-attore di un crudele reality. Carmela re-cita tutta la storia, dal parto al primo miracolo, dall’affidamento/rapimento delle cugine a quel talk show con «Barbera», inizio dello “sciopero del silenzio” in cui la donna è rimasta per vent’anni. Fino ad ora: Samantha è morta, e al pubblico della televìsion tocca votare a chi di diritto appartiene la sua salma. La voce di Carmela è calma e profonda, di quella calma che odora di lucidità e disperazione, il suo idioletto è fatto di parole che storpiandosi moltiplicano significati, di riflessioni così approssimative che valicano i confini del loro oggetto e si estendono a macchia d’olio. Alla fine, il pubblico della television preferirà continuare a credere alla sua Santa, ma Carmela ha un’ultima mossa da giocare: una mossa nascosta, una mossa paradossale che sancirà contemporaneamente vittoria e sconfitta. La sua, ma anche la nostra.

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foto di Gigi Spedale

La sciagura è compiuta: pur vincendo, non possiamo scampare al simulacro che il mondo si è messo addosso. Palazzolo attacca, vince la partita che ha organizzato con tre mosse:  ci accusa di essere il disagio; ci fa provare la disillusione di cui siamo causa; e, infine, ci dà una tragica possibilità di redenzione che, come tutte le cose tragiche, non può risolversi senza che perdano tutti.

RF: Quello che documentiamo nel video-focus relizzato durante il Festival Horcynus, riguarda la giornata del 4 agosto con la prima assoluta del Progetto speciale Trilogia Santa Samantha Vs, che ha visto proporre al pubblico presente, nei meravigliosi spazi del Parco Horcynus, alle 19.30 Lo Zompo, interpretato dallo stesso Palazzolo, alle 21.15 Mari/age con Alessio Barone, Delia Calò, Chiara Italiano, Viviana Lombardo, Sabrina Petyx, e infine alle 22.30 La veglia, con Filippo Luna che sarà appunto in scena al Piccolo Teatro di Milano per uno spettacolo certamente collegato drammaturgicamente in modo imprescindibile agli altri due movimenti della trilogia, ma che vale la pena vedere anche per la notevole prova d’attore di Luna.

 

 

SANTA SAMANTHA VS – Sciagura in tre mosse
Edito da Glifo Edizioni

LO ZOMPO

Testo e regia Rosario Palazzolo
Con Rosario Palazzolo
Assistente alla regia Angelo Grasso
Luci Michele Ambrose
Scene Luca Mannino
co Produzione Teatro Biondo Palermo, Acti Teatri Indipendenti Torino
Residenza artistica TMO – Teatro Mediterraneo Occupato, Palermo

MARI/AGE

Testo e regia Rosario Palazzolo
Con Delia Calò, Chiara Italiano, Viviana Lombardo, Sabrina Petyx, Alessio Barone
Aiuto regia Monica Cavatoi
Assistente alla regia Angelo Grasso
Luci Alice Colla
Scene Luca Mannino
Costumi Ylenia Modica
Produzione Teatro Biondo di Palermo
Residenza artistica TMO – Teatro Mediterraneo Occupato, Palermo

LA VEGLIA

Testo e regia Rosario Palazzolo
Con Filippo Luna
Assistente alla regia Angelo Grasso
Assistente di scena Clara De Rose
Scene Luca Mannino
Costumi Daniela Cernigliaro
Parrucche Mauro Agrò
Luci Alice Colla
Musiche originali ed effetti Francesco Di Fiore
Video Gandolfo Schimmenti
Post-produzione Valeria Di Matteo
Produzione Teatro Biondo Palermo

Distribuzione Rete Latitudini

Horcynus Festival
Parco Letterario Horcynus Orca, Messina
4 agosto 2019



Categorie:Focus, Novità, Recensioni, Satura, Scena, Teatro, Video

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