Il viaggio nei viaggi di Instabili Vaganti

RENZO FRANCABANDERA | Teatro nel teatro, s’è visto. L’attore che interpreta se stesso anche. Ma è raro che una compagnia si racconti facendo di questa narrazione uno spettacolo, per di più mettendo al centro non la pratica di per se stessa, ma il suo alimento originario, quello che è già nel nome del sodalizio artistico, che in questo caso lega Nicola Pianzola e Anna Dora Dorno, e che hanno battezzato  Instabili Vaganti.
Il viaggio. I viaggi, appunto.

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Foto M. Caprilli

È come se la pratica fosse diventata quella negli ultimi anni, o almeno che si sia talmente fusa con quella teatrale da ormai non esserci più confine e soluzione di continuità fra le due: e così testimoniare i viaggi, in via indiretta, significa raccontare quello di cui sono stati a loro volta testimoni, dall’altra parte del mondo, in Centro e Sud America, nel continente asiatico con le sue mille sfaccettature e le sue miriadi di civiltà, che spesso si sommano in stati che sono somma di stati. Viaggio nei viaggi dentro somme di stati. Stati emotivi che passano dalla paura dei coprifuoco e delle retate delle bande criminali, allo sconvolgente attraversamento dei riti, fino alla spirituale ricerca di archetipi dell’umano. Questa la traccia seguita dalla compagnia per il lavoro che ha debuttato, in una prima forma (allargata ed estesa come diremo) al al Teatro Nazionale di Genova: The Global City.

A renderlo possibile la co-produzione dal Teatro Nazionale di Genova, El Florencio, Festival FIDAE 2019, Uruguay, insieme ai fondi del bando Per Chi Crea promosso dal Mibac e gestito da SIAE, di cui il progetto è risultato vincitore, portando ad inglobare nel laboratorio prodromo alla creazione un gruppo di giovanissimi performer.
La regia di Anna Dora Dorno inquadra la drammaturgia narrativa e diaristica di Nicola Pianzola, guidando lo spettatore nell’attraversamento, non solo teatrale in senso stretto, ma anche documentale e multimediale, delle megalopoli visitate dalla compagnia durante le numerose tournée mondiali. Il tema è sviluppato in piccoli quadri ambientati, grazie al supporto di videoproiezioni e fotogrammi, sul fondale dello spazio scenico e su una superficie di proiezione in proscenio, così da creare una sorta di effetto avvolgente e tridimensionale dell’a’azione attorale. Sono sequenze narrative che si ambientano in ogni parte del mondo e che descrivono spezzoni di viaggio attaccate a memorie registrate di cui si ascolta il registrato off.

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Dopo l’anteprima in Uruguay, al FIDAE Festival Internacional de Artes Escénicas, uno degli eventi teatrali più importanti del Sud America, lo spettacolo ha debuttato in Italia con un coro scenico di sette giovanissimi attori e danzatori, che in questa prima stesura dell’opera hanno agito in alcuni tratti da coro, in altri da complemento coreutico e coreografico all’azione attoriale intensa di Pianzola.
Presente ed efficace la tessitura sonora, non di rado vocale ed eseguita in diretta di Anna Dora Dorno, che in taluni passaggi sveste il ruolo della regista pura per “attraversare” il lavoro, quasi come presenza narrata ora di sé artista, ora di sé instabile viaggiante, con la maglietta rossa, un colore che le ritorna addosso.

Ispirato a Le città invisibili di Italo Calvino, raccontando queste esperienze umane in luoghi lontani e spesso pericolosi, rese attraverso suoni, videoproiezioni e immagini e azioni fisiche dei performer, The Global City permette al consolidato duo dalla pratica artistica internazionale, di fare un punto della loro ricerca, umana, poetica e professionale.

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Notevole il lavoro della regia sul corpo di Pianzola, la vera parte definita e centrale dell’opera, ancora a cuore aperto per ragioni produttive, ma che, asciugata dalla ridondanza di presenze esterne rispetto al tema della compagnia stessa che si racconta, e di una parte di testo che a quel punto naturalmente si andrà a concentrare sui temi che prenderanno il relativo fuoco, arriverà a raccontare davvero un viaggio nei viaggi: un viaggio nell’umanità oggi, nelle molte umanità che convivono sul pianeta Terra, a volte così piccolo, altre così immenso e sconfinato di cui la mappa frammentaria che si esprime in un’unica distopica e surreale Città Globale pensata da Instabili racconta una geografia che anche a distanza di giorni, resta in più segni artistici, persistente nella memoria.

Nei prossimi giorni, peraltro, per i curiosi non solo della compagnia e della relativa pratica artistica così sfacciatamente dinamica e itinerante, Dorno e Pianzola, in occasione dell’ottava edizione di Bookcity Milano, presenteranno il libro Stracci della Memoria edito da Cue Press, introdotti dalla giornalista e critica teatrale Simona Frigerio. L’incontro con il pubblico, gli spettatori teatrali e gli appassionati delle pratiche di viaggio, si terrà il 17 Novembre al Teatro Franco Parenti – Treno blu, alle ore 13.

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Si tratta di un volume che racchiude gli esiti di un Progetto internazionale di ricerca nelle arti performative condotto da Instabili Vaganti e centrato sul tema  della memoria, intesa come parte integrante dell’essere umano. Un tessuto di pensieri che guarda, oltre che al teatro, ad altre discipline, quali l’antropologia culturale, le arti visive, i nuovi media, la danza, la musica e ogni altra forma di espressione artistica, incrociando le pagine dei propri diari di lavoro con i racconti scritti dai paesi attraversati nell’arco di dodici anni di ricerca, alle riflessioni teoriche dei performer internazionali che hanno preso parte al progetto. Fra memoria esperienziale individuale e ricerca dell’anima universale.
Durante l’incontro verranno inoltre mostrati alcuni video rappresentativi delle tappe di sviluppo dello stesso, in diversi paesi del mondo e i cui riflessi erano già stati oggetto di una bella conversazione con Dorno e Pianzola ad inizio estate 2019 in occasione del Festival che da diversi anni tengono a Bologna, PerformAzioni, che quest’anno ha ospitato, fra le altre cose, anche un laboratorio drammaturgico sull’autofinzione di Sergio Blanco.

 

THE GLOBAL CITY

drammaturgia Nicola Pianzola
regia, scene, ideazione video Anna Dora Dorno
interpreti Nicola Pianzola, Anna Dora Dorno
coro scenico: Claudia Marsulli, Antonio di Castri, Rosanna Gualdi, Marco Mazza, Francesca Flotta, Marianna Maretto, Roberta Rotante
musiche originali Riccardo Nanni
disegno luci Anna Dora Dorno, Mattia Bagnoli
tecnico video mapping Alex Pietro Marra
coreografie, costumi Instabili Vaganti

Co produzione Teatro Nazionale di Genova / El Florencio – Festival FIDAE Uruguay
Con il sostegno di Mibac e SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea” e Bando #CREA della Fondazione Sipario Toscana Onlus

Residenze artistico-produttive IAC Inter Arts Centre – Svezia, Au Brana Residential Centre for Performance Research – Francia, La città del Teatro di Cascina, Re.Te.Ospitale di Satriano di Lucania.

Con il contributo di Regione Emilia Romagna, Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, Istituto Italiano di Cultura di Montevideo.



Categorie:Novità, Recensioni, Satura, Scena, Teatro

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