Il festival Kremnice Gagy verso il 40ennale: esplorando l’ironia al femminile

GIAMBATTISTA MARCHETTO | Che un festival alla vigilia del quarantennale scelga di premiare una compagnia composta da attori non professionisti «per l’importante contributo artistico» è già un sintomo dell’aria che si respira. Poca etichetta e molta sostanza al Kremnice Gagy, festival internazionale che la cittadina slovacca di Kremnica dedica a humor e satira – nell’agosto del 2020 si celebrerà l’edizione numero 40.

Tra vie, piazze e spazi nascosti all’interno delle mura della cittadina, il festival mescola teatro di figura e umorismo cartoonistico, arti circensi, cabaret e spettacoli di strada. L’edizione 2019 era dedicata all’umorismo al femminile e sul femminile e ha portato all’aperto, in teatro e nei due chapiteau un trio di divertenti clown dalla Russia, una top mamma dalla Svizzera, un’artista di strada dal Giappone, grandi marionette su un triciclo dal Belgio e un cabaret anni Venti dall’Italia. Inoltre il festival dedica attenzione all’illustrazione umoristica (con risvolti di impegno sociale) e in questa edizione ha ospitato autrici da Francia, Iran, Portogallo, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Tra circo e teatro di figura

Petit Cabaret 1924

Ospiti al festival con la loro ultima creazione (al debutto), gli italiani del Petit Cabaret 1924 hanno conquistato il pubblico con un mix di giocoleria, equilibrismo e ironia. Romeo Matteo Zanaboni, Coralie Meinguet, Cecilia Sddubolini e Jorik C’e hanno saputo costruire uno spettacolo che, nell’atmosfera da cabaret, non ha proposto numeri ad alto tasso di complessità tecnica, ma in compenso si rivela molto coinvolgente per un pubblico di ogni età e idioma in chiave simpatia.

Sotto lo chapiteau si è mostrato un po’ povero di drammaturgia il Mona Circo dell’argentina Luz Rodriguez Lozano, pensato soprattutto per un pubblico infantile.

Marie-Anne Dirckx

Le performance di strada hanno visto protagoniste la belga Marie-Anne Dirckx, sui trampoli per Fleur!, a guidare un mega-triciclo accompagnata da un paio di manichini per una mini-parata che ha portato più colore che emozione; la polacca Pina Polar, una sorta di clown moderna un po’ aggressiva, ma in fondo leggera leggera; quattro performer ceche con il rutilante Amanitas. Ha invece conquistato la piazza, con lunghi applausi e standing ovation, la performance della giapponese Kana Nakamura: tra danza e hula hoop, travestimenti e giochi di luce, la minuta artista nipponica ha sfoderato un’ottima tecnica applicata a un mix sapiente di leggerezza ed emozione.

La grande tradizione del teatro di figura mitteleuropeo non ha trovato spazio al festival, che ha invece accolto puppet e burattini solo nel programma dedicato ai più piccoli. Simpatiche, ma decisamente rivolte al pubblico dei bambini, le storie allestite dalle compagnie slovacche Bratislavské Bábovké Divadlo, Divadlo na Hojdačke, Divadlo Žihadlo e dalle performer croate del Triko Cirkus Theatar, tutte in vario modo giocate su una interazione tra attori e figure.

Corpo, ombre e clownerie

Ispirata alla famosa Vltava di Bedřich Smetana, la pantomima di Anna Polívková (figlia del celebre Bolek Polívka) ha messo in evidenza grandi doti tecniche per dare corpo alla poesia, mentre il teatro di ombre della spagnola Valeria Guglietti ha saputo stupire (oltre le aspettative, lo ammetto) per l’accuratezza della tecnica e per la capacità di giocare su micro-storie poetiche e ironiche, senza supponenza e con leggerezza mai banale.

 

Gardi Hutter

La clownerie al femminile si è incarnata nelle evoluzioni del Clown Trio Klavy dalla Russia e della finlandese Sari Mäkelä con il suo The Great Granny Show, ma la vera guest star era la straordinaria Gardi Hutter. La performer svizzera, non a caso considerata una delle più grandi interpreti della figura clownistica al mondo, ha presentato il suo complesso, intrigante, giocoso, divertente e poetico The Brave Jane, apparendo in scena con le fattezze di una grassa fattucchiera-casalinga alle prese con il bucato e con epopee cavalleresche, tra giochi di piccolo equilibrismo e goffaggine pretestuosa. L’applauso è durato tanto da costringere la Hutter a “cacciare” simpaticamente il pubblico.

 

Teatro di parola e di emozioni

Estremamente interessante la proposta più strettamente teatrale, che ha offerto l’opportunità (purtroppo senza sottotitoli) di conoscere uno spaccato della drammaturgia contemporanea slovacca e ceca. Se si esclude infatti l’allestimento tratto da La visita della vecchia signora di Friedrich Dürrenmatt, portato in scena dal Divadlo Hugo e premiato con lo Zlatý Gunár – con una complessa macchina scenica che valorizza i movimenti dei numerosi personaggi, interpretati brillantemente – gli altri spettacoli in cartellone erano frutto di scritture originali.

Divadlo Hugo

Tra le performance più attese, la commedia ceca Hvězda di Patrik Hartl, con il one woman show dell’ironica Eva Holubová (tra le protagoniste del famoso film Pelíšky di Jan Hřebejk), e la divertente commedia politica con innesti musicali Herečky (ovvero Attrici) cha ha visto protagoniste una strepitosa, energica e trascinante Zuzana Kronerová e le brillanti Gabriela Dzuríková e Darina Abrahámová.

Raccontare l’universo femminile con il sorriso ironico e non condiscendente non è facile, ma la forza delle opere viste a Kremnica sta proprio nell’autoironia di registi e interpreti, capaci di giocare sui piccoli vezzi senza perdere di vista la forza umana, concreta, discreta di donne in cerca di identità, di soddisfazioni, di realizzazione. E allora una sintesi interessante – oltre ai lavori più attesi del Divadlo Gunagu di Bratislava – è una commedia triste semplice e brillante del Divadlo Ungelt di Praga: Skořábka (letteralmente ‘guscio) del giovane autore polacco Marcin Szczygielski, molto ben interpretata da Alena Mihulová e Petra Nesvačilová, è una sintesi divertente del percorso evolutivo di crescita (con reciproco sostegno) di due donne molto diverse, accomunate dal disagio creato da dinamiche sociali che tendono a incasellare e catalogare il femminile in ruoli preconcetti.

 

Kremnice Gagy Festival, Kremnica
23- 25 agosto 2019

@gbmarchetto

 



Categorie:Cultura e società, Performing Arts, Recensioni, Reportage, Scena

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